INTERNAL FLOW

Data aggiornamento scheda
Autori

Giovanni Braca, Stefano Mariani, Robertino Tropeano

Abstract

L’indicatore Internal flow fornisce la stima annuale, espressa in mm, della quantità di risorsa idrica rinnovabile che si produce naturalmente in un determinato territorio per effetto delle precipitazioni. L’indicatore è calcolato per ogni anno dal 1951 al 2025.

Nel 2025 il valore dell’indicatore a livello nazionale è di 423,8 mm, corrispondenti a 128 miliardi di metri cubi. Il valore medio dell’indicatore ragguagliato al territorio nazionale dell’ultimo trentennio climatologico 1991–2020 è di 442,6 mm, corrispondenti a 133,7 miliardi di metri cubi, mentre la media di lungo periodo 1951–2025 (cosiddetta LTAA‒Long-Term Annual Average) è di 457,2 mm, corrispondenti a 138,1 miliardi di metri cubi.

Il 2025 è stato caratterizzato da un’anomalia negativa della risorsa idrica rinnovabile sia rispetto alla media sul lungo periodo (–7,4%), sia rispetto all’ultimo trentennio climatologico (–4,3%). Il divario aumenta se il dato viene confrontato con il valore dell’indicatore stimato nel 2024, uguale a 524,2 mm (–19,2%). A livello nazionale, la disponibilità di risorsa idrica rinnovabile continua a mostrare, dal 1951 ad oggi, un trend negativo statisticamente significativo.

Descrizione

L’indicatore costituisce, secondo la definizione di OCSE/Eurostat, il volume totale annuo del deflusso superficiale e sotterraneo generato, in condizioni naturali in un determinato territorio, esclusivamente dalla precipitazione. Esso può essere espresso anche come differenza tra afflusso meteorico annuo ed evapotraspirazione reale annua. Le variabili idrologiche, sulla base delle quali è calcolato l’indicatore, per la loro natura possono essere influenzate dal cambiamento climatico per cui lo stesso indicatore può essere soggetto a sua volta alla variazione del clima.

L’indicatore è richiesto da OCSE/Eurostat nel Joint Questionnaire on Inland Waters per la definizione di statistiche sulle risorse idriche. Esso inoltre contribuisce al calcolo dell’indicatore 6.4.2 dei Sustainable Development Goals (SDGS) denominato “Level of water stress: freshwater withdrawal as a proportion of available freshwater resources” (https://www.unwater.org/our-work/sdg-6-integrated-monitoring-initiative/indicator-642-level-water-stress-freshwater/) e dell’indicatore Water Exploitation Index plus (WEI+; si veda l’omonimo indicatore presente nel Tema ambientale “Risorse idriche e Bilancio” della Banca dati indicatori ambientali) adottato dalla Commissione europea nell’ambito della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE per valutare la significatività della pressione esercitata dai prelievi di risorsa idrica sui corpi idrici.

Scopo

Fornire una valutazione della quantità di risorsa idrica rinnovabile che, naturalmente, si produce in un determinato territorio annualmente e che è disponibile per il fabbisogno degli ecosistemi e per i diversi usi (civile, agricolo, industriale, ecc.).

Rilevanza
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
È semplice, facile da interpretare.
È sensibile ai cambiamenti che si verificano nell'ambiente e/o nelle attività umane
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
Fornisce una base per confronti internazionali.
Solidità
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Misurabilità (dati)
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Principali riferimenti normativi e obiettivi
  • D.Lgs. n. 152/2006, recante “Norme in materia ambientale” (G.U. Serie Generale n. 88 del 14-04-2006 - Suppl. Ordinario n. 96), che recepisce la Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE.
  • D.L. n. 39/2023, recante “Disposizioni urgenti per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture idriche” (G.U. Serie Generale n. 88 del 14-04-2023), convertito con modificazioni dalla L. n. 68/2023 (G.U. Serie Generale n. 136 del 13-06-2023), in cui l’istituzione degli Osservatori distrettuali permanenti sugli utilizzi idrici presso le Autorità di bacino distrettuali è stata disposta da una norma primaria.
  • European Water Resilience Strategy, adottata dalla Commissione europea il 4 giugno 2025.
DPSIR
Stato
Tipologia indicatore
Descrittivo (A)
Riferimenti bibliografici
Limitazioni

L’indicatore è costruito alla scala mensile sulla base delle stime effettuate con il modello nazionale di bilancio idrologico BIGBANG, versione 10.0, dell’ISPRA, sulla scorta di dati ufficiali prodotti a livello nazionale e locale, e successivamente aggregato alla scala annuale. Ciò comporta la perdita dell’informazione della distribuzione intra-annuale della risorsa idrica. Inoltre, le stime precedentemente pubblicate, riferite a versioni precedenti del modello BIGBANG, possono presentare leggeri scostamenti rispetto alle stime dell'ultima versione disponibile in quanto potrebbero essere migliorati alcuni dati o schematizzazioni alla base del modello. Confronti corretti tra i valori dell'indicatore devono essere pertanto fatti utilizzando la medesima versione del modello BIGBANG.

Ulteriori azioni

L’indicatore potrebbe essere migliorato adottando nel modello di bilancio BIGBANG per la valutazione dell’evapotraspirazione potenziale uno schema più robusto, ma che tuttavia richiede molti più dati di base, attualmente non disponibili per tutto il territorio italiano e per l’intero periodo 1951–2025.

Fonte dei dati

ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

JRC (Joint Research Centre)

Servizi idro-meteorologici regionali e delle province autonome

Frequenza di rilevazione dei dati
Monthly
Accessibilità dei dati di base

I dati di precipitazione e temperatura utilizzati sono principalmente quelli raccolti e pubblicati dalle strutture regionali e provinciali a cui, in base all'art. 92 del D.Lgs. n. 112 del 31 marzo 1998, sono state trasferite le funzioni e i compiti degli uffici periferici del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN, ora confluito in ISPRA) del Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali. I dati di precipitazione sono raccolti direttamente dalle strutture regionali e delle province autonome, mentre per la temperatura sono utilizzate le mappe prodotte nell’ambito del sistema SCIA dell’ISPRA (http://www.scia.isprambiente.it). I dati di precipitazione e temperatura aggregati alla scala mensile sulla griglia regolare del BIGBANG di risoluzione 1 km, che ricopre l'intero territorio nazionale, sono disponibili sul portale Groupware dell'ISPRA (https://groupware.sinanet.isprambiente.it/bigbang-data/library/bigbang100). I dati relativi alle caratteristiche idrauliche dei suoli sono accessibili (previa registrazione) al portale del JRC/ESDAC (http://esdac.jrc.ec.europa.eu/content/lucas-2009-topsoil-data). Per i dati di permeabilità dei complessi idrogeologici è stata utilizzata una nuova carta della permeabilità prodotta dall’ISPRA.

Copertura spaziale

Nazionale, regionale, Distretti idrografici

Copertura temporale

1951–2025

Core SET
SDGs Indicators
SDG goals
Goal 6: Acqua pulita e servizi igienico-sanitari
Descrizione della metodologia di elaborazione

La stima dell’indicatore dal 1951 al 2025 è effettuata mediante il modello di bilancio idrologico nazionale a scala mensile sviluppato dall’ISPRA, denominato BIGBANG-Bilancio Idrologico Gis BAsed a scala Nazionale su Griglia regolare, versione 10.0, che valuta l’indicatore come differenza tra gli afflussi liquidi, derivati dall’interpolazione spaziale di dati puntuali di precipitazione registrati dalle reti in situ, e l’evapotraspirazione reale, ottenuta dal bilancio idrologico del suolo con il metodo di Thornthwaite e Mather sulla base dei dati di temperatura. 

Tra i layer geospaziali utilizzati nel calcolo del bilancio idrologico, risulta di rilievo per la valutazione dell’Internal flow la permeabilità dei complessi idrogeologici.

L’indicatore è calcolato a partire dalla valutazione mensile su una griglia regolare di risoluzione 1 km che ricopre l’intero territorio nazionale e aggregato alla scala annuale.

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Qualità dell'informazione

L’indicatore rappresenta bene la situazione della disponibilità naturale della risorsa idrica a livello nazionale. I dati utilizzati sono affidabili, in quanto provenienti dagli Enti responsabili per legge del monitoraggio idro-meteorologico, e presentano una copertura omogenea a scala nazionale.

Stato
Scarso
Trend
Negativo
Valutazione/descrizione dello stato

Il 2025 segna una diminuzione della disponibilità di risorsa idrica a scala nazionale del 4,3% rispetto alla media del trentennio climatologico 1991–2020, stimata in 133,7 miliardi di metri cubi, e del 7,3% rispetto alla media di lungo termine 1951–2025, stimata in 138,1 miliardi di metri cubi. Il confronto con il dato del 2024 (stimata in 158,3 miliardi di metri cubi) evidenzia una flessione ancora più marcata per il 2025, con un calo del 19,2%.

Questa minore disponibilità di risorsa idrica è da attribuire all’elevata evapotraspirazione registrata a scala nazionale per effetto delle alte temperature verificatesi nel 2025. La quota di evapotraspirazione ha infatti raggiunto il 55,8% della precipitazione, un valore superiore alla media annua di lungo periodo, che si attesta a circa il 52%, riducendo così la disponibilità complessiva di risorsa idrica.

Valutazione/descrizione del trend

L’anomalia negativa registrata nel 2025 rispetto al valore medio di lungo periodo e alla media annua del trentennio 1991–2020 conferma la tendenza alla riduzione della disponibilità idrica nazionale osservata dal 1951 a oggi. Questo trend decrescente della serie storica risulta statisticamente significativo sulla base del test di Mann-Kendall (con un livello di significatività del 5%).

L’indicatore tiene conto dell'effetto della variabilità temporale dell’impermeabilizzazione dei suoli. Il trend rilevato è tuttavia legato essenzialmente alle variabili di precipitazione e temperatura. In particolare, esso è riconducibile all’andamento crescente della temperatura media dovuto ai cambiamenti climatici: questo fenomeno incrementa l’aliquota delle precipitazioni che evapotraspira, riducendo di conseguenza la frazione che alimenta il suolo e il sottosuolo. 

Su questo fronte, gli scenari futuri delineano per l’Italia una generale contrazione del volume delle precipitazioni annue e l’aumento delle temperature, dinamica che dovrebbe riflettersi in una complessiva riduzione della disponibilità naturale di risorsa idrica rinnovabile (ossia del volume dell’Internal flow).

Commenti

Le stime annuali del modello nazionale di bilancio idrologico BIGBANG evidenziano, per il 2025, una marcata polarizzazione territoriale delle anomalie di disponibilità di risorsa idrica rispetto ai valori medi annui di lungo periodo 1951–2025 (LTAA), delineando una netta differenza tra il Nord Italia e il resto del Paese.

Nel Centro-Sud si è osservata nel 2025 una significativa contrazione della disponibilità annua di risorsa idrica, con i deficit più pronunciati registrati in Umbria (–45,9%), Lazio (–33,6%) e Marche (–32,6%). Nelle restanti regioni del Centro-Sud le riduzioni risultano comprese tra il –32,4% e il –26,8%, a eccezione della Puglia, dove il deficit è stato più contenuto (–6,1%). Anche le regioni insulari hanno presentano condizioni di deficit di risorsa idrica nel 2025, seppure con intensità differenti: la Sardegna registra una diminuzione del –23,6%, mentre la contrazione in Sicilia si attesta al –9,4% (Figura 2).

Diversamente, per il Nord del Paese le stime si collocano generalmente entro valori prossimi o di poco superiori alla norma, con anomalie positive di disponibilità di risorsa idrica comprese difatti tra il +0,1% e il +9,3%. Fanno eccezione la Liguria, che presenta il surplus più elevato a livello nazionale (+37,3%), e la Toscana (+16,3%). In questo contesto, la Valle d’Aosta rappresenta l’unica anomalia negativa dell’area settentrionale, con una disponibilità inferiore del 17% rispetto al corrispondete valore medio annuo di lungo periodo.

A livello distrettuale (Figura 3), il maggiore deficit di risorsa idrica rispetto alla LTAA ha interessato il Distretto idrografico dell’Appennino Centrale (–35,3%), con una disponibilità stimata nel 2025 di 270,9 mm, corrispondente a 11,5 miliardi di metri cubi, a fronte di una media di lungo periodo di 418,4 mm, corrispondente a 17,7 miliardi di metri cubi. Seguono, in termini di riduzione di risorsa idrica rispetto alle relative medie annue di lungo periodo, il Distretto idrografico dell’Appennino Meridionale (–25,3%), il Distretto idrografico della Sardegna (–23,6%) e il Distretto idrografico della Sicilia (con una diminuzione più contenuta del –9,4%).

Per quanto riguarda il Nord Italia, il modello BIGBANG evidenzia per il 2025 un incremento della disponibilità annua di risorsa idrica rispetto alla LTAA in tutti i Distretti idrografici: +4,5% nel Distretto del Fiume Po, +4,6% nel Distretto delle Alpi Orientali e +22,2% nel Distretto dell’Appennino Settentrionale.

Nel complesso, il quadro delineato conferma la forte disomogeneità territoriale che ha caratterizzato la disponibilità di risorsa idrica in Italia nel 2025. Mentre il Nord ha beneficiato di condizioni generalmente favorevoli e di una disponibilità superiore o prossima ai valori medi, il Centro-Sud e le Isole maggiori hanno continuano a risentire di condizioni di siccità, sebbene meno gravi rispetto a quelle osservate negli anni precedenti, e di alte temperature (si vedano gli indicatori “Siccità idrologica” e “Bilancio idrologico-climatico standardizzato” presenti nel Tema ambientale “Risorse idriche e Bilancio” della Banca dati indicatori ambientali). Ciò ha fortemente condizionato la disponibilità di risorsa idrica e, conseguente, la capacità di soddisfare la domanda d’acqua per gli usi antropici e per il mantenimento degli equilibri ecosistemici. 

Pertanto, nel corso del 2025, i territori dei Distretti idrografici del Centro-Sud Italia e delle Isole maggiori hanno continuato a essere caratterizzati da criticità legate alla severità idrica, da media ad alta (https://www.isprambiente.gov.it/pre_meteo/idro/SeverIdrica.html/). Gli Osservatori permanenti per gli utilizzi idrici dei Distretti idrografici dell’Appennino Centrale, dell’Appennino Meridionale, della Sardegna e della Sicilia (organi delle rispettive Autorità di Bacino Distrettuale, ai sensi del D.L. n. 39/2023) hanno gestito queste criticità, adottando opportune misure e azioni di governance in ragione del livello di severità idrica riscontrata. In taluni casi (Sicilia, aree della Basilicata servite dallo schema idrico del Basento-Camastra, e alcuni territori calabresi delle province di Reggio Calabria, Crotone e Cosenza), si è arrivati alla proroga, rispetto alle delibere del 2024, dello stato di emergenza per grave deficit idrico da parte del Consiglio dei Ministri.

Dati
Allegati
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Figura 1: Internal Flow nel periodo 1951-2025

Fonte

Elaborazione ISPRA su dati degli uffici idro-meteorologici regionali e delle province autonome e su dati storici del soppresso SIMN

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Figura 2: Internal flow a livello regionale: stime 2025 vs. medie annue di lungo periodo 1951‒2025 (LTAA)

Fonte

Elaborazione ISPRA su dati degli uffici idro-meteorologici regionali e delle province autonome e su dati storici del soppresso SIMN

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Figura 3: Internal flow a livello di distretto idrografico: stime 2025 vs. medie annue di lungo periodo 1951‒2025 (LTAA)

Fonte

Elaborazione ISPRA su dati degli uffici idro-meteorologici regionali e delle province autonome e su dati storici del soppresso SIMN