Carmela Cascone, Elisa Quaranta (PhD student, Alma Mater Studiorum Università di Bologna )
L'indicatore analizza la capacità dell'agricoltura nazionale di stimolare la crescita economica, riducendo al tempo stesso le pressioni e gli impatti sull'ambiente. Scopo dell’indicatore è misurare l’eco-efficienza del settore agricolo, cioè la capacità di disaccoppiare (decoupling) i fattori di crescita economica dall’aumento dei fattori di pressione e di impatto. L'evoluzione delle variabili testimonia un buon andamento dell'eco-efficienza dell'agricoltura italiana nel periodo oggetto di analisi (2000-2024). Ciò si evince se si rapporta l’andamento della variabile economica (rappresentata dal valore aggiunto ai prezzi di base), a quello delle pressioni che risultano essere tutte inferiori al valore dell’anno di riferimento (2000).
L'indicatore analizza la capacità dell'agricoltura nazionale di stimolare la crescita economica, riducendo al tempo stesso le pressioni e gli impatti sull'ambiente, ed è realizzato in linea sia con la Strategia della Commissione Europea per l’uso sostenibile delle risorse naturali (CE, 2005) sia con gli obiettivi del Green Deal europeo (CE, 2019), dell’Agenda 2030 (UN, 2015) e del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (UN, 2022). La Strategia richiede l’elaborazione di indicatori aggregati, al fine di valutare la capacità delle politiche nazionali di slegare la crescita del PIL (che misura l’attività economica complessiva) da quella della ricchezza e del benessere della società in un contesto europeo. Ciò vale soprattutto per i settori agricolo e della pesca, per i quali l’emanazione delle politiche sono competenza esclusiva della Commissione Europea.
L'indicatore è espresso attraverso un indice che confronta il valore aggiunto ai prezzi di base e l'uso delle risorse rappresentate dalla Superficie Agricola Utilizzata (SAU), dalla superficie agricola irrigata, dai prati e pascoli permanenti, dall'uso di energia, considerando contemporaneamente anche le eventuali pressioni generate quali le emissioni in atmosfera, l'uso di prodotti fitosanitari e fertilizzanti nonché gli impatti sulla biodiversità.
Misurare l’eco-efficienza del settore agricolo, cioè la capacità di disaccoppiare (decoupling) i fattori di crescita economica dall’aumento dei fattori di pressione e di impatto, in linea con quanto richiesto dalla Comunicazione COM(2005) 670 e tra gli obiettivi della Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027, del Green Deal europeo, dell’Agenda 2030 e del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (K-M GBF).
- Delibera CIPE numero 57, del 2 Agosto 2002;
- Comunicazione della Commissione COM(2005) 670 "Strategia tematica sull'uso sostenibile delle risorse naturali;
- Comunicazione della Commissione COM(2019) 640 "Il Green Deal europeo";
- Comunicazione della Commissione COM(2020) 98 "Un nuovo piano d'azione per l'economia circolare";
- Comunicazione della Commissione COM(2020) 380 "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030";
- Comunicazione della Commissione COM(2020) 381 "Strategia Dal produttore al consumatore (Farm to Fork)";
- Decisione (UE) 2022/591 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 aprile 2022 (Ottavo Programma generale di azione dell'Unione per l'ambiente fino al 2030);
- Regolamento (UE) 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio del 2 dicembre 2021 (Politica Agricola Comune 2023-2027).
L'utilizzo sostenibile delle risorse naturali, sia nella fase di produzione sia in quella di consumo, è un fattore fondamentale della prosperità nel lungo periodo, a scala nazionale, continentale e mondiale.
Nel 2015, l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha adottato gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) presentati nel documento “Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development”; essi rappresentano gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile che sostituiscono e implementano i Millenium Development Goals (gli obiettivi di sviluppo del Millennio scaduti alla fine del 2015) e sono validi per il periodo 2015-2030. Tra questi obiettivi vi è anche l’uso sostenibile ed efficiente delle risorse “Proteggere, ristabilire e promuovere l'utilizzo sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, combattere la desertificazione, bloccare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità” (Obiettivo 15); “Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione, e promuovere un’agricoltura sostenibile” (Obiettivo 2); “Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie” (Obiettivo 6); “Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo” (Obiettivo 12). Nel 2022 la 15a Conferenza delle Parti (COP 15) della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica (CBD) ha adottato il Quadro Globale per la Biodiversità Kunming-Montreal (Global Biodiversity Framework o K-M GBF) che definisce un percorso ambizioso per raggiungere la visione globale di un mondo che vive in armonia con la natura entro il 2050. Tra gli elementi chiave del Quadro ci sono 4 obiettivi per il 2050 e 23 obiettivi specifici per il 2030 per arrestare e invertire la perdita di biodiversità. Questo Quadro storico, che sostiene il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, rappresenta il primo accordo globale di ampio respiro per garantire la stabilità dei servizi ecosistemici fondamentali per la sicurezza umana, lo sviluppo economico, la tutela della natura, la lotta contro il cambiamento climatico.
A livello dell'Unione europea, il Green Deal europeo rappresenta la strategia di crescita volta a promuovere un'economia climaticamente neutra, efficiente nell'uso delle risorse e competitiva. In tale contesto, il Piano d'azione per l'economia circolare contribuisce al disaccoppiamento della crescita economica dal consumo di risorse naturali, mentre l'Ottavo Programma di azione per l'ambiente definisce il quadro di riferimento per la transizione ecologica fino al 2030.
Le Strategie "Biodiversità per il 2030" e "Dal produttore al consumatore" (Farm to Fork) hanno delineato un insieme di obiettivi strategici per rendere più sostenibili i sistemi agroalimentari, tra cui la promozione dell'agricoltura biologica, la tutela della biodiversità negli ecosistemi agricoli e la riduzione dell'impiego e dei rischi associati ai prodotti fitosanitari. Tali obiettivi costituiscono il quadro di indirizzo delle politiche europee, pur non essendo stati integralmente recepiti in strumenti normativi vincolanti.
In Italia, la Legge 28 dicembre 2015 n. 221 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali” introduce misure in materia di tutela della natura e sviluppo sostenibile, valutazioni ambientali, energia, acquisti verdi, gestione dei rifiuti e bonifiche, difesa del suolo e risorse idriche. Inoltre, la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS), approvata con Delibera CIPE 108/2017 e aggiornata al 2022 (Delibera CITE 1/2023), rappresenta il primo passo per declinare a livello nazionale i principi e gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
ISPRA, 2026[a]. Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2024. National Inventory Document 2026. Annual Report for submission under the UN Framework Convention on Climate Change and the Paris Agreement. ISPRA Rapporti, 428/26 Disponibile: https://emissioni.sina.isprambiente.it/wp-content/uploads/2026/04/NID_Italy_Rapporto_428_2026.pdf
ISPRA, 2026[b]. Italian Emission Inventory 1990 – 2024. Informative Inventory Report 2026. Annual Report for submission under the UNECE Convention on Long-range Transboundary Air Pollution and European Union National Emission Ceiling Directive. ISPRA, Rapporti 426/26 Disponibile: https://emissioni.sina.isprambiente.it/wp-content/uploads/2026/04/IIR_Italy_Rapporto_426_2026.pdf
ISPRA, 2011. Agricoltura. Emissioni nazionali in atmosfera dal 1990 al 2009. Rapporto Ispra 140/2011. Roma, Italia. Disponibile: https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00009800/9864-rapporto-140-2011.pdf/
ISTAT, 2022. 7° Censimento Generale dell'Agricoltura. Annata agraria 2019-2020
ISTAT, 2019. Struttura e caratteristiche delle unità economiche del settore agricolo. Anno 2017
ISTAT, 2017. Indagine sulla struttura e produzione delle aziende agricole. Anno 2016
ISTAT, 2011. 6° Censimento Generale dell'Agricoltura
Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica - MASE, 2025. La situazione energetica nazionale nel 2024. Dipartimento Energia - Direzione Generale Fonti Energetiche e Titoli Abilitativi (FTA) - Disponibile: https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/situazione-energetica-nazionale
United Nations, 2022. Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (CBD/COP/DEC/15/4)United Nations, 2015. The Millennium Development Goals Report 2015
United Nations, 2015. Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development. A/RES/70/1
Sarebbe opportuno, per un ulteriore sviluppo dell’indicatore, l’integrazione delle informazioni quantitative sull’evoluzione della superficie agricola con quelle qualitative, per valutare, ad esempio, l’entità della superficie agricola trasformata in forme d’uso a più basso grado di naturalità (infrastrutture, edilizia, ecc.) e il grado di frammentazione del paesaggio agricolo.
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Istat(Is tituto Nazionale di Statistica) MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica), MSE (Ministero dello sviluppo economico),MASAF (Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste)
ISPRA, Inventario Nazionale delle emissioni in atmosfera (https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/)
ISTAT, Indagine sulla struttura e sulle produzioni delle aziende agricole (SPA) (https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/dw/categories/IT1,Z1000AGR,1.0/AGR_ECON )
ISTAT, Conti e aggregati economici nazionali annuali (https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/dw/categories/IT1,DATAWAREHOUSE,1.0/UP_ACC_ANNUAL)
ISTAT, 7° Censimento Generale dell'Agricoltura. Annata agraria 2019-2020 (https://www.istat.it/it/archivio/273753)
ISTAT, Censimento Agricoltura 2020 - aggiornamento (https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura)
MASE, 2025. La situazione energetica nazionale nel 2024. Dipartimento Energia - Direzione Generale Fonti Energetiche e Titoli Abilitativi (https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/situazione-energetica-nazionale)
MiSE, Bilancio Energetico Nazionale (https://dgsaie.mise.gov.it/ben.php)
MiTE, Situazione Energetica Nazionale (https://dgsaie.mise.gov.it/situazione-energetica-nazionale)
Rete Nazionale della PAC & Lipu (2025). Farmland Bird Index nazionale e andamenti di popolazione delle specie in Italia nel periodo 2000-2025 (https://www.reterurale.it/farmlandbirdindex)
SINAB, Banca dati agricoltura biologica (https://sinab.it/navigazione-banca-dati/)
Nazionale
2000-2024
L'indicatore confronta il valore aggiunto ai prezzi di base (vale a dire la differenza tra il valore dei beni e servizi conseguiti dal settore agricolo e il valore dei beni e servizi intermedi consumati nel periodo considerato) con l'uso delle risorse, rappresentate dalla Superficie Agricola Utilizzata (SAU), dalla superficie agricola irrigata, dai prati e pascoli permanenti e dall'uso di energia, considerando anche sia le pressioni ambientali derivanti dalle emissioni in atmosfera e dall'uso di prodotti fitosanitari e fertilizzanti sia gli impatti sulla biodiversità. L'andamento di queste grandezze tra il 2000 e il 2024 è valutato in modo indicizzato, assumendo il valore del 2000 uguale a 100.
Lo stato dell’indicatore non è definito, in quanto si tratta di un numero indice che aggrega diverse componenti atte a descrivere l’efficienza del settore agricolo e quindi finalizzato a evidenziare l’andamento e il disaccoppiamento delle pressioni dalla crescita economica nonché gli impatti sulla biodiversità nel tempo.
L'evoluzione delle variabili testimonia un buon andamento dell'eco-efficienza dell'agricoltura italiana nel periodo 2000-2024. Ciò si evince se si rapporta l’andamento della variabile economica (Figure 1 e 2) a quello delle pressioni, che risultano essere tutte inferiori al valore dell’anno di riferimento (2000).
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Nel 2024, il livello delle emissioni di gas serra dal settore agricolo subisce una lieve riduzione (numero indice pari a 81) rispetto al 2023 (numero indice pari a 83), ma l’andamento generale è decrescente (il valore è diminuito di 19 punti percentuali rispetto a quello dell’anno di riferimento). Per quanto riguarda le emissioni acidificanti (che comprendono ammoniaca, ossidi di azoto, ossido di carbonio, composti organici volatili non metanici e ossidi di zolfo), l'apporto del settore agricolo riguarda prevalentemente l'ammoniaca; anche in questo caso si rileva una decrescita di circa 5 punti percentuali rispetto all’anno precedente, tuttavia la riduzione complessiva rispetto al 2000 è pari a -29 punti percentuali (numero indice pari a 71) (Figura 1). I composti organici volatili non metanici (COVNM) e gli ossidi di azoto sono considerati tra i precursori dell'ozono troposferico. L'apporto del comparto agricolo alla produzione totale nazionale di questi gas è molto limitato; si evidenzia una diminuzione significativa a partire dal 2010, con una riduzione complessiva rispetto al 2000 pari a 25 punti percentuali (numero indice pari a 75, valore minimo della serie) nel 2024. Il consumo energetico, che fino al 2009 si era mantenuto al di sopra del valore di riferimento, nel 2024 presenta un lieve aumento (5 punti percentuali) rispetto al 2023 ma con un valore indice pari a 91.
Il consumo di fertilizzanti (Figura 2), che dal 2005 si mantiene al di sotto del valore di riferimento, registra un aumento (numero indice pari a 52) nel 2024 rispetto all’anno precedente (numero indice pari a 46 nel 2023), sebbene l’andamento complessivo sia di decrescita (-48 punti percentuali rispetto al 2000). La quantità di sostanze o principi attivi contenuti nei prodotti fitosanitari distribuiti dal 2009 si mantiene al di sotto dei valori di riferimento del 2000 (39 punti percentuali in meno nel 2024). Ciò a fronte di una SAU in diminuzione nel 2023 rispetto al 2000 (-7 punti percentuali), raggiungendo il valore di 12,286 milioni di ettari nell’ultima rilevazione Istat (SPA2023). Bisogna notare che, nell'ambito della SAU, la componente irrigata, dopo aver raggiunto il valore minimo nel 2010 (2 punti in meno rispetto al 2000) e registrato un forte aumento nel 2013 (20 punti in più rispetto al 2010), nel 2024 si riduce in maniera consistente (-38 punti rispetto al 2013) il che corrisponde a un minore utilizzo della risorsa idrica in agricoltura.
La componente rappresentata dai prati permanenti e pascoli raggiunge il valore minimo (2,946 milioni di ettari) nel 2023. La superficie coltivata a biologico, nonostante un andamento altalenante fino al 2008, registra una continua crescita fino a raddoppiare a partire dal 2020 (con un aumento di 242 punti percentuali nel 2024 rispetto al 2000). Nel 2024, inoltre, la superficie biologica italiana è aumentata del 2,4% rispetto all’anno precedente (ovvero circa 60 mila ettari, raggiungendo, al 31 dicembre 2024oltre i 2,5 milioni ettari). Considerando l’obiettivo strategico della Commissione europea, definito nelle Strategie “Dal produttore al consumatore” e “Biodiversità per il 2030”, di avere, entro il 2030, almeno il 25% di superficie agricola dedicata al biologico in UE, l’Italia contribuisce in maniera significativa a tale obiettivo, raggiungendo, nel 2024, il 20,5% di superficie agricola biologica rispetto alla SAU totale (ISTAT, SPA2023). I valori assunti dal Farmland Bird Index nazionale nel periodo 2000-2024 mostrano una progressiva riduzione nel tempo delle popolazioni delle specie di avifauna tipiche delle aree agricole con una preoccupante perdita netta (33 punti percentuali in meno rispetto al 2000) anche se nel 2024 si registra un lieve aumento del numero indice con base 2000 (pari a 3 punti percentuali rispetto al 2023).
Nel complesso si denotano aspetti tipici di un'agricoltura che tende a ridurre il suo carattere fortemente intensivo anche se non in maniera uniforme nel tempo e su tutto il territorio nazionale. L'aumento dell’eco-efficienza verificatosi nel lungo periodo è sicuramente legato ai provvedimenti legislativi ed economici, europei e nazionali, tra cui quelli relativi all'agricoltura biologica e alla tutela della biodiversità. Purtroppo, il miglioramento delle pratiche agronomiche verificatosi nell’ultimo decennio non riesce ancora a garantire un livello di qualità ambientale tale da preservare e mantenere in buono stato tutti gli elementi della biodiversità agricola. La situazione degli ultimi anni va ulteriormente valutata ma l’andamento della componente economica, associato alla contemporanea diminuzione di quasi tutte le pressioni, testimonia un buon andamento globale.