Susanna D’Antoni, Silvia Properzi
Le zone umide italiane ad oggi inserite nell’elenco ufficiale dei siti della Convenzione di Ramsar, in quanto riconosciute dal Segretariato Ramsar come zone umide di importanza internazionale, sono 63, per un totale di 81.091 ettari. Complessivamente i 66 siti Ramsar italiani (63 designati dal Segretariato della Convenzione e 3 in via di designazione) sono distribuiti in 15 regioni. Le regioni con aree più estese e più numerose sono l'Emilia-Romagna (10 siti, con superficie pari a 23.112 ha), la Toscana (11 siti con superficie pari a 20.755 ha) e la Sardegna (9 siti, con superficie pari a 13.308 ha). Non è sufficientemente noto il livello di attuazione degli strumenti di tutela e di gestione di queste aree, necessari per garantire la conservazione di habitat, flora e fauna legati agli ecosistemi acquatici.
Indicatore di risposta che mostra il numero e l’estensione delle superfici classificate come zone umide d'importanza internazionale in base ai criteri della Convenzione di Ramsar, la loro distribuzione nel territorio italiano, oltre che l'andamento temporale del numero cumulato e della superficie cumulata delle zone Ramsar istituite a partire dal 1976, anno di adesione dell'Italia alla Convenzione.
Valutare distribuzione e copertura delle zone Ramsar italiane e il livello di attuazione della Convenzione in Italia.
La Convenzione relativa alle zone umide di importanza internazionale firmata il 2 febbraio 1971 a Ramsar (Iran) nel corso della "Conferenza Internazionale sulla Conservazione delle Zone Umide e sugli Uccelli Acquatici", si pone come obiettivo la tutela internazionale delle zone umide mediante la loro individuazione e delimitazione, lo studio degli aspetti caratteristici (in particolare dell'avifauna) e la messa in atto di programmi che garantiscano la conservazione degli habitat, della flora e della fauna.
Oggetto della Convenzione sono una grande varietà di zone umide: paludi e acquitrini, torbiere, bacini d'acqua naturali o artificiali, permanenti o transitori, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, comprese le distese di acqua marina, la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri. Sono inoltre comprese le zone rivierasche, fluviali o marine, adiacenti alle zone umide, le isole o le distese di acqua marina con profondità superiore ai sei metri, durante la bassa marea, situate entro i confini delle zone umide, in particolare quando tali zone, isole o distese d'acqua, hanno importanza come habitat degli uccelli acquatici, ecologicamente dipendenti dalle zone umide.
La Convenzione di Ramsar è stata ratificata e resa esecutiva dall'Italia con il DPR n.448 del 13/03/1976 e con il successivo DPR n.184 del 11/02/1987. Gli strumenti attuativi prevedono, in aggiunta alla partecipazione alle attività comuni internazionali della Convenzione, una serie di impegni nazionali quali: identificazione e designazione di nuove zone umide ai sensi del DPR n.448 del13/03/1976; attività di monitoraggio e sperimentazione nelle zone umide designate ai sensi del DPR n.448 del 13/03/1976; preparazione di un Rapporto Nazionale per ogni Conferenza delle Parti.
Ad oggi sono 172 i paesi che hanno sottoscritto la Convenzione e complessivamente sono stati designati 2.527 siti Ramsar per una superficie totale di 253.182.428 ettari (dati https://www.ramsar.org/ ultimo accesso marzo 2026).
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L'indicatore fornisce solo informazioni di tipo quantitativo, senza valutare l'efficacia della tutela e della gestione e le condizioni ambientali nei siti Ramsar.
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MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica)
https://www.mase.gov.it/portale/web/guest/elenco-delle-zone-umide
Nazionale, Regionale
1976-2026 (aprile)
Dati ordinati in tabelle ed elaborati con programma Excel.
Lo stato non è definibile in quanto nonostante in Italia siano stati designati 66 siti Ramsar (63 designati e 3 in attesa di designazione ufficiale da parte del Segretariato della Convenzione), per un totale di 81.091 ettari, non è del tutto conosciuto il livello di attuazione degli strumenti di tutela e gestione di queste aree.
La Convenzione di Ramsar è stata ratificata e resa esecutiva dall'Italia con il DPR 13 marzo 1976 e nello stesso anno sono state designate nel nostro Paese 18 aree (Tabella 2) con una superficie complessiva di 12.563 ettari. Nel corso degli anni sono aumentati notevolmente numero e superficie, passando da 13.426 ettari nel 1978 a oltre 57.075 nel 1991, con un numero di aree più che raddoppiato (passate da 20 a 46) (Figura 1). Tale valore è rimasto invariato per diversi anni fino al 2005, aumentando poi più lentamente a partire dai 59.734 ettari (50 aree) del 2006 fino ai 60.161 ettari del 2012. Nonostante la dichiarazione di importanza internazionale di altre 11 aree dal 2013 al 2021, il loro riconoscimento da parte del Segretariato della Convenzione ha subito una fase di stallo, tanto che il numero di siti Ramsar di importanza internazionale è rimasto fermo a 57 aree per lungo tempo. Attualmente sono state riconosciute dal Segretariato altre 6 aree, già dichiarate dall’Italia Zone Ramsar nel 2013 (5) e nel 2016 (Foce dell’Isonzo - Isola della Cona). Di queste 6 aree, 4 sono state riconosciute nel luglio del 2025 (Ex lago e Palude di Bientina; Lago di Sibolla; Padule Orti-Bottagone e Foce dell’Isonzo - Isola della Cona) e 2 nel gennaio del 2026 (Padule di Fucecchio e Padule di Scarlino). Oltre alle 63 aree designate finora dal Segretariato, altre 3 aree in Sicilia (Paludi Costiere di Capo Feto, Margi Spanò, Margi Nespolilla e Margi Milo; Laghi di Murana, Preola e Gorghi Tondi e Stagno Pantano Leone), per un totale di circa 418 ettari, attendono la fine del lungo processo di riconoscimento internazionale.
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Tabella 1: Numero e superficie nelle Regioni italiane delle Zone Umide italiane di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, designate (agg. Aprile 2026) Fonte
Elaborazione ISPRA su dati MASE |
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Tabella 2: Elenco delle 66 Zone Umide italiane di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, ordinate per data di designazione. Sono elencatele 63 zone già istituite e le 3 in corso di designazione da parte del Segretariato della Convenzione (agg. Aprile 2026) Fonte
Elaborazione ISPRA su dati MASE Note
Le superfici sono riprese dai RIS (Ramsar Information Sheet). Per i siti 64, 65 e 66, in via di designazione da parte del Segretariato della Convenzione, sono riportati a titolo informativo le date e le superfici indicate nei decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale. |
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Figura 1: Variazione del numero e superficie delle 63 Zone Ramsar italiane riconosciute dal Segretariato della Convenzione (Aprile 2026) Fonte
Elaborazione ISPRA su dati MASE Note
Per l'elaborazione sono utilizzate le date di emanazione dei decreti Ministeriali e non le date di riconoscimento da parte del Segretariato della Convenzione di Ramsar; al momento, è in corso la procedura per il riconoscimento internazionale di altre 3 aree che non sono state inserite. Per il calcolo delle superfici è stato utilizzato il dato presente nei decreti istitutivi o nelle schede RIS. |
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Figura 3: Distribuzione sul territorio delle 66 Zone Ramsar italiane (Aprile 2026) Fonte
MASE Legenda
1 Pian di Spagna - Lago di Mezzola; 2 Vincheto di Cellarda; 3 Sacca di Bellocchio; 4 Valle Santa; 5 Punte Alberete; 6 Palude di Colfiorito; 7 Palude di Bolgheri; 8 Laguna di Orbetello; 9 Lago di Burano; 10 Lago di Nazzano; 11 Lago di Fogliano; 12 Lago dei Monaci; 13 Lago di Caprolace; 14 Lago di Sabaudia; 15 Lago di Barrea; 16 Stagno di S'Ena Arrubia; 17 Stagno di Molentargius; 18 Stagno di Cagliari; 19 Le Cesine; 20 Valle Cavanata; 21 Stagno di Cábras; 22 Stagno di Corru S'Ittiri, Stagni di San Giovanni e Marceddì; 23 Stagno di Pauli Maiori; 24 Valle Campotto e Bassarone; 25 Laguna di Marano: Foci dello Stella; 26 Saline di Margherita di Savoia; 27 Lago di Tovel; 28 Torre Guaceto; 29 Valle di Gorino; 30 Valle Bertuzzi; 31 Valli residue del comprensorio di Comacchio; 32 Piallassa della Baiona e Risega; 33 Ortazzo e Ortazzino; 34 Saline di Cervia; 35 Stagno di Sale Porcus; 36 Stagno di Mistras; 37 Valli del Mincio; 38 Torbiere d'Iseo; 39 Palude Brabbia; 40 Palude di Ostiglia; 41 Biviere di Gela; 42 Laguna di Venezia: Valle Averto; 43 Vendicari; 44 Isola Boscone; 45 Bacino dell'Angitola; 46 Palude della Diaccia Botrona; 47 Lago di San Giuliano; 48 Oasi di Castelvolturno o Variconi; 49 Oasi del Sele-Serre Persano; 50 Pantano di Pignola; 51 Lagustelli di Percile; 52 Palude del Brusà - Le Vallette; 53 Padule della Trappola - Foce dell'Ombrone; 54 Lago e padule di Massaciuccoli; 55 Palude del Busatello; 56 Saline di Trapani e Paceco; 57 Foce del Rio Posada; 58 Paludi Costiere di Capo Feto, Margi Spanò, Margi Nespolilla e Margi Milo; 59 Laghi di Murana, Preola e Gorghi Tondi; 60 Stagno Pantano Leone; 61 Ex lago e Palude di Bientina; 62 Lago di Sibolla; 63 Padule di Fucecchio; 64 Padule Orti-Bottagone; 65 Padule di Scarlino; 66 Foce dell’Isonzo - Isola della Cona. Note
Sono comprese sia le 63 zone Ramsar di importanza internazionale già riconosciute dal Segretariato della Convenzione, che le 3 in corso di riconoscimento. |
Le zone umide d’importanza internazionale ad oggi inserite nell’elenco ufficiale di siti della Convenzione di Ramsar per l’Italia sono 63, distribuite in 15 regioni, per un totale di 81.091 ettari (Tabella 1). La Tabella 2 riporta l’elenco completo dei siti, in ordine cronologico di designazione a partire dal 1976 fino al 2021, compresi anche ulteriori 3 siti individuati (in Sicilia) da Decreto Ministeriale nel 2011, e attualmente in attesa di designazione ufficiale da parte del Segretariato della Convenzione. Per ciascun sito sono scaricabili dal sito MASE (https://www.mite.gov.it/pagina/elenco-delle-zone-umide) i decreti istitutivi e la scheda tecnica ufficiale richiesta dalla Convenzione (RIS-Information Sheet on Ramsar Wetlands) con tutte le informazioni rilevanti.
Le regioni in cui le aree Ramsar sono più estese e più numerose sono l'Emilia-Romagna, con 10 aree (23.112 ha), la Toscana con 11 aree (20.755 ha) e la Sardegna con 9 aree (13.308 ha), mentre non sono presenti siti in 5 regioni (Figura 2 e Tabella 1). Interessante osservare la distribuzione sul territorio italiano delle aree nella Figura 3, che mostra i territori maggiormente interessati dalla presenza di queste aree umide da tutelare che probabilmente non corrisponde del tutto alla reale distribuzione delle zone umide che potrebbero essere tutelate in base alla Convenzione di Ramsar. Questa verifica potrà essere effettuata quando sarà disponibile un inventario delle zone umide rilevate in modo omogeneo con l’utilizzo di immagini da satellite su tutto il territorio nazionale.