EMISSIONI DI GAS SERRA DA PROCESSI ENERGETICI PER SETTORE ECONOMICO

Data aggiornamento scheda
Autori

Antonio Caputo, Daniela Romano

Abstract

L’indicatore valuta l'andamento delle emissioni di gas serra da processi energetici per i diversi settori, al fine di diminuire l'impatto dell'uso di energia sui cambiamenti climatici. Le emissioni di gas serra da processi energetici nel periodo 1990-2024 sono diminuite del 31 % con andamenti differenti per i vari settori, mentre nel settore civile sono diminuite del 16% rispetto al 1990, in quello da trasporti sono aumentate del 10%. Nello stesso periodo, le emissioni dal settore delle industrie energetiche scendono del 55% mentre quelle dalle industrie manifatturiere mostrano una riduzione del 50%. Nel 2024 le emissioni da processi energetici sono state 294,5 milioni di tonnellate di COequivalente (-3,5% rispetto all’anno precedente). 

Descrizione

L'indicatore è costituito da una disaggregazione per settore delle emissioni di gas serra da processi energetici. I settori che contribuiscono alle emissioni di gas serra da processi energetici sono: le industrie energetiche, le industrie manifatturiere, il settore residenziale e servizi e trasporti. I gas serra che concorrono maggiormente alle emissioni da processi energetici sono: CO2, CH4 e N2O.

Scopo

Valutare l'andamento delle emissioni di gas serra da processi energetici per i diversi settori, al fine di diminuire l'impatto dell'uso di energia sui cambiamenti climatici.

Rilevanza
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
È semplice, facile da interpretare.
È sensibile ai cambiamenti che si verificano nell'ambiente e/o nelle attività umane
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
Fornisce una base per confronti internazionali.
It has a threshold or reference value against which it can be compared.
Solidità
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Misurabilità (dati)
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Principali riferimenti normativi e obiettivi

Con il Protocollo di Kyoto (2008-2012) si prevedeva per l’Italia un obiettivo di riduzione delle emissioni del 6,5% rispetto ai livelli del 1990. Nella Conferenza sui cambiamenti climatici tenuta a Doha nel 2012 viene esteso il Protocollo di Kyoto fino al 2020, senza tuttavia raggiungere un accordo vincolante delle riduzioni. Si arriva all’Accordo di Parigi (COP21) del 2015 dove si fissa l'obiettivo di contenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali, compiendo ogni sforzo per limitarlo a 1,5°C.

A livello europeo e nazionale, gli obiettivi per il 2020 (rispetto ai livelli del 1990 per i target globali ed europei) sono stati articolati attraverso una netta separazione dei settori. Nel settore ETS (Emissions Trading System), ossia impianti industriali ed energetici, il target di riduzione complessivo è stato del 21% rispetto al 2005. Nei settori Non-ETS (Effort Sharing Decision - ESD), ossia: Trasporti, edilizia, agricoltura e rifiuti, regolati da target nazionali si richiede all'Italia, l'obiettivo di una riduzione del 13% rispetto al 2005. Per le fonti rinnovabili, mentre l'Europa puntava al 20% di energia verde all'Italia si assegnava quota del 17% sul consumo finale lordo. Infine, obiettivo europeo per l’efficienza energetica richiedeva un miglioramento del 20%.

Con il lancio del European Green Deal, l'Unione Europea ha decisamente innalzato le proprie ambizioni per il 2030, traducendole in norme vincolanti attraverso il Regolamento Effort Sharing (ESR). I nuovi target europei e nazionali per il 2030 sono: per le emissioni di gas serra una riduzione complessiva del 55% rispetto al 1990. Una quota di almeno il 42,5% di energia rinnovabile (accordo provvisorio nel 2023 con intenzione di puntare al 45%) e un miglioramento almeno del 36% dell'efficienza energetica, in termini di riduzione dei consumi di energia finale e di almeno 39% in termini di riduzione dei consumi di energia primaria rispetto allo scenario tendenziale (Modello PRIMES 2007). Per raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra i settori interessati dal sistema di scambio di quote di emissione (ETS) dell'UE dovranno ridurre le emissioni del 62% (rispetto al 2005), mentre i settori non ETS dovranno ridurre le emissioni del 40% (rispetto al 2005). Tali obiettivi sono stati tradotti in obiettivi vincolanti nazionali per gli Stati membri con l’adozione del regolamento Effort Sharing (ESR 2018/842). Per l’Italia è prevista una riduzione delle emissioni dai settori ESR del 43,7% rispetto al 2005. Per raggiungere gli obiettivi al 2030 l’Unione Europea ha adottato il Regolamento UE 2018/1999 che istituisce un sistema di Governance dell’Unione dell’Energia con il principale obiettivo di pianificare le politiche e misure messe in atto dagli Stati membri. Nel contesto della procedura che ha stabilito l’obiettivo del 55% è stata conferita forza di legge all’obiettivo della neutralità emissiva entro il 2050 prevedendo la definizione di una traiettoria, a livello europeo, per il periodo successivo al 2030. In tale contesto si collocano le Strategie nazionali di decarbonizzazione al 2050 che gli Stati membri devono adottare ai sensi del Regolamento UE 2018/1999. L’Italia ha adottato la propria Strategia nazionale di lungo termine sulla riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra nel gennaio 2021, in continuità con il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), inviato alla Commissione nel 2020.

Le misure necessarie per raggiungere gli obiettivi europei legati al European Green Deal e RePowerEU sono state considerate nel Piano Nazionale di Recupero e Resilienza (PNRR) inviato alla Commissione europea nel 2021 e successivamente integrate nella bozza di PNIEC con orizzonte al 2030 inviato alla Commissione nel giugno 2023. La versione aggiornata definitiva del PNIEC è stata trasmessa alla Commissione europea il primo luglio 2024, contenente le nuove traiettorie di decarbonizzazione per il 2030 coerenti con il Fit for 55Il Piano ha l’obiettivo di realizzare una politica energetica che assicuri la piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica e accompagni la transizione.

DPSIR
Pressione
Tipologia indicatore
Descrittivo (A)
Riferimenti bibliografici

ISPRA, Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2024, National Inventory Report 2026,  https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/

ISPRA, Quality Assurance/Quality Control Plan for the Italian Emission Inventory, Anni vari, https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/

European Environment Agency, Energy and Environment in the European Union, Environmental issue report, No. 31, 2002, https://www.eea.europa.eu/publications/environmental_issue_report_2002_31

Limitazioni

L'accuratezza dell'indicatore si riduce passando dal livello nazionale a quello locale, per effetto della distribuzione non uniforme della produzione e del consumo di energia sul territorio nazionale.

Fonte dei dati

ISPRA 

Frequenza di rilevazione dei dati
Annuale
Accessibilità dei dati di base

ISPRA, Inventario delle emissioni in atmosfera (https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/)

Copertura spaziale

Nazionale

Copertura temporale

1990-2024

Descrizione della metodologia di elaborazione

Stima effettuata nell'ambito della predisposizione dell'inventario nazionale delle emissioni. Il valore equivalente in anidride carbonica è calcolato moltiplicando le emissioni di ogni gas per il relativo potenziale di riscaldamento globale rispetto all'anidride carbonica; ad esempio, i fattori di conversione sono 21 per il metano e 310 per il protossido di azoto. Per garantire la consistenza e la comparabilità dell'inventario, l'aggiornamento annuale delle emissioni comporta la revisione dell'intera serie storica sulla base delle informazioni disponibili e dei più recenti sviluppi metodologici. La disaggregazione settoriale utilizzata è la stessa utilizzata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (2002), "Energy and Environment in the European Union", Environmental Issue report, N. 31.

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Qualità dell'informazione

L’informazione è rilevante ai fini del rispetto degli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dal Protocollo di Kyoto e dai successivi accordi nel contesto della Convenzione per i cambiamenti climatici. Le stime sono calcolate in conformità alle caratteristiche di trasparenza, accuratezza, consistenza, comparabilità, completezza richieste dalla metodologia definita da IPCC. Sono disponibili dati a livello nazionale.

Stato
Medio
Trend
Positivo
Valutazione/descrizione dello stato

Nel 2024 le emissioni da processi energetici sono state 294,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (-3,5% rispetto all’anno precedente). I trasporti rappresentano il 38,6% delle emissioni. Le industrie energetiche il 23,2%. Il settore civile rappresenta il 22,5% e le industrie manifatturiere il 15,7% (Tabella 1). Nel 2024, il settore delle industrie energetiche ha registrato un calo del 14,3%, rispetto all’anno precedente, a causa dalla riduzione della produzione delle centrali a carbone e dall'incremento delle produzioni da fonti rinnovabili.

Valutazione/descrizione del trend

Le emissioni di gas serra da processi energetici nel periodo 1990-2024 sono diminuite del 31% passando da 426,2 Mt CO2eq. a 294,5Mt CO2eq. I settori mostrano andamenti differenti. Le emissioni dovute ai trasporti presentano una prima fase di crescita fino al 2007 (+26 rispetto al 1990)  e una successiva di decrescita dovuta fondamentalmente alla crisi economica e, negli anni più recenti, anche alla penetrazione nel mercato di veicoli più efficienti (-18% nel periodo 2007-2019); la notevole riduzione registrata dal 2019 al 2020 (-18%) è imputabile alla contrazione delle percorrenze e dei consumi in conseguenza della crisi pandemica, mentre negli anni successivi si assiste a una ripresa (+31% nel 2024). Le emissioni dal settore residenziale e servizi presentano un andamento oscillante, con un decremento nel 2024 rispetto al 1990 pari al 16%. Nel settore delle industrie manifatturiere si osserva una riduzione dal 1990 accelerata dalla crisi economica successivamente al 2007 e dalla drastica riduzione del 2020 (-50% nel periodo 1990-2024). A ciò ha contribuito, inoltre, un aumento dell’efficienza, riscontrato soprattutto nel settore chimico. In particolare, nel 2024, le emissioni della categoria sono meno della metà rispetto al picco emissivo toccato nel 1999. Le emissioni del settore industrie energetiche, dopo aver raggiunto il massimo nel 2006, registrano successivamente una forte contrazione; in generale, si riducono nel 2024 del 55% rispetto al 1990 (Figura 1). 

Commenti

Alla riduzione delle emissioni di gas serra da processi energetici contribuiscono in modo determinante le industrie manifatturiere e quelle energetiche, con una contrazione pari rispettivamente a 50% e 55%. Anche il peso dei diversi settori varia e, in particolare, le emissioni di gas serra da industrie manifatturiere passano dal 21,6% nel 1990 al 15,7 % nel 2024, mentre le industrie energetiche dal 35,6% al 23,2%. Le emissioni da residenziale e servizi passano, invece, da 18,5% a 22,5%, quelle dovute ai trasporti da 24,2% a 38,6% (Figura 1).

Dati
Allegati
Titolo

Tabella1: Emissioni gas serra da processi energetici

Fonte

ISPRA

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Titolo

Figura 1: Emissione gas serra da processi energetici

Fonte

ISPRA