PERDITA NETTA DI COPERTURA ARBOREA IN AMBITO URBANO

Data aggiornamento
Descrizione e scopo

La copertura arborea rappresenta un pilastro fondamentale per l’adattamento ai cambiamenti climatici e per la salute pubblica, agendo come una vera e propria infrastruttura naturale capace di offrire servizi ecosistemici vitali. In ambito urbano, gli alberi svolgono un ruolo cruciale nella mitigazione delle isole di calore, nel miglioramento della qualità dell'aria, nella gestione del deflusso delle acque piovane e nel sostegno al benessere psicofisico dei cittadini. Tali benefici sono ampiamente recepiti dal quadro strategico e normativo internazionale, europeo e nazionale. A livello europeo, la direttiva guida è rappresentata dal Regolamento (UE) 2024/1191 che all’articolo 13 formalizza in norma giuridica l'impegno di contribuire alla piantumazione di 3 miliardi di alberi (promosso nella strategia UE sulla biodiversità al 2030) e all’articolo 8 cala questo sforzo negli ecosistemi urbani, stabilendo l'obbligo per tutti gli Stati membri di azzerare la perdita netta di copertura della volta arborea a partire dall'entrata in vigore del Regolamento (agosto 2024) fino al 2030. Successivamente, dal 1° gennaio 2030, si dovrà assicurare una tendenza all’aumento della stessa superficie fino al raggiungimento di livelli soddisfacenti. Tali obblighi devono essere soddisfatti puntualmente da ogni singola zona di ecosistema urbano; l’art. 3 del Regolamento definisce l’ecosistema urbano come i comuni (Local Administrative Units - LAU) classificati dal sistema DEGURBA come "città" o "piccole città e sobborghi", o le porzioni di tali unità individuate utilizzando la tipologia basata sulla griglia Eurostat a 1 km e definite dal medesimo sistema di classificazione come "centri urbani" e "agglomerati urbani". 

In Italia i comuni soggetti agli obblighi del Regolamento sono 2.761. L’indicatore quantifica la perdita di copertura arborea urbana dovuta al nuovo consumo di suolo, con l’obiettivo di valutare l’allineamento ai target stabiliti dal Regolamento (UE) 2024/1991. Allo stato attuale non è possibile calcolare con esattezza il saldo netto tra perdite e incrementi di copertura arborea, poiché le attività di monitoraggio del consumo di suolo registrano le transizioni da superfici artificializzate e/o impermeabilizzate a superfici non consumate senza specificare se queste presentino una copertura arborea. Per completezza informativa, i risultati dell’indicatore sono riportati per tutti i comuni italiani.

Descrizione della metodologia di elaborazione

L’elaborazione dell’indicatore si basa sulle fonti informative previste dall’articolo 3 del Regolamento ai fini del monitoraggio dei target stabiliti dall’articolo 8 per gli ecosistemi urbani. In particolare, il Regolamento stabilisce che, in assenza di basi dati nazionali omogenee e qualitativamente superiori a quelle del Copernicus Land Monitoring Service (CLMS), gli stati membri devono utilizzare il dataset  Tree Cover Density 2024 (TCD), un raster a 10 metri di risoluzione con valori percentuali di copertura arborea per singolo pixel.La Commissione Europea ha inoltre autorizzato l'impiego del dataset Copernicus Woody Vegetation Layer (WVL), caratterizzato da una risoluzione spaziale superiore (5 m) rispetto al TCD. Per adempiere ai requisiti previsti dal Regolamento, è stata programmata una produzione straordinaria di tale risorsa per la baseline 2024; tuttavia, nella fase di calcolo dell'indicatore, il dato risultava disponibile esclusivamente per l'annualità 2021. La perdita di copertura arborea è stata dunque valutata integrando le banche dati del Tree Cover Density 2024 (TCD) con la Carta nazionale del consumo di suolo riproiettata nel sistema di riferimento LAEA (EPSG: 3035), in linea con quanto previsto dal Regolamento tra i sistemi di proiezione ammessi per le attività di monitoraggio. Tutti i dataset garantiscono la piena comparabilità dell'informazione geografica grazie a una classificazione omogenea e ad una risoluzione spaziale comune di 10 metri, garantita dal perfetto allineamento della metodologia di produzione della Carta nazionale del consumo di suolo alle caratteristiche dei dati della costellazione Sentinel. Nello specifico, l'analisi ha previsto la sovrapposizione spaziale dei dataset Copernicus con il dataset dei cambiamenti da superfici naturali e/o seminaturali ad aree artificializzate o impermeabilizzate, rilevati nell'ambito delle attività di monitoraggio del consumo di suolo annuale confrontando l’anno 2024 con il 2025. Per l’individuazione delle zone di ecosistema urbano delimitate a livello di "città" e "piccole città e sobborghi", la perimetrazione dei limiti amministrativi ufficiale ai fini del reporting si avvale del dataset Eurostat 2024 alla scala 1: 100.000.

In futuro, si potrà valutare l'integrazione e l'impiego dei dati e dei prodotti di osservazione della Terra ad alta risoluzione (2,5m) forniti dal programma nazionale IRIDE, avviato nel 2021 dal Governo italiano nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e operativo da giugno 2026, al fine di garantire una valutazione omogenea e più efficace del ripristino degli ecosistemi urbani sul territorio nazionale, superando i limiti di risoluzione e di accuratezza dei dati Copernicus.

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Statistiche ambientali per le politiche di coesione
Fonti

Elaborazioni ISPRA su cartografia Copernicus 

Temi PON
Consumo di suolo
Tema PON
Ambito territoriale
Comuni
Serie storica
2025
Allegati
Titolo

Perdita di copertura arborea in ambito urbano (2025)

Fonte

ISPRA