Roberto Daffinà, Giovanni Finocchiaro
L'indicatore descrive la dinamica dei prezzi del trasporto (passeggeri e merci), evidenziando l'evoluzione nel tempo di questo importante determinante della domanda di trasporto e della sua ripartizione modale. I prezzi medi nazionali al consumo dei prodotti petroliferi utilizzati per il trasporto, espressi come valori medi annuali, nel periodo 2000-2025 mostrano aumenti considerevoli: 60% circa per la benzina, 85% circa per il gasolio auto, 32% circa per il GPL auto. Per il 2025 si registra una controtendenza rispetto all'anno precedente con riduzioni, rispettivamente, del 5,4% e 1% per le tre tipologie di prodotti petroliferi considerati.
I prezzi dei servizi di trasporto, determinati da dinamiche autonome del mercato, sono influenzati anche dall'intervento pubblico attraverso l'imposizione fiscale, l'offerta infrastrutturale, i sussidi, la regolamentazione e la pianificazione territoriale. La loro evoluzione nel tempo influisce sulla domanda di trasporto e sulla ripartizione modale: dato un certo budget per i viaggi, una diminuzione dei prezzi dei trasporti rende possibile viaggiare di più (cosiddetto effetto rebound ) e, se ciò accade solo per alcune modalità di trasporto, come infatti avviene per il trasporto stradale e aereo, queste attraggono una quota maggiore del traffico. La domanda di trasporto e la ripartizione modale, a loro volta, hanno influenza sull'impatto ambientale del settore dei trasporti. Un'importante componente dei prezzi del trasporto è rappresentata dai prezzi dei carburanti che impattano sulla domanda di carburante e sul trasporto.
Descrivere la dinamica dei prezzi del trasporto di passeggeri e di merci, evidenziando l'evoluzione nel tempo di questo determinante della domanda di trasporto e della sua ripartizione modale.
Il Libro Bianco sui trasporti del 2011 (COM(2011) 144) è stato per anni la bussola della mobilità europea, ma la politica dei trasporti dell'Unione Europea ha subito un'accelerazione straordinaria per allinearsi agli obiettivi del Green Deal europeo.
Se il Libro Bianco del 2011 puntava a una riduzione del 60% delle emissioni di gas serra entro il 2050, oggi il target è stato aggiornato a un ben più ambizioso -90% di emissioni nei trasporti entro il 2050, per poter raggiungere la neutralità climatica globale.
La Nuova Strategia per la Mobilità Sostenibile e Intelligente (COM(2020) 789) adottata a fine 2020, rappresenta il vero e proprio "aggiornamento software" del vecchio Libro Bianco. Ha ridefinito la creazione dello spazio unico europeo dei trasporti fissando tappe intermedie molto più stringenti. I tre obiettivi da raggiungere entro il 2030 sono di avere almeno 30 milioni di auto a emissioni zero in circolazione e il raddoppio del traffico ferroviario ad alta velocità. Entro il 2035: Ingresso sul mercato di navi e aerei di grandi dimensioni a emissioni zero e stop alla vendita di nuove auto e furgoni con motori a combustione interna (benzina e diesel). Infine entro il 2050 una Transizione quasi totale verso veicoli a emissioni zero per tutti i comparti (inclusi i mezzi pesanti) e raddoppio del traffico merci su rotaia.
La normativa sulle tasse si sta muovendo in parallelo. La proposta di revisione della Direttiva sulla tassazione dell'energia mira a superare le distorsioni storiche tassando i carburanti non più in base al volume (litri), bensì in base al loro contenuto energetico e alle prestazioni ambientali. Questo approccio punta a eliminare i vantaggi fiscali di cui hanno goduto finora i combustibili fossili tradizionali a favore di elettricità, idrogeno e biocarburanti avanzati.
La determinazione del prezzo effettivo dei trasporti costituisce uno dei modi principali per realizzare l'obiettivo comunitario di rendere i trasporti più sostenibili; i prezzi dei trasporti, infatti, sono spesso scarsamente correlati ai veri costi che essi impongono alla società e non inviano, quindi, ai cittadini i segnali giusti per decidere quanto e come muoversi.
Per far sì che ciò avvenga occorre "internalizzare i costi esterni", ossia far sì che siano gli utenti del trasporto a pagare le esternalità negative (impatti ambientali, incidenti, congestione) generate dai loro comportamenti in tema di mobilità.
Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/open-data
Istat, Indici dei prezzi al consumo, https://esploradati.istat.it/databrowser/
Commissione Europea, https://energy.ec.europa.eu/data-and-analysis/weekly-oil-bulletin_en
Nazionale
2000-2025
L'Istat calcola gli indici dei prezzi al consumo (NIC, FOI e IPCA) utilizzando l'indice a catena di Laspeyres, una metodologia che aggiorna annualmente sia il paniere dei beni sia il sistema dei pesi per intercettare i reali mutamenti nei consumi della popolazione. Da gennaio 2016, in conformità con il Regolamento quadro europeo, tali indici sono strutturati secondo la classificazione standardizzata ECOICOP. Questo impianto metodologico inserisce le spese per la mobilità all'interno della specifica "Divisione 07 - Trasporti", consentendo di disaggregare con precisione la spesa monetaria delle famiglie tra l'acquisto di veicoli (07.1), i costi di utilizzo privato come i carburanti (07.2) e i servizi di trasporto pubblico (07.3). Parallelamente, i prezzi medi nazionali dei prodotti petroliferi sono rilevati dal Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) secondo rigidi criteri comunitari. L'integrazione di queste fonti statistiche e amministrative armonizzate permette di monitorare l'evoluzione dei costi di trasporto a livello nazionale ed europeo, offrendo la base quantitativa necessaria per analizzare l'accessibilità economica della mobilità e l'impatto dei rincari energetici sui bilanci familiari.
Dalla Tabella 1 si evidenzia che, nel 2025, i gruppi di prodotto della divisione trasporti “Servizi di trasporto” registrano rispetto all’anno precedente variazioni positive (2,6%), mentre per i gruppi “Spese di esercizio mezzi di trasporto” (-0,7%) e "Trasporti" (-0,3%) si registra una variazione negativa.
Analisi comparativa dettagliata tra i prezzi in Italia e la media dei Paesi dell'Unione Europea e dell'Area Euro. Viene evidenziato come l'Italia registri prezzi superiori alla media continentale sia per la benzina (1.963,96 €/1.000 litri) che per il gasolio (1.989,32 €/1.000 litri), posizionandosi tra i Paesi con il carico sui trasporti più elevato, controbilanciato solo parzialmente da un prezzo del GPL auto (820,36 €/1.000 litri) inferiore alla media europea.
I prezzi medi nazionali al consumo dei prodotti petroliferi utilizzati per il trasporto, nel periodo 2000-2025 mostrano aumenti considerevoli: +60% per la benzina, +85% per il gasolio auto e +32% per il GPL auto. Rispetto all’anno precedente, nel 2025 il prezzo medio nazionale al consumo della benzina senza piombo si è ridotto del 5%, quello del gasolio per auto del 4% e del GPL auto dell'1%. (Figura 1). Questi aumenti dei prezzi dei prodotti petroliferi sono riconducibili all’andamento delle quotazioni internazionali del greggio.
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Titolo
Tabella 1: Indice dei prezzi al consumo per i trasporti Fonte
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT |
L’Istat ha modificato la base di riferimento degli indici dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) che vengono ora espressi nella nuova base anno 2015=100. Nel 2025 l’indice dei prezzi al consumo per i trasporti è pari a 123,5 (-0,3% rispetto all'anno precedente) a fronte di un indice generale di 122,6 (Tabella 1). Andando ad analizzare le singole voci, si registrano dei forti incrementi per le categorie relative al "Trasporto aereo passeggeri" pari a 230,3 (+6,6% rispetto anno precedente) e "Trasporto marittimo e per vie d'acqua interne 149,1 (+11,5 rispetto al 2024). La categoria che cresce meno nel tempo è quella relativa alle "Assicurazioni sui mezzi di trasporto" (113,8) con un significativo incremento del 5,7% nell'ultimo anno. I prezzi al consumo dei prodotti petroliferi utilizzati per il trasporto, espressi come valori medi annuali del 2025, pari a 1,732 euro /litro (1,821 nel 2024) per la benzina senza piombo, 1,652 euro/ litro (1,716 nel 2024) per il gasolio auto e 0,715 euro/litro (0,724 nel 2024) per il GPL auto, sono risultati inferiori rispetto all'anno precedente (Figura 1). Il confronto tra i prezzi dei paesi UE (rilevati il 25 maggio 2026) mostra che l’Italia si trova all'ottavo posto in Europa (UE 28) per il prezzo al consumo della benzina senza piombo e al sesto posto per il prezzo del gasolio auto (Figure 2), entrambi i prodotti sono più costosi in Danimarca, Paesi Bassi, Finlandia e Francia mentre se si considera solo il costo della benzina si ha un costo maggiore anche in Grecia, Germania e Portogallo e per solo il gasolio si registra un costo maggiore in Belgio.