Descrizione 1
Maria Camilla Mignuoli, Massimo Peleggi, Silvana Salvati
L'indicatore fornisce la percentuale di stazioni di monitoraggio delle acque sotterranee suddivise in classi di qualità in funzione della concentrazione media dei nitrati rilevata nell'arco di un quadriennio di monitoraggio 2020-2023.
Le classi tipicamente rappresentano condizioni che vanno da una bassa concentrazione di nitrati (acque di buona qualità) a livelli elevati di contaminazione (acque a rischio o inquinate). A livello nazionale il 69,1% di stazioni di monitoraggio, presenta valori medi di concentrazione di nitrati inferiore a 25 mg/l (acque di buona qualità); mentre l’11,7% delle stazioni monitorate ha registrato una concentrazione media dei nitrati superiore o pari a 50 mg/l (acque inquinate). Confrontando i valori del quadriennio 2020-2023 con il precedente (2016-2019), si evidenzia una diminuzione della concentrazione media nel 38,8% delle stazioni, un aumento nel 26,9 % e una stabilità nel 34,4%.
Il monitoraggio dei nitrati nelle acque sotterranee è effettuato ai sensi della Direttiva Nitrati (Direttiva 91/676/CEE) che ha lo scopo di proteggere le acque dall’inquinamento causato o indotto dai nitrati di origine agricola. Tale monitoraggio è finalizzato: all’individuazione delle acque inquinate e quelle che potrebbero essere inquinate se non si interviene con specifiche misure, alla designazione e revisione delle zone vulnerabili (zone che scaricano nelle acque inquinate o che potrebbero essere inquinate se non si interviene e che concorrono all'inquinamento) e alla valutazione dell’efficacia dei Programmi di Azione (una serie di misure vincolanti intese a prevenire e a ridurre l’inquinamento da nitrati, tra le quali ad esempio quelle dei codici di buona pratica agricola). Qualora le acque sotterranee contengano oltre 50 mg/l di nitrati o possano contenere più di 50 mg/l di nitrati se non si interviene con specifiche misure, vanno individuate come acque inquinate o che potrebbero essere inquinate. Le classi di qualità, rappresentate da diversi colori e conformi allo schema delle Linee guida europee, sono suddivise dalla peggiore alla migliore come segue: rosso per concentrazioni ≥ 50 mg/l; arancione per valori tra 40 e 49,99 mg/l; giallo per valori tra 25 e 39,99 mg/l e verde per valori compresi tra 0 e 24,99 mg/l. Analogamente, le classi di qualità del trend sono classificate dalla peggiore alla migliore in: rosso per forte aumento > 5 mg/l; arancione per debole aumento da +1 a 5 mg/l; giallo per stabilità da -1 a +1 mg/l; verde per debole calo da -5 a -1 mg/l e azzurro per forte calo inferiore a -5 mg/l. Per ciascuna classe di qualità di concentrazione e del trend viene indicata la percentuale dei siti di monitoraggio delle acque sotterranee sul totale ricadente in quella classe.
Valutare sul medio - lungo periodo, l'impatto delle attività umane legate alla immissione di nitrati nelle acque sotterranee. Tali attività sono da ricondurre all'utilizzo di fertilizzanti per coltivazioni agricole, alla presenza di allevamenti, con particolare riguardo agli allevamenti intensivi e alle acque reflue non depurate che raggiungono per percolazione le acque sotterranee.
Direttiva Nitrati 91/676/CEE - art. 10
Direttiva 2000/60/CE
D.Lgs. 152/2006
D.Lgs. 30/2009
DM 6/7/2016
Nitrates Directive 91/676/CEE- Status and trends of aquatic environment and agricultural practice - Guidelines for reporting under Article 10 - Revised Version January 2024
Valore di riferimento della concentrazione di nitrati in acque sotterranee: 50 mg/l
Descrizione 2
Relazione ex articolo 10 della Direttiva 91/676/CEE ITALIA - Quadriennio 2016-2019
Relazione ex articolo 10 della Direttiva 91/676/CEE ITALIA - Quadriennio 2020-2023
Sito web Commissione europea su Direttiva nitrati: https://environment.ec.europa.eu/topics/water/nitrates_en Report from the commission to the council and the European Parlament on the implementation of Council Directive 91/676/EEC concerning the protection of waters against pollution caused by nitrates from agricultural sources based on Member State reports for the period 2016–2019
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=COM%3A2021%3A1000%3AFIN&qid=1633953687154
Qualificazione dati
SINTAI
SINTAI - https://www.sintai.isprambiente.it - Sezione Direttiva 91/676 > Accesso dati reporting Nitrati
Nazionale, regionale
2012-2023
Qualificazione indicatore
Ciascuna stazione di monitoraggio, sulla base della concentrazione media di nitrati rilevati nel periodo in esame, è assegnata a una delle quattro classi di qualità e per ogni classe si calcola la percentuale delle stazioni rispetto al totale delle stazioni analizzate. Inoltre, si calcola il trend per ciascuna stazione comune ai due quadrienni, come differenza tra il valore medio di nitrati del quadriennio 2020-2023 e quello del quadriennio precedente 2016-2019. Sulla base del trend ciascuna stazione è assegnata a una delle cinque classi e per ogni classe si calcola la percentuale delle stazioni rispetto al totale delle stazioni analizzate.
Nel quadriennio 2020-2023, i risultati relativi alla distribuzione delle stazioni di monitoraggio nelle differenti classi di qualità (0-24,99 mg/l; 25-39,99 mg/l; 40-49,99 mg/l; ≥50 mg/l) hanno evidenziato che, su 4.581 punti di campionamento, il 69,1% delle stazioni presenta una concentrazione media di nitrati nel quadriennio inferiori a 25 mg/l, mentre l’11,7% ha registrato una concentrazione media superiore o pari a 50 mg/l di nitrati (Tabella 2, Figura 1).
Dall’analisi del trend tra il quadriennio precedente (2016-2019) e quello in corso (2020-2023), è stata riscontrata una diminuzione della concentrazione media di nitrati nel 38,8% delle 3.883 stazioni comuni tra i due quadrienni, a fronte di un aumento registrato solo nel 26,9% delle medesime stazioni. Prevale su tutti un andamento stabile (34,6% delle stazioni) (Tabella 3, Figura 2).
Dati
Tabella 1: Numero di stazioni di monitoraggio delle acque sotterranee nei quadrienni 2016-2019 e 2020 – 2023
Elaborazione ISPRA su dati SINTAI
n.d. : non è stata indicata la tipologia della falda
Tabella 2: Distribuzione delle stazioni di monitoraggio delle acque sotterranee nelle differenti classi di qualità
Elaborazione ISPRA su dati SINTAI
Tabella 3: Distribuzione percentuale dei siti di monitoraggio delle acque sotterranee rispetto al trend della concentrazione media dei nitrati tra i quadrienni 2016-2019 e 2020-2023
Elaborazione ISPRA su dati SINTAI
Nell’ambito della rete nitrati regionale, le ARPA/APPA eseguono attività di monitoraggio della concentrazione dei nitrati in stazioni di campionamento che risentono delle pressioni di origine agricola e inoltrano i dati a ISPRA. Ogni quattro anni ISPRA trasmette una relazione alla Commissione europea sullo stato di attuazione della Direttiva Nitrati (Direttiva 91/676/CEE) sul territorio nazionale.
In riferimento al periodo 2020- 2023, il numero di stazioni varia da un massimo di 496 in Umbria, a un minimo di 28 nella provincia di Trento, per un totale di 4.581 stazioni (Tabella 2). La Valle d’Aosta e la provincia di Trento presentano la più alta percentuale di stazioni con concentrazione media <25 mg/l NO3, mentre la Sicilia registra la più alta percentuale di stazioni con concentrazione media ≥50 mg/l NO3 (Tabella 2, Figura 1).
Analizzando il trend tra il quadriennio 2020-2023 e quello precedente 2016-2019, in Calabria si osserva la più alta percentuale di stazioni (90,5%) in cui si è rilevato un aumento della concentrazione media dei nitrati, mentre nelle Marche si segnala la più bassa percentuale di stazioni (55,4) in cui si è rilevato una diminuzione della concentrazione media dei nitrati.
Le aree di territorio che scaricano in acque aventi una concentrazione di nitrati superiore a 37,5 mg/l e che mostrano un trend in crescita devono essere designate come zone vulnerabili. Per tali aree si applica il Programma di Azione, cioè misure finalizzate a prevenire e ridurre l’inquinamento da nitrati (Figura 1).
Nel quadriennio 2020-2023, il numero di stazioni di monitoraggio dei corpi idrici sotterranei è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al quadriennio precedente 2016-2019, con 4.581 stazioni nel primo periodo contro le 4.612 del secondo, di cui 3.883 sono comuni ad entrambi. Complessivamente, la rete di monitoraggio 2020-2023 rispetto alla rete 2016-2019 è stata sottoposta a modifiche in relazione alla localizzazione delle stazioni dovute soprattutto alle variazioni che si sono avute sul territorio. Alcune stazioni sono state rimosse e sostituite con stazioni alternative (nuove o accorpate a stazioni affini), altre stazioni non sono state monitorate (rimosse temporaneamente) perché nel periodo 2016-2019 sono stati rilevati valori inferiori a 25 mg NO3/l e, come previsto dalla Direttiva Nitrati, in tali stazioni è possibile effettuare il monitoraggio ogni otto anni. In merito alle stazioni rimosse, le regioni hanno riportato la motivazione della rimozione e principalmente risulta che si tratta di stazioni localizzate in pozzi non più accessibili. In generale è possibile asserire che la maggior parte degli acquiferi monitorati sia caratterizzata da una situazione stazionaria per quanto concerne la contaminazione da nitrati.