Descrizione 1
Tomaso Fortibuoni, Francesca Ronchi, Cecilia Silvestri
La Strategia Marina (Direttiva 2008/56/CE) rappresenta un importante strumento di governance del sistema mare, promuovendo l’adozione di strategie mirate alla salvaguardia dell’ecosistema marino finalizzate al raggiungimento del Buono Stato Ambientale. Il Buono Stato Ambientale è valutato sulla base di 11 descrittori qualitativi e, fra questi, il Descrittore 10 prevede che le proprietà e le quantità di rifiuti marini non causino danni all’ambiente costiero e marino. L’Italia realizza dal 2015 un esteso programma di monitoraggio dei rifiuti marini, compresi i macrorifiuti spiaggiati. Nel 2024, la mediana dei rifiuti marini totali spiaggiati sui litorali italiani è risultata pari a 252 rifiuti ogni 100 m, un valore simile a quello dell’anno precedente (250 rifiuti ogni 100 m). Si tratta di una densità che conferma l'andamento in diminuzione dei rifiuti spiaggiati da quando vengono effettuati i monitoraggi, sebbene ancora nettamente superiore al valore soglia di 20 rifiuti ogni 100 m, stabilito a livello europeo come requisito per il raggiungimento del Buono Stato Ambientale. Come negli anni precedenti, le plastiche monouso sono il rifiuto spiaggiato più comune, rappresentando circa il 28% del totale, seguite dai rifiuti legati al fumo (principalmente mozziconi di sigaretta), pari al 9% dei rifiuti registrati lungo le coste italiane.
La Direttiva 2008/56/CE (recepita dal D.lgs. 190/2010) adotta misure a tutela dell’ecosistema marino al fine di conseguire e mantenere il Buono Stato Ambientale attraverso 11 Descrittori. Il Descrittore 10 si riferisce ai rifiuti marini e una delle sue declinazioni, indicata come Criterio D10C1, prevede come obiettivo per gli Stati Membri che la composizione, la quantità e la distribuzione dei rifiuti sul litorale, nello strato superficiale della colonna d'acqua e sul fondo siano tali da non provocare danni all'ambiente costiero e marino.
Il monitoraggio dei rifiuti sui litorali italiani è realizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), con il coordinamento tecnico e scientifico dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), in conformità al protocollo europeo applicato da tutti gli Stati Membri (MSFD Technical Group on Marine Litter, 2023). Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) è l’Autorità competente che garantisce il coordinamento delle attività previste nell’ambito dell’applicazione della Strategia Marina in Italia.
Due volte l’anno (primavera e autunno), le ARPA costiere monitorano i rifiuti di dimensioni superiori a 2,5 cm in aree campione su 69 spiagge dislocate lungo tutto il litorale italiano. L’indicatore rappresenta la densità lineare lungo le coste di diverse categorie di rifiuto (rifiuti totali, plastiche monouso, rifiuti legati alla pesca e all’acquacoltura, borse di plastica e rifiuti legati al fumo), espressa in numero di oggetti per 100 metri di litorale. Esso permette di identificare le principali tipologie di rifiuti presenti sulle coste italiane e di monitorare nel tempo l’efficacia delle misure adottate per la loro riduzione, nonché di verificare il graduale avvicinamento delle densità misurate al valore soglia di 20 rifiuti totali ogni 100 m, definito a livello europeo come requisito per il raggiungimento del Buono Stato Ambientale.
Misurare la densità dei macro-rifiuti lungo i litorali e identificare le principali tipologie di rifiuto in ciascuna sottoregione. Monitorare nel tempo l’efficacia dei Programmi di Misure della Strategia Marina e il graduale avvicinamento delle densità misurate al valore soglia definito a livello europeo come requisito per il raggiungimento del Buono Stato Ambientale.
Comunicazione della Commissione sui valori di soglia fissati dalla Direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino 2008/56/CE e dalla Decisione (UE) 2017/848 della Commissione (C/2024/2078).
Direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 giugno 2008 che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino (Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino).
D.Lgs. 13 ottobre 2010, n. 190 Attuazione della Direttiva 2008/56/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino.
Decreto 11 febbraio 2015. Determinazione degli indicatori associati ai traguardi ambientali e dei programmi di monitoraggio, predisposto ai sensi degli articoli 10, comma 1 e 11, comma 1, del D.Lgs. 190/2010.
Decisione (UE) 2017/848 della Commissione del 17 maggio 2017 che definisce i criteri e le norme metodologiche relativi al buono stato ecologico delle acque marine nonché le specifiche e i metodi standardizzati di monitoraggio e valutazione, e che abroga la decisione 2010/477/UE.
Decreto 15 febbraio 2019. Aggiornamento della determinazione del buono stato ambientale delle acque marine e definizione dei traguardi ambientali.
Direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente.
Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 196 Attuazione della Direttiva (UE) 2019/904, del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente.
Valore soglia di 20 oggetti/100 m indicato a livello europeo come obiettivo per il raggiungimento di un Buono Stato Ambientale delle coste rispetto il Descrittore 10 (Commission Notice on the threshold values set under the Marine Strategy Framework Directive 2008/56/EC and Commission Decision (EU) 2017/848).
Descrizione 2
Hanke G., Walvoort D., van Loon W., Addamo A. M., Brosich A., Montero M. del Mar C, Jack M. M. E., Vinci M., Giorgetti A. (2019). EU Marine Beach Litter Baselines. JRC Technical Report 2019. https://ec.europa.eu/jrc.
Fortibuoni T., Amadesi B., Vlachogianni T. (2021). Composition and abundance of macrolitter along the Italian coastline: The first baseline assessment within the European Marine Strategy Framework Directive. Environmental Pollution, 268, 115886. https://doi.org/10.1016/j.envpol.2020.115886.
MSFD Technical Group on Marine Litter, Guidance on the Monitoring of Marine Litter in European Seas An update to improve the harmonised monitoring of marine litter under the Marine Strategy Framework Directive, EUR 31539 EN, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2023, ISBN 978-92-68-04093-5, doi:10.2760/59137, JRC133594.
Van Loon W., Hanke G., Fleet D., Werner S., Barry J., Strand J., Eriksson J., Galgani F., Gräwe D., Schulz M., Vlachogianni T., Press M., Blidberg E., Walvoort D. (2020). A European threshold value and assessment method for macro litter on coastlines, EUR 30347 EN, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2020, ISBN 978-92-76-21444-1 (online), doi:10.2760/54369 (online), JRC121707.
Qualificazione dati
SNPA
Nazionale
2015-2024
Qualificazione indicatore
Il campionamento dei rifiuti spiaggiati viene effettuato all’interno di un unico transetto rappresentato da un tratto di spiaggia di 100 m, due volte l’anno (primavera e autunno). L’area di campionamento copre l’intera profondità della spiaggia, dalla battigia fino al sistema dunale o alla vegetazione e/o ai manufatti presenti (ad esempio, strade). Il transetto viene ripetuto con la massima precisione possibile in ogni campionamento e nel corso degli anni. Le spiagge monitorate nel 2024 sono state 66 in primavera e 69 in autunno. Tutti gli oggetti di dimensioni superiori a 2,5 cm (nel loro lato più lungo) visibili sulla superficie della spiaggia sono stati classificati in categorie codificate a livello europeo (MSFD Technical Group on Marine Litter, 2023). Le densità sono espresse come la mediana del numero di oggetti per 100 m di spiaggia. Gli oggetti sono stati raggruppati in 4 macrocategorie legate a diverse attività antropiche: rifiuti totali; oggetti di plastica monouso (SUP); rifiuti provenienti dalla pesca e dall'acquacoltura (FISH); sacchetti e borse di plastica (BAG); rifiuti legati al fumo (SMOKE). Il trend temporale delle mediane è valutato mediante il test di Mann-Kendall. Lo scopo del test di Mann-Kendall è valutare statisticamente l'esistenza di un trend monotono, positivo o negativo, della variabile di interesse nel tempo. Un trend monotono positivo (negativo) significa che la variabile aumenta (diminuisce) costantemente nel tempo.
La densità di rifiuti lungo le coste italiane si conferma, anche nel 2024, molto alta (mediana di 252 rifiuti ogni 100 m) rispetto al valore soglia stabilito a livello europeo per il conseguimento del Buono Stato Ambientale (20 oggetti/100 m; Van Loon et al. 2020) (Figura 1).
La sottoregione Adriatico si conferma l’area con la maggior densità totale di rifiuti (mediana di 394 oggetti/100 m), seguita dal Mediterraneo occidentale (mediana di 283 oggetti/100 m) e dallo Ionio e Mediterraneo centrale (mediana di 144 oggetti/100 m). Tutti i valori delle mediane e dei quartili delle distribuzioni per anno per le singole macrocategorie sono riportati in Tabella 1. Rispetto il 2023, nella sottoregione Adriatico si è registrato un lieve aumento dei rifiuti totali (da 318 a 394 oggetti/100 m) (Figura 2), ma una diminuzione delle plastiche monouso (SUP) (da 97 a 85 oggetti/100 m) (Figura 3); sono diminuiti anche i rifiuti legati alla pesca e acquacoltura (FISH), da 23 a 19 oggetti/100 m (Figura 4), mentre i rifiuti legati al fumo (SMOKE), principalmente mozziconi di sigaretta, sono rimasti pressoché invariati (da 8 a 7 oggetti/100 m; Figura 5) così come le borse e sacchetti di plastica (BAG) (da 3 a 2 oggetti/100 m) (Figura 6). Anche nella sottoregione Ionio e Mediterraneo centrale i rifiuti totali sono leggermente aumentati, passando da 136 a 144 oggetti/100 m. Le plastiche monouso (SUP) sono leggermente diminuite, passando da 47 a 43 oggetti/100 m, mentre le altre categorie di rifiuto sono rimaste pressoché invariate. Nella sottoregione del Mediterraneo occidentale i rifiuti totali sono rimasti pressoché invariati (da 282 a 283 oggetti/100 m), così come le altre categorie.
A livello nazionale, tutte le macrocategorie di rifiuti presentano un trend decrescente statisticamente significativo, a parte la macrocategoria SMOKE, il cui trend è comunque decrescente, ma il p-value è > 0,05. Lo stesso vale per la sottoregione Adriatico. Nella sottoregione Mediterraneo occidentale, invece, i trend sono tutti significativamente decrescenti, a parte i rifiuti totali che presentano un p-value > 0,05. Infine, nella sottoregione Ionio e Mediterraneo centrale, i trend sono tutti significativamente negativi, con l’unica eccezione della macrocategoria FISH, il cui p-value è > 0,05.
Dati
Figura 2: Densità lineare (oggetti/100 m) dei rifiuti totali spiaggiati nelle tre sottoregioni in cui sono suddivisi i mari italiani
Elaborazione ISPRA su dati ARPA
Le linee uniscono il valore mediano per ciascun anno e sottoregione, le barre rappresentano lo scarto interquartile
Figura 3: Densità lineare (oggetti/100 m) delle plastiche monouso (SUP) nelle tre sottoregioni in cui sono suddivisi i mari italiani
Elaborazione ISPRA su dati ARPA
Le linee uniscono il valore mediano per ciascun anno e sottoregione, le barre rappresentano lo scarto interquartile
Figura 4: Densità lineare (oggetti/100 m) dei rifiuti legati alla pesca e all’acquacoltura (FISH) nelle tre sottoregioni in cui sono suddivisi i mari italiani
Elaborazione ISPRA su dati ARPA
Le linee uniscono il valore mediano per ciascun anno e sottoregione, le barre rappresentano lo scarto interquartile
Figura 5: Densità lineare (oggetti/100 m) dei rifiuti legati al fumo (SMOKE) nelle tre sottoregioni in cui sono suddivisi i mari italiani
Elaborazione ISPRA su dati ARPA
Le linee uniscono il valore mediano per ciascun anno e sottoregione, le barre rappresentano lo scarto interquartile
Figura 6: Densità lineare (oggetti/100 m) delle borse e sacchetti di plastica (BAG) nelle tre sottoregioni in cui sono suddivisi i mari italiani
Elaborazione ISPRA su dati ARPA
Le linee uniscono il valore mediano per ciascun anno e sottoregione, le barre rappresentano lo scarto interquartile
Tabella 1: Densità mediana e range interquartile per tipologia di rifiuto e sottoregione
Elaborazione ISPRA su dati ARPA
Nel 2024, a livello nazionale, non ci sono stati grandi cambiamenti nelle densità delle diverse tipologie di rifiuto rispetto all’anno precedente. La plastica monouso (SUP) (Figura 3) rappresenta la macrocategoria più abbondante, pari al 28% del totale dei rifiuti. L’Adriatico è interessato da elevate densità di rifiuti legati alla pesca e all’acquacoltura (FISH), che presentano una densità mediana di 19 oggetti/100 m, contro 4 oggetti/100 m nel Mediterraneo occidentale e 5 oggetti/100 m nello Ionio e Mediterraneo centrale (Figura 4). I rifiuti legati al fumo (SMOKE) nel 2024 non sono cambiati sostanzialmente rispetto all’anno precedente (Figura 5). Per quanto riguarda i sacchetti e le borse di plastica (BAG), non si sono osservate differenze sostanziali rispetto al 2023 e rappresentano ormai un rifiuto piuttosto raro lungo le coste italiane (Figura 6).