SUPERFICIE NAZIONALE PROTETTA TERRESTRE E MARINA

    Descrizione 1
    Data aggiornamento scheda
    Autori

    Sabrina Agnesi, Susanna D’Antoni, Stefania Ercole, Silvia Properzi

    Abstract
    Grafici interattivi
    Abstract

    La Commissione europea ha adottato la Strategia Europea per la Biodiversità al 2030 (SEB 2030, COM(2020) 380 final) che tra i suoi obiettivi chiede agli Stati membri di proteggere almeno il 30% di territorio nazionale e il 30% dei mari e che almeno un terzo di queste zone sia rigorosamente protetto. Tali obiettivi sono ripresi nella Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 (SNB 2030).

    L’indicatore integra i dati spaziali relativi ai principali sistemi di aree di tutela della biodiversità esistenti nel nostro Paese (aree protette e Rete Natura2000), e calcola la superficie italiana attualmente tutelata a terra e a mare, ne valuta la variazione dal 1991 al 2024 e mostra la distanza tra la percentuale di superficie terrestre e marina protetta e il target del 30% posto dalla SEB 2030.

    La copertura nazionale di superficie protetta, al netto delle sovrapposizioni tra aree protette e siti Natura2000, ad oggi è di circa 4.071.482 ettari a mare, pari all’11,6% delle acque territoriali e ZPE (Zona di Protezione Ecologica) italiane, e di circa 6.532.887 a terra, pari al 21,7% del territorio italiano. L’estensione delle aree di sovrapposizione, ovvero di quelle aree che rientrano sia in un’area protetta sia in un sito Natura2000, è aumentata nel tempo arrivando, nel 2024, a 893.839 ettari a mare e 2.447.065 a terra. I trend mostrano che la percentuale nazionale di superficie protetta si è stabilizzata a partire dal 2006 per il mare e dal 2011 per la parte terrestre. Per il raggiungimento dell’obiettivo del 30% fissato dalla SEB 2030 esiste dunque uno scarto di un ulteriore 18% circa di superficie marina da sottoporre a tutela (pari a circa 6.600.000 ettari) e di un 8% di superficie terrestre (pari a circa 2.500.000 ettari).

    Descrizione

    L’indicatore analizza la superficie italiana attualmente tutelata a terra e a mare, in relazione agli obiettivi strategici per la tutela della biodiversità posti per il 2030 a livello europeo (SEB 2030) e nazionale (SNB 2030). Vengono considerate le superfici delle aree protette incluse nel Nationally Designated Areas (NatDA), database europeo delle aree protette designate a livello nazionale, e le superfici dei siti Natura2000 ovvero i Siti di Importanza Comunitaria/Zone Speciali di Conservazione (SIC/ZPS) e le Zone di Protezione Speciale (ZPS). In particolare, viene calcolata la superficie e la percentuale a terra e a mare, sia separatamente per NatDA e Rete Natura2000, sia al netto delle sovrapposizioni tra le due tipologie di siti protetti. Tali dati vengono presentati con cadenza di 5 anni, dal 1991 al 2021, e da quest’ultimo aggiornamento, viene calcolato annualmente in modo da valutare via via l’avvicinamento agli obiettivi delle due Strategie Biodiversità al 2030. Per la superficie a mare si fa riferimento alle acque territoriali e alla Zona di Protezione Ecologica (ZPE).

    Si ricorda che la Rete Natura2000 comprende i siti SIC/ZSC e ZPS designati ai sensi delle Direttive Habitat e Uccelli, mentre il NatDA include le aree che rientrano nell’Elenco Ufficiale delle aree Protette (EUAP, VI Aggiornamento, 2010) a cui sono state aggiunte le aree protette nazionali istituite dal 2010 a oggi ovvero: Parco Nazionale Isola di Pantelleria, Riserva Naturale Statale Tresero-Dosso del Vallon, Area Marina Protetta Capo Testa - Punta Falcone, Area Marina Protetta Capo Milazzo, Parco Nazionale di Portofino, Area Marina Protetta Capo Spartivento; inoltre è stato effettuato un ampliamento del Parco nazionale della Val Grande.

    Scopo

    Quantificare la percentuale di superficie terrestre e marina coperta da zone protette, al netto delle sovrapposizioni spaziali tra aree protette (NatDA) e siti della Rete Natura2000 e valutarne la variazione temporale, anche al fine di evidenziare la distanza dal target del 30% di superficie protetta (rispetto al territorio nazionale) stabilito dalla SEB 2030.

    Rilevanza
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
    È semplice, facile da interpretare.
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
    Fornisce una base per confronti internazionali.
    It has a threshold or reference value against which it can be compared.
    Solidità
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
    Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio
    Misurabilità (dati)
    Adeguatamente documentati e di fonte nota
    Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Un’ “adeguata” copertura spaziale
    Un’ “idonea” copertura temporale
    Principali riferimenti normativi e obiettivi

    Direttiva 79/409/CEE “Uccelli” (successivamente abrogata e sostituita integralmente da 2009/147/CE che ne mantiene gli obiettivi fondamentali), recepita in Italia con Legge n. 157 dell'11/02/1992;

    Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, recepita in Italia con DPR 357/97 modificato e integrato dal DPR 120/2003;

    L 979/82 (Disposizioni per la difesa del mare);
    L 127/85 (Ratifica ed esecuzione del Protocollo relativo alle aree specialmente protette del Mediterraneo);
    L 394/91 (Legge Quadro sulle Aree Protette) e s.m.i.;

    EUAP, VI agg. (DM 27.04.2010 GU n. 125 del 31.05.2010)

    D.M. 02/12/2010 Istituzione della Riserva Naturale Statale denominata “Tresero-Dosso del Vallon”;

    D.P.R. 28/07/2016 Istituzione del Parco Nazionale “Isola di Pantelleria” e dell’Ente Parco nazionale “Isola di Pantelleria”;

    DM 17/05/2018, n. 102. Istituzione dell'area marina protetta «Capo Testa - Punta Falcone».

    DM 26/11/ 2018, n. 153. Approvazione del regolamento di disciplina dell’area marina protetta «Capo Milazzo» pubblicato in GU n. 55 del 6.3.2019;

    DM 10/10/2023 n. 331 Istituzione del Parco nazionale di Portofino, pubblicato in GU n. 246 del 23 del 20.10.2023;

    D.P.R 18 /07/2023, pubblicato sulla GU n. 238, del 11.10.2023. Ampliamento del Parco nazionale della Val Grande;

    DM  n. 440 del 22 dicembre 2023, Istituzione dell’area Marina Protetta di Capo Spartivento, pubblicato in GU n. 245 del 18 ottobre 2024;

    Istituzione della Zona di protezione ecologica del Mediterraneo nord-occidentale, del Mar Ligure e del Mar Tirreno ai sensi dell'articolo 1, della legge 8 febbraio 2006, n. 61 e con Regolamento recante istituzione di Zone di protezione ecologica del Mediterraneo nord-occidentale, del Mar Ligure e del Mar Tirreno (11G0252) (GU Serie Generale n.293 del 17.12.2011)

    D.M. n.252 del 3/08/2022 di Adozione della Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030

    Le aree protette istituite in base alla legge quadro n. 394/1991 hanno la finalità di garantire e di promuovere, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del Paese (art. 1) e di sottoporre a regime di tutela, a seconda delle categorie di appartenenza, i territori in cui sono presenti specie e habitat di interesse conservazionistico, formazioni geologiche, paleontologiche, valori panoramici ecc., soprattutto se vulnerabili (art. 2). La legge 394 prevede che nelle aree protette vengano applicati metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale e ridurre la perdita della biodiversità. La 394/1991 integra e aggiorna quanto già disposto dal Titolo V della L 979/1982 riguardo l’istituzione e la gestione delle aree marine protette.

    La Rete Natura2000 è una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell'Unione Europea costituita da Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva Uccelli e dai Siti di Interesse Comunitario (SIC), successivamente designati quali Zone Speciali di Conservazione (ZSC), identificati ai sensi della Direttiva Habitat.

    La nuova Strategia europea per la biodiversità ha indicato numerosi obiettivi per gli Stati membri, da realizzare entro il 2030, tra cui l'ampliamento nell'UE delle zone protette, chiedendo che venga tutelato almeno il 30% della superficie terrestre e il 30% del mare e che almeno un terzo delle zone protette sia rigorosamente tutelato.

    DPSIR
    Risposta
    Tipologia indicatore
    Efficacia delle politiche (D)
    Riferimenti bibliografici

    Agnesi S., Annunziatellis A., Chaniotis P., Mo G., Korpinen S., Snoj L., Tunesi L., Reker J., 2020. Spatial Analysis of Marine Protected Area Networks in Europe’s Seas III. ETC/ICM Technical Report 3/2020. https://www.eionet.europa.eu/etcs/etc-icm/products/etc-icm-report-3-2020-spatial-analysis-of-marine-protected-area-networks-in-europe2019s-seas-iii

    Agnesi S., Mo G., Annunziatellis A., Chaniotis P., Korpinen S., Snoj L., Globevnik L., Tunesi L., Reker J., 2017. Spatial Analysis of Marine Protected Area Networks in Europe’s Seas II, Vol. A, 2017, ed. Künitzer A., ETC/ICM Technical Report 4/2017, Magdeburg: European Topic Centre on inland, coastal and marine waters, 41 pp. https://www.eionet.europa.eu/etcs/etc-icm/products/etc-icm-reports/spatial-analysis-of-marine-protected-area-networks-in-europe2019s-seas-ii-volume-a-2017

    CE, 2020. Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030. Riportare la natura nella nostra vita. Bruxelles, 20.5.2020, COM(2020) 380 final. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52020DC0380&from=EN

    D’Antoni S., 2022. Aree protette, un pilastro della conservazione. ECOSCIENZA Numero 2 Anno 2022.

    D’Antoni S., Augello R., Bagnaia R., Ceralli D., Properzi S., 2023. Criteri per l’individuazione di aree da sottoporre a tutela per il raggiungimento degli obiettivi strategia europea biodiversità al 2030. Reticula n. 32/2023

    EEA, 2015. Spatial analysis of Marine Protected Area Networks in Europe´s seas. EEA Technical report, 17/2015. http://www.eea.europa.eu/publications/spatial-analysis-of-marine-protected

    IUCN-WCPA Task Force on OECMs, 2019. Recognising and reporting other effective area-based conservation measures. Gland, Switzerland: IUCN. ISBN: 978-2-8317-2025-8 (PDF). DOI: https://doi.org/10.2305/IUCN.CH.2019.PATRS.3.en

    MiTE, 2022. Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030. Testo consolidato. Ministero della Transizione Ecologica (MiTE), Direzione Generale Patrimonio Naturalistico e Mare, Divisione III - Strategie della Biodiversità, 25 luglio 2022.

    Limitazioni

    Tra le limitazioni si segnala che l’Elenco Ufficiale delle aree Protette (EUAP) non viene aggiornato dal 2010. Il dato relativo alle aree protette incluse in EUAP è stato aggiornato per quanto riguarda le aree protette istituite a livello nazionale (Parchi Nazionali, Riserve Naturali Statali, Aree Marine Protette), mentre per le aree regionali si deve attendere l’approvazione del nuovo EUAP.

    Per la definizione delle variazioni della superficie protetta, il calcolo delle superfici è stato effettuato a intervalli di 5 anni (dal 1991 al 2021), selezionando le aree protette designate in ciascun intervallo temporale in base all’anno dell’atto di designazione. In questa procedura non sono percepibili eventuali atti successivi relativi a modifiche del perimetro del singolo sito protetto. Pertanto, qualora un sito abbia subito un ampliamento o una riduzione della superficie negli anni, questa specifica variazione non viene rilevata.

    Nel computo delle superfici nazionali potrebbero essere considerate anche le OECM, ovvero aree geograficamente definite che, pur non essendo propriamente aree protette, vengono gestite in modo da assicurare la conservazione della biodiversità in situ, efficace e duratura (IUCN-WCPA, 2017). L’esame delle tipologie di aree che possano opportunamente rientrare nella categoria di OECM è ancora in corso, quindi, non è stato possibile inserirle nell’analisi.

    Ulteriori azioni

    Aggiornamento dell’EUAP. Inserimento dei dati delle OECM. Analisi delle superfici protette a scala di regione/provincia autonoma. Calcolo delle percentuali di superfici rigorosamente protette.

    Fonte dei dati

    ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) 

    Istat (Istituto Nazionale di Statistica) 

    MASE (Ministero dell'ambiente e della Sicurezza Energetica)

    Frequenza di rilevazione dei dati
    Annuale
    Accessibilità dei dati di base

    Elenco Ufficiale Aree Protette (EUAP, 2010) pubblicato in Gazzetta Ufficiale

    Common Database on Designated Areas (CDDA) pubblicato sul sito dell’Agenzia Europea dell’Ambiente confluito ora nel Nationally Designated Areas (NatDApubblicato sul sito dell’Agenzia Europea dell’Ambiente  (https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/data/nationally-designated-areas-national-cdda-17)

    Banca Dati Natura2000 pubblicata sul sito del MASE https://www.mase.gov.it/pagina/sic-zsc-e-zps-italia

    Copertura spaziale

    Nazionale

    Copertura temporale

    1991-2024

    Descrizione della metodologia di elaborazione

    I dati utilizzati per la realizzazione dell’indicatore provengono da due banche dati ufficiali prodotte dal MASE: la banca dati Natura2000 e l’elenco EUAP VI aggiornamento (pubblicato nel 2010), a cui sono state aggiunte le aree protette istituite dopo il 2010 a livello nazionale (terrestri e marine). L’EUAP, integrato con le aree protette istituite a livello nazionale viene fatto confluire nel Common Database on Designated Areas (CDDA) ora Nationally Designated Areas (NatDA), trasmesso annualmente da ISPRA all’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA). Nel computo delle superfici non sono considerate le OECM (Other Effective Area-based conservation Measures) in quanto ancora non sono state definite a livello nazionale.

    Per i siti Natura2000 sono stati utilizzati i dati dell’ultima trasmissione alla Commissione europea effettuata dal MASE a dicembre 2024, per il NatDA i dati della trasmissione effettuata a marzo 2025 dei dati riferiti al 2024L’analisi utilizza sia i dati spaziali sia quelli tabellari (dati in formato shape e tabelle associate). Tutti i dati cartografici sono stati proiettati nel sistema di riferimento cartografico ETRS89/LAEA.

    Le aree oggetto di analisi presentano tre casistiche: siti solo terrestri, siti solo marini e siti con superficie in parte a terra e in parte a mare. Una prima suddivisione è stata fatta su base tabellare, utilizzando l’indicazione di sito terrestre o marino; successivamente nei casi di sito terrestre e marino la suddivisione delle relative superfici è stata eseguita tagliando gli strati cartografici sulla linea di costa elaborata da ISPRA (SINA): il limite delle acque territoriali (fonte IIM) e la zona di protezione ecologica costituiscono la superficie di mare considerata. Una volta ottenuta la suddivisione terra/mare è stata eseguita l’analisi delle superfici separatamente.

    Un primo step ha previsto il calcolo della superficie protetta marina e terrestre per le aree protette e per i siti Natura2000 separatamente e al netto delle eventuali sovrapposizioni. Successivamente la superficie totale, generata dalla somma dei siti dei due sistemi di aree protette, è stata calcolata al netto delle sovrapposizioni.

    Un’ulteriore analisi ha previsto il raggruppamento su base temporale dei siti protetti. Sono stati analizzati archi temporali di 5 anni dal 1991 al 2021, eccetto per l’ultimo aggiornamento effettuato al 2024 (dopo tre anni). Per questa analisi, per la quale si è scelto di partire dal 1991, che è l’anno di emanazione della legge quadro n. 394 sulle aree protette, è stato utilizzato l’ultimo aggiornamento dei database disponibile (2024) partendo dal dato del 2021 da cui a ritroso sono stati sottratti i siti istituiti/proposti successivamente alla data considerata (ad esempio, per ottenere il dato relativo al 1996, sono state sottratte tutte le aree protette/siti Natura2000 istituiti dal 1997 al 2021). Si specifica che nel caso delle EUAP/NatDA è stato considerato l’anno di istituzione dell’area protetta, mentre nel caso dei siti Natura2000 è stato considerato l’anno di trasmissione della proposta del sito alla Commissione europea; nel caso dei siti C (ossia ZPS e SIC/ZSC coincidenti) è stata considerata la prima annualità di invio alla Commissione europea.

    Una volta ottenuta la superficie protetta al netto delle sovrapposizioni è stata misurata la percentuale di territorio protetto rispetto a quello nazionale. Per la superficie a mare si è fatto riferimento alle acque territoriali e alla Zona di Protezione Ecologica (ZPE), mentre nel caso dei siti terrestri il calcolo è stato fatto sulla superficie Istat (agg. 2023). 

    Qualità dell'informazione

    La qualità dell’informazione è elevata in termini di affidabilità delle fonti, di copertura spaziale e di validazione dei dati di origine, essendo questi ultimi dati ufficiali del MASE, l’organo preposto per legge all’approvazione e pubblicazione dell'EUAP e della banca dati Natura2000. La comparabilità nel tempo e nello spazio è ottima.

    Stato
    Medio
    Trend
    Stabile
    Valutazione/descrizione dello stato

    Lo stato è medio in quanto, nonostante l’aumento delle aree protette nel nostro Paese avvenuta dal 1991 ad oggi, per il raggiungimento dell’obiettivo fissato dalla SEB2030 del 30% di superficie nazionale protetta, esiste ancora uno scarto di un 18% di superficie marina, pari a 6.500.000 ettari, e di un 8% di superficie terrestre, pari a circa 2.500.000 ettari da sottoporre a tutela. La definizione di queste aree richiederà un percorso complesso e il coinvolgimento di numerosi soggetti, in primis MASE, regioni e province autonome.

    Valutazione/descrizione del trend

    Nel complesso, il trend può dirsi stabile in quanto la percentuale della superficie protetta si è pressoché stabilizzata per il mare a partire dal 2006 al valore del 10,3%, salendo all’11,6% nel 2024 e per la parte terrestre si è stabilizzata dal 2011 al 21,6%, con un lieve incremento nel 2023 al 21,7% (Figura 3).

    Commenti

    Dalle elaborazioni presentate emerge che, ad oggi, la copertura nazionale di superficie protetta, al netto delle sovrapposizioni tra aree protette e siti Natura2000, è di circa 4.071.482 ettari a mare, pari all’11,63% delle acque territoriali e ZPE italiane, e di circa 6.532.887 a terra, pari al 21,68% del territorio italiano (Tabella 1), percentuali ancora distanti dal target SEB del 30% (Figura 3). Analizzando i dati si rileva che l’estensione delle aree di sovrapposizione è aumentata progressivamente nel tempo raggiungendo, nel 2024, l’estensione di 893.839 ettari a mare e di 2.447.065 ettari a terra (Figura 1 e 2, Tabella 1).

    La variazione nel tempo della protezione per la parte marina (Figura 1) mostra un aumento costante della superficie dei siti Natura2000 a mare, evidente soprattutto nell’ultimo quinquennio in cui tale superficie è quasi raddoppiata (passando dai 1.296.715 ettari del 2016 a 2.342.920  ettari del 2024), mentre la superficie delle Aree Marine Protette (AMP) rimane pressoché invariata a partire dal 2001, nonostante nell’ultimo quinquennio siano state istituite 3 nuove AMP (Capo Testa - Punta Falcone, Capo Milazzo, Capo Spartivento), che hanno però influito poco sulla superficie complessiva, passata da 2.624.326 a 2.628.783 ettari (Tabella 1). Si fa presente che la sovrapposizione tra le due tipologie di siti cresce nell’ultimo quinquennio solo grazie a un aumento del numero di siti Natura2000.

    Per quanto riguarda le aree protette terrestri (Figura 2), la superficie rimane quasi invariata a partire dal 2006, sia per i siti Natura2000 sia per le aree protette, eccezion fatta per l’istituzione nel 2010 della Riserva Naturale Statale Tresero-Dosso del Vallon e nel 2016 del Parco Nazionale di Pantelleria, che non hanno influito molto sulla superficie complessiva, passata da 3.028.788 ettari nel 2006 a 3.142.532 ettari nel 2024 (Tabella 1). L’istituzione del Parco Nazionale di Portofino avvenuta nel 2023 non ha comportato alcun incremento di superficie delle aree protette terrestri in quanto il perimetro coincide con quello del parco regionale, che ora non esiste più. A livello regionale non vi sono stati aggiornamenti dell’EUAP dopo il 2010 pertanto, ad oggi, non è possibile valutare eventuali incrementi di superficie.

    Allegati
    Titolo

    Tabella 1 - Superfici in ettari e percentuale del territorio nazionale marino  e terrestre protetto dai Siti Natura 2000 (agg. 2024) e dalle Aree protette incluse nel NatDA (agg. 2024). La tabella riporta i valori totali delle due tipologie di siti protetti, la loro sovrapposizione e il totale al netto delle sovrapposizioni

    Fonte

    Fonte: elaborazione ISPRA su dati MASE
     

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    Titolo

    Figura: 1 Superfici marine all'interno delle Acque Territoriali e della ZPE protette dai Siti Natura2000 (agg. 2024) e dalle aree protette incluse nel CDDA (agg. 2024) e loro sovrapposizione

    Fonte

    elaborazione ISPRA su dati MASE

    Note

    per quanto riguarda la superficie Santuario dei Mammiferi marini è stata considerata solo la parte che ricade nelle acque nazionali così come riportato nel NatDA

    Thumbnail
    Titolo

    Figura.2 Superfici terrestri protette dai Siti Natura 2000 (agg. 2024) e dalle aree protette incluse nel NAtDA (agg. 2024) e loro sovrapposizione

    Fonte

    Fonte: elaborazione ISPRA su dati MASE
     

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    Titolo

    Figura 3: Percentuale di territorio protetto a terra e a mare al netto delle sovrapposizioni dal 1991 al 2024 e percentuale prevista dal target della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030

    Fonte

    elaborazione ISPRA su dati MASE

    Note

    le superfici marine protette sono calcolate all'interno delle Acque Territoriali e della ZPE italiane

    Grafici interattivi
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