Descrizione 1
Eugenia Gentile, Marco Matiddi, Arianna Orasi, Raffaella Piermarini, Cecilia Silvestri, Tommaso Valente
Dal 2015 l’Italia, in attuazione della Direttiva Quadro sulla Strategia Marina (2008/56/CE), realizza un ampio programma di monitoraggio dei rifiuti marini, comprensivo dei microrifiuti presenti nello strato superficiale della colonna d’acqua. L’attività è condotta dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), con il coordinamento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). I microrifiuti, particelle di origine antropica di dimensioni inferiori a 5 mm, derivano sia da fonti primarie (pellets industriali, microgranuli cosmetici, abrasivi) sia da fonti secondarie (frammentazione di macrorifiuti). La loro composizione, quantità e distribuzione costituiscono un parametro chiave per la valutazione del buono stato ambientale delle acque marine. L’elaborazione dei dati raccolti dal 2015 al 2024 evidenzia una densità mediana stabile pari a 0,04 microparticelle/m² (circa 40.000 microparticelle/km²), con variazioni interannuali e spaziali legate alle differenti condizioni idrodinamiche e pressioni antropiche delle sottoregioni marine italiane. Nel 2024 si registra un aumento delle concentrazioni nel Mar Adriatico e una diminuzione nel Mar Ionio e nel Mediterraneo occidentale. A livello di Mediterraneo, la Convenzione di Barcellona ha definito un valore soglia di 0,000845 microparticelle/m² (845 microparticelle/km²) per il raggiungimento del buono stato ambientale: i valori riscontrati nei mari italiani, sebbene risultino negli ultimi anni stabili, sono ancora significativamente superiori.
La definizione di “buono stato ambientale” (GES) per il Descrittore 10, ai sensi del DM 15 febbraio 2019, recita: “G 10.1 – La composizione e la quantità dei rifiuti marini sul litorale, nello strato superficiale della colonna d’acqua, sul fondo marino, dei microrifiuti nello strato superficiale della colonna d’acqua e dei rifiuti marini ingeriti dagli animali marini sono tali da non provocare rilevanti impatti sull’ecosistema costiero e marino.” L’indicatore consente di misurare il numero di microparticelle per metro quadrato di superficie marina, fornendo una stima del livello di inquinamento da microrifiuti nelle acque. Le microparticelle sono particelle di origine antropica, solide, sintetiche e/o di matrice polimerica, con dimensioni inferiori a 5 mm. Tali particelle possono derivare da fonti primarie, come i pellets industriali o i microgranuli impiegati in cosmetici e prodotti abrasivi, oppure da fonti secondarie, legate alla frammentazione e degradazione dei macrorifiuti. La degradazione degli oggetti plastici, e la conseguente formazione di microparticelle, può avere effetti sugli organismi marini attraverso l’ingestione diretta o involontaria, con potenziale trasferimento lungo la rete trofica.
Misurare la concentrazione dei microrifiuti presenti nello strato superficiale della colonna d’acqua. Il monitoraggio nel tempo di questo parametro consente di valutare le variazioni della pressione esercitata dai rifiuti marini sull’ecosistema e di verificare se le misure di prevenzione, riduzione delle immissioni e incremento della raccolta di rifiuti in mare e lungo i litorali stiano contribuendo al miglioramento dello stato ambientale complessivo delle acque marine.
Direttiva 2008/56/CE.
D.Lgs. n. 190 del 13 ottobre 2010.
Decisione (UE) 2017/848 della Commissione del 17 maggio 2017 che definisce i criteri e le norme metodologiche relativi al buono stato ecologico delle acque marine nonché le specifiche e i metodi standardizzati di monitoraggio e valutazione, e che abroga e sostituisce la Decisione 2010/477/UE.
UNEP/MAP Barcelona Convention -United Nations Environment Programme Mediterranean Action Plan UNEP/MED WG.550/13.2023.Updated Baseline Values (BV) and Threshold Values (TV) for IMAP Common Indicator 23 (Seafloor macro-litter, Floating micro-plastics).
Descrizione 2
Baini, M., Fossi, M.C., Galli, M., Caliani, I., Campani, T., Finoia, M.G., Panti, C., 2018. Abundance and characterization of microplastics in the coastal waters of Tuscany (Italy): The application of the MSFD monitoring protocol in the Mediterranean Sea. Mar. Pollut. Bull. 133, 543–552. https://doi.org/10.1016/J.MARPOLBUL.2018.06.016.
Caldwell, J., Muff, L.F., Pham, C.K., Petri-Fink, A., Rothen-Rutishauser, B., Lehner, R., 2020. Spatial and temporal analysis of meso- and microplastic pollution in the Ligurian and Tyrrhenian Seas. Mar. Pollut. Bull. 159, 111515. https://doi.org/10.1016/j.marpolbul.2020.111515.
De Lucia G.A., Vianello A., Camedda A., Vani D., Tomassetti P., Coppa S., Palazzo L., Amici M., Romanelli G., Zampetti G., Cicero A.M., Carpentieri S., Di Vito S. and Matiddi M., 2018. Contamination of the Italian Minor Islands by micro-plastics pollution: survey of the clearest Italian sea waters. Water. 10 (8),1108. https://doi.org/10.3390/w10081108.
De Lucia G.A., Caliani I., Marra S., Camedda A., Coppa S., Alcaro L., Campani T., Giannetti M., Coppola D., Cicero A.M., Panti C., Baini M., Guerranti C., Marsili L., Massaro G..,Fossi M.C. and Matiddi M. 2014. Amount and distribution of neustonic micro-plastic off the Western Sardinian coast (Central-Western Mediterranean Sea). Marine Environmental Research. 100, 10-16. DOI: 10.1016/j.marenvres.2014.03.017.
Marrone, A., La Russa, M.F., Randazzo, L., La Russa, D., Cellini, E., Pellegrino, D., 2021. Microplastics in the center of mediterranean: Comparison of the two calabrian coasts and distribution from coastal areas to the open sea. Int. J. Environ. Res. Public Health 18, 20. https://doi.org/10.3390/ijerph182010712.
MSFD-TSGML 2013. Guidance on monitoring of marine litter in European Seas. A guidance document within the common implementation strategy for the marine strategy framework directive. EUR-26113 EN. JRC Scientific and Policy Reports JRC83985. http://mcc.jrc.ec.europa.eu/documents/201702074014.pdf.
Sbrana A., Valente T., Bianchi J., Franceschini S., Piermarini R., Saccomandi ·F., De Lucia A.G., Camedda A., Matiddi M., Silvestri C., 2023. From inshore to offshore: distribution of microplastics in three Italian seawaters. Environmental Science and Pollution Research https://doi.org/10.1007/s11356-022-23582-9.
UNEP/MED WG.482/19. 2020. Monitoring Guidelines/Protocols for Floating Microplastics.
UNEP/MED WG.567/Inf.3.2023. 2023 Mediterranean Quality Status Report.
La valutazione del trend delle concentrazioni di microrifiuti nello strato superficiale della colonna d’acqua è limitata dall’elevata variabilità spaziale e temporale del fenomeno, influenzata da fattori idrodinamici e pressioni antropiche locali. Solo serie storiche di dati lunghe e campionamenti omogenei nel tempo e nello spazio consentirebbero di individuare variazioni statisticamente significative e affidabili.
Qualificazione dati
ARPA costiere
http://www.db-strategiamarina.isprambiente.it/app/#/
Nazionale
2015-2024
Qualificazione indicatore
L’indicatore esprime la concentrazione dei microrifiuti nello strato superficiale della colonna d’acqua. La concentrazione di microplastiche viene espressa come numero di oggetti per m2 di acqua di mare campionata. Il calcolo della quantità di microparticelle/m2 viene eseguito sulla base della superficie di acqua filtrata (S) calcolata mediante la seguente formula:
S = L x l
dove:
L è la lunghezza del percorso lineare campionato, l è la larghezza della bocca della manta.
Nel 2024 le concentrazioni mediane dei microrifiuti marini nelle tre sottoregioni italiane (Mar Adriatico, Mediterraneo occidentale, Mar Ionio e Mediterraneo centrale) mostrano valori compresi tra 0,025 e 0,052 microparticelle/m² (Figura 1). Sebbene in alcune aree si osservi una riduzione rispetto agli anni precedenti, i livelli registrati rimangono comunque ampiamente superiori al valore soglia definito nell’ambito della Convenzione di Barcellona, pari a 0,000845 microparticelle/m².
A livello europeo non è ancora stato stabilito un valore soglia per la valutazione del buono stato ambientale in relazione ai microrifiuti, tuttavia, il riferimento mediterraneo fornisce un parametro utile per contestualizzare le condizioni attuali. Nonostante alcuni segnali di miglioramento in specifiche sottoregioni, il quadro complessivo del 2024 conferma, pertanto, una pressione ancora significativa da parte dei microrifiuti nei mari italiani, richiedendo il mantenimento e il rafforzamento delle misure di monitoraggio e riduzione delle fonti di rifiuti.
La valutazione del trend delle concentrazioni di microrifiuti sulla superficie marina risulta complessa, a meno di disporre di serie storiche di dati sufficientemente lunghe. La distribuzione spaziale dei microrifiuti è influenzata da molteplici fattori naturali e antropici. Le particelle galleggianti vengono trasportate dai movimenti superficiali delle masse d’acqua e dai venti, mentre nelle aree costiere l’accumulo e la dispersione sono condizionati da pressioni locali quali la vicinanza a grandi centri urbani, porti, attività industriali, pesca, acquacoltura, turismo costiero e nautica da diporto. Alla luce di questa elevata variabilità spazio-temporale, che rende complessa la valutazione dei trend annuali, si è ritenuto metodologicamente più appropriato utilizzare la mediana anziché la media, in quanto misura maggiormente robusta rispetto a valori estremi e fluttuazioni episodiche legate ai processi idrodinamici e alle pressioni antropiche sopra descritte. Sulla base di tali mediane, la valutazione dello stato per il 2024 evidenzia un generale miglioramento delle concentrazioni mediane di microrifiuti rispetto al 2023 per due delle tre sottoregioni monitorate (Figura 1). Il Mar Adriatico mostra una leggera risalita (da 0,046 a 0,052 microparticelle/m²), ma rimane comunque su livelli contenuti e molto inferiori ai massimi registrati nel triennio precedente (0,056 nel 2021 e 0,050 nel 2022). Nel Mediterraneo occidentale si registra una diminuzione (da 0,045 a 0,030), confermando la tendenza alla riduzione osservata dal picco recente del 2022 (0,031). Nel Mar Ionio e Mediterraneo centrale, invece, prosegue la fase discendente (da 0,034 a 0,025), consolidando livelli ben più bassi rispetto al massimo recente del 2022 (0,041). Nel complesso, il 2024 si presenta come un anno di ulteriore stabilizzazione e riduzione nelle pressioni da microrifiuti per due sottoregioni su tre, mentre l’Adriatico mostra un moderato aumento che non modifica la tendenza generale di diminuzione rispetto ai valori più elevati del periodo 2021–2022 (Figura 1).
Dati
Figura 1: Andamento delle concentrazioni mediane di microrifiuti superficiali nelle sottoregioni
Elaborazione ISPRA su dati ARPA
Figura 2: Contributo di ogni sottoregione alla concentrazione territoriale delle microparticelle
Elaborazione ISPRA su dati ARPA
Figure 3,4,5: Concentrazione annuale percentuale dei microrifiuti nel Mar Adriatico, Mediterraneo occidentale, Mar Ionio e Mediterraneo centrale
Elaborazione ISPRA su dati ARPA
Le linee blu rappresentano le percentuali annuali delle concentrazioni dei microrifiuti rispetto al totale nazionale.
Il 2015 ha rappresentato l'anno pilota per la messa a punto dei metodi di campionamento e analisi, mentre i dati raccolti dal 2016 al 2024 sono stati utilizzati per alimentare l'indicatore. La lettura congiunta delle tendenze annuali e della distribuzione spaziale delle concentrazioni consente di evidenziare alcune dinamiche rilevanti nelle tre sottoregioni considerate. Nel periodo 2016–2024, la percentuale annuale della concentrazione complessiva dei microrifiuti presenta oscillazioni contenute (14–19%), coerenti con l’elevata variabilità spazio-temporale tipica di questo descrittore (Figure 3,4,5). Come già evidenziato, tale variabilità dipende da fattori idrodinamici e da pressioni antropiche localizzate, che rendono necessario l’uso della mediana, più rappresentativa della tendenza centrale rispetto alla media in presenza di valori estremi.
Come si evince dalla Figura 2, nel 2024, il Mar Adriatico rappresenta la quota più consistente del contributo complessivo alle concentrazioni di microrifiuti (65,4%), seguito dal Mediterraneo occidentale (21,7%) e dal Mar Ionio e Mediterraneo centrale (12,9%). Le variazioni osservate suggeriscono una crescente concentrazione dei microrifiuti nel bacino adriatico, verosimilmente influenzata da condizioni idrodinamiche più chiuse, dalla limitata profondità e dall’elevato apporto fluviale rispetto alle altre sottoregioni.
Nel Mar Adriatico (Figura 3), la percentuale di concentrazione dei microrifiuti è aumentata dal 12% nel 2023 al 19,7% nel 2024. Si tratta di un incremento molto marcato: in pratica, nel 2024 la quota adriatica è risultata circa due terzi più alta rispetto all’anno precedente.
Nella sottoregione Mar Ionio e Mediterraneo centrale (Figura 4), la percentuale è invece diminuita dal 5% nel 2023 al 2,2% nel 2024. La riduzione è notevole: significa che la presenza relativa di microrifiuti in quest’area nel 2024 è risultata circa la metà rispetto al 2023.
Nel Mediterraneo occidentale (Figura 5), la percentuale di concentrazione dei microrifiuti è passata dal 20% nel 2023 all’11% nel 2024, mostrando una forte diminuzione. In termini semplici, nel 2024 questa sottoregione ha registrato quasi un dimezzamento rispetto all’anno precedente. Analizzando l’andamento della linea blu nei tre grafici, emerge quindi che nel 2024 il fenomeno presenta andamenti nettamente differenziati tra le sottoregioni, un aumento deciso nell’Adriatico e una diminuzione significativa nell’Ionio e nel Mediterraneo occidentale.