Giovanni Finocchiaro, Silvia Iaccarino
Nel periodo pandemico, in particolare nel 2020, il settore turistico italiano ha subito una contrazione marcata dell’attività economica (valore aggiunto), legata alle restrizioni ai viaggi e alla riduzione della domanda. In questo contesto, le emissioni di gas serra attribuibili all’ecosistema turistico non sono diminuite nella stessa proporzione dell’output economico, poiché alcune fonti di emissione, come il mantenimento delle infrastrutture turistiche e le emissioni indirette legate al settore, sono rimaste relativamente costanti, determinando così un aumento dell’intensità emissiva (t CO₂-eq per milione di euro): l’indicatore passa da 60,51 nel 2019 a 84,02 nel 2020.
A partire dal 2021 e soprattutto nel biennio 2022–2023, con la ripresa dell’attività turistica e una maggiore efficienza complessiva, l’intensità emissiva diminuisce in modo netto e progressivo, raggiungendo 45,48 nel 2022 e 38,35 nel 2023. Il miglioramento porta l’Italia non solo sotto i livelli pre-pandemici, ma anche al di sotto della media UE27 (50,36 nel 2023), indicando un avanzamento significativo in termini di sostenibilità climatica relativa del settore, pur con margini di miglioramento rispetto ai paesi più virtuosi.
L’indicatore fa parte del pilastro “verde” relativo agli impatti ambientali del Dashboardi del turismo dell’Unione Europea. Misura la quantità di emissioni di gas serra prodotte dall'ecosistema turistico per milione di euro di valore aggiunto lordo nel settore turistico. L’ indicatore comprende i seguenti gas a effetto serra: CO2, N2O, CH4, HFC, PFC, SF6NF3, tutto in CO2 equivalente. Valori più bassi indicano un minore contributo alle emissioni di gas serra e all'inquinamento atmosferico per milione di euro di valore aggiunto generato dall'ecosistema turistico della destinazione. Tra le attività turistiche quelle che principalmente contribuiscono alle emissioni di gas serra sono i trasporti (aereo, su strada e navi da crociera), gli hotel, i resort e altre forme di alloggio turistico che consumano energia per riscaldamento, raffreddamento, illuminazione e altre funzioni. Le attività ricreative che richiedono l'uso di veicoli motorizzati, gli impianti di risalita e le attrezzature per lo sci, per citarne alcune.
Fornire una stima di quante emissioni di gas serra sono attribuibili all’ecosistema turistico.
L’indicatore non ha alcuna normativa di riferimento né relativi obiettivi.
Tourism GHG intensity - Green pillar - National | Indicator Map view (europa.eu)
Conti delle emissioni atmosferiche per attività NACE Rev. 2 (env_ac_ainah_r2)
https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-datasets/-/env_ac_ainah_r2
Conti nazionali aggregati per branca di attività economica per attività NACE Rev. 2 (nama_10_A64)
https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-datasets/-/nama_10_a64
Settori NACE a 2 cifre considerati: I55-I56, N79, R90-R92, R93 [ESTAT]
https://ec.europa.eu/eurostat/web/metadata/classifications
Nazionale
2019-2023
L'indicatore si ottiene dividendo la quantità di emissioni di gas serra prodotte dalle attività dell'ecosistema turistico e il valore aggiunto lordo (nel settore turistico.
Nel 2023 l’Italia registra un’intensità di emissione dei gas serra nel turismo pari a 38,35 t CO₂-eq per milione di euro, in forte calo rispetto al 2019 (60,51) e ai valori del periodo pandemico (84,02 nel 2020; 69,73 nel 2021). Il valore del 2023 risulta anche inferiore alla media dell’Unione Europea (EU27), pari a 50,36. Nel confronto europeo, l’Italia si colloca in una fascia di performance relativamente favorevole (vicina a paesi come Lussemburgo 38,64 e migliore di Spagna 47,24 e Germania 58,83 nel 2023), pur restando distante dai migliori risultati (ad es. Grecia 15,17 e Svezia 15,77 nel 2023) (Tabella 1 - Figura 1).
Nel periodo 2019–2023 l’indicatore mostra un andamento caratterizzato da un aumento nel 2020 (effetto pandemia: riduzione del valore aggiunto più rapida della riduzione delle emissioni), seguito da una progressiva riduzione nel 2021, un calo marcato nel 2022 e un ulteriore miglioramento nel 2023.
Nel complesso, il trend è positivo: l’intensità emissiva scende in modo strutturale fino a valori inferiori sia al pre-pandemia sia alla media UE, suggerendo un recupero dell’efficienza climatica dell’ecosistema turistico italiano nel medio periodo (Tabella 1).
| Allegati |
|---|
Titolo
Table 1: National distribution of greenhouse gas emissions in the tourism sector Fonte
JRC, su dati Eurostat |
Nel 2023, l’Italia registra un’intensità di emissione dei gas serra nel turismo pari a 38,35 t CO₂-eq per milione di euro, un valore inferiore alla media UE27 (50,36) e migliore rispetto a diversi paesi europei comparabili, come Spagna (47,24) e Germania (58,83), mentre resta molto più bassa rispetto a paesi con intensità elevate come Romania (126,70) e Polonia (73,06) (Figura 1). Il forte miglioramento rispetto al periodo pandemico riflette la ripresa del valore aggiunto e una maggiore efficienza complessiva dell’ecosistema turistico; tuttavia, il confronto con i paesi più virtuosi (ad es. Grecia 15,17 e Svezia 15,77) indica che permangono margini di ulteriore decarbonizzazione, soprattutto su energia nel ricettivo e mobilità turistica.