Aree

STOCK ITTICI IN SOVRASFRUTTAMENTO

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Grafici interattivi

Nel periodo considerato (2007-2023) si osserva un miglioramento dello stato degli stock ittici valutati: la quota di stock nazionali sovrasfruttati dalla pesca si riduce raggiungendo il minimo (44,4%) nel 2023. La mortalità da pesca, pur rimanendo critica in diversi casi, mostra una tendenza in calo negli ultimi anni, avvicinandosi progressivamente a livelli compatibili con uno sfruttamento sostenibile delle risorse nel lungo periodo in condizioni ambientali medie.

L’indicatore, costruito sulle valutazioni analitiche degli stock validate a livello internazionale, riflette la dinamica complessiva dello stato di sfruttamento degli stock oggetto di pesca commerciale, mettendo in evidenza il progressivo miglioramento delle risorse sottoposte a prelievo. L’indicatore è inoltre associato alla copertura percentuale degli sbarchi per i quali sono disponibili valutazioni di stock assessment, con analisi condotte a livello nazionale e di sottoregione secondo la ripartizione geografica stabilita dalla Direttiva Quadro Strategia Marina.

PIANIFICAZIONE SPAZIO MARITTIMO: ZONE E SITI MARINI PER ACQUACOLTURA

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L’indicatore riporta a scala nazionale la superficie e il numero delle aree in concessione demaniale marittima per uso acquacoltura e delle Zone Allocate per l’Acquacoltura (AZA). Le AZA sono dichiarate dall’autorità competente come “aree prioritariamente assegnate per l’acquacoltura”, ovvero aree nelle quali non vi sono interferenze con altri utilizzatori e dove le condizioni ambientali sono tali da garantire la sostenibilità delle produzioni e la minimizzazione degli impatti ambientali.

In Europa, la ricerca di nuove zone marine da destinare all’acquacoltura è tra i principali obiettivi degli Orientamenti strategici per un'acquacoltura dell'UE più sostenibile e competitiva per il periodo 2021–2030 (COM/2021/236), dei Piani Strategici Acquacoltura nazionali 2014–2020 e 2021–2027 e dei rispettivi Programmi Operativi FEAMP e FEAMPA, di cui ai Regolamenti 508/2014/UE e 1139/2021/UE.

Il processo di identificazione delle AZA è anche parte del Quadro per la PSM della Direttiva 2014/89/UE, recepita in Italia con D.Lgs. 201/2016, che promuove la crescita sostenibile delle economie marittime con un approccio coordinato, integrato e transfrontaliero nell’ambito dei Piani di Gestione dello spazio marittimo. Tali processi di pianificazione per l’acquacoltura assumono inoltre particolare rilevanza anche in relazione alle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, necessarie per mitigare gli impatti sul settore a medio e lungo termine.

Lo spazio marittimo sotto la giurisdizione italiana, compreso tra la linea di costa e il limite delle 12 miglia nautiche, è pari a una superficie di circa 14 milioni di ettari. Di questo spazio solo 20.250 ha è occupato da concessioni demaniali per uso acquacoltura, di cui circa il 96% (19.445 ha) per la molluschicoltura e solo il 3,9 % (805 ha) per la piscicoltura marina. Ad aprile 2024, le AZA sono state istituite in Toscana, Marche, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, per una estensione complessiva di circa 29.633 ha. Lo spazio già occupato da attività di molluschicoltura all’interno delle AZA è di 8.739 ha per la molluschicoltura e di 665 ha per la piscicoltura.