L’indicatore quantifica la perdita lorda di spazi verdi urbani dovuta al nuovo consumo di suolo, con l’obiettivo di valutare l’allineamento ai target stabiliti dal Regolamento (UE) 2024/1991. Non è possibile calcolare con esattezza il saldo netto tra perdite e ripristini, poiché le attività di monitoraggio del consumo di suolo, registrano genericamente le transizioni da superfici artificializzate e/o impermeabilizzate senza specificare la tipologia di copertura (es. vegetazione erbacea permanente, arbustiva o arborea) né verificare se tali ripristini rientrino tra le classi di verde urbano previste dall’art. 3 del Regolamento (UE) 2024/1991. L’indicatore permette di contribuire a monitorare l’avanzamento verso il primo obiettivo giuridicamente vincolante introdotto dal Regolamento: l’azzeramento della perdita netta della superficie nazionale totale di verde urbano e della perdita di copertura arborea in ogni zona di ecosistema urbano a partire dall’entrata in vigore del Regolamento (18 agosto 2024) ed entro il 31 dicembre 2030. Successivamente, a partire dal 1° gennaio 2031, verranno introdotti indicatori in grado di monitorare il secondo target europeo orientato a garantire una tendenza all’aumento delle stesse superfici fino al raggiungimento di livelli soddisfacenti. Tali obblighi devono essere soddisfatti puntualmente da ogni singola zona di ecosistema urbano; l’art. 3 del Regolamento definisce l’ecosistema urbano come i comuni (Local Administrative Units - LAU) classificati dal sistema DEGURBA come "città" o "piccole città e sobborghi", o le porzioni di tali unità individuate utilizzando la tipologia basata sulla griglia Eurostat a 1 km e definite dal medesimo sistema di classificazione come "centri urbani" e "agglomerati urbani".
In Italia i comuni soggetti agli obblighi del Regolamento sono 2.761, tuttavia, per completezza informativa, i risultati dell’indicatore sono riportati per tutti i comuni italiani.
L’elaborazione dell’indicatore si basa sulle fonti informative previste dall’articolo 3 del Regolamento ai fini del monitoraggio dei target stabiliti dall’articolo 8 per gli ecosistemi urbani. In particolare, il Regolamento stabilisce che, in assenza di basi dati nazionali omogenee e qualitativamente superiori a quelle del Copernicus Land Monitoring Service (CLMS), gli stati membri devono utilizzare i dataset Corine Land Cover Plus Backbone 2023 per individuare gli spazi verdi urbani. Ai sensi del Regolamento, la superficie a verde urbano comprende nello specifico le classi relative a copertura arborea (codici 2, 3 e 4), arbustiva (codice 5), erbaceo permanente (codice 6) e corpi idrici (codice 10). Per l’individuazione delle zone di ecosistema urbano delimitate a livello di "città" e "piccole città e sobborghi", la perimetrazione dei limiti amministrativi ufficiale ai fini del reporting si avvale del dataset Eurostat 2024 alla scala 1: 100.000.
La perdita di spazi verdi urbani è stata valutata integrando le banche dati Backbone 2023 con la Carta nazionale del consumo di suolo riproiettata nel sistema di riferimento LAEA (EPSG: 3035), in linea con quanto previsto dal Regolamento tra i sistemi di proiezione ammessi per le attività di monitoraggio. Tutti i dataset garantiscono la piena comparabilità dell'informazione geografica grazie a una classificazione omogenea e ad una risoluzione spaziale comune di 10 metri, garantita dal perfetto allineamento della metodologia di produzione della Carta nazionale del consumo di suolo alle caratteristiche dei dati della costellazione Sentinel. Nello specifico, l'analisi ha previsto la sovrapposizione spaziale dei dataset Copernicus con il dataset dei cambiamenti da superfici naturali e/o seminaturali ad aree artificializzate o impermeabilizzate, rilevati nell'ambito delle attività di monitoraggio del consumo di suolo annuale confrontando l’anno 2024 con il 2025.
In futuro, si potrà valutare l'integrazione e l'impiego dei dati e dei prodotti di osservazione della Terra ad alta risoluzione (2,5m) forniti dal programma nazionale IRIDE, avviato nel 2021 dal Governo italiano nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e operativo da giugno 2026, al fine di garantire una valutazione omogenea e più efficace del ripristino degli ecosistemi urbani sul territorio nazionale, superando i limiti di risoluzione e di accuratezza dei dati Copernicus.
Elaborazioni ISPRA su cartografia Copernicus
Per maggiori dettagli sul tema: https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/suolo/il-consumo-di-suolo/il-consumo-di-suolo
Perdita di spazi verdi in ambito urbano (2025)
ISPRA