RAPPORTO TRA I CONSUMI FINALI DI ENERGIA E I CONSUMI TOTALI DI ENERGIA

Data aggiornamento scheda
Autori

Antonio Caputo

Abstract

Il rapporto tra i consumi finali di energia e il consumo interno lordo di energia misura l'efficienza complessiva della conversione dell'energia contenuta nelle fonti primarie. La differenza tra queste due grandezze corrisponde alle perdite nei processi di conversione (come la produzione di elettricità e la raffinazione del petrolio), ai consumi interni degli impianti di produzione di elettricità e alle perdite nella distribuzione. Il tasso percentuale evidenzia la quota di energia che giunge all'utilizzatore finale rispetto al totale dell'energia immessa nel sistema. Tale rapporto per l'Italia si attesta all'81,3% nel 2024, con un volume totale di energia pari a 113,7 Mtep. Il valore percentuale italiano si colloca costantemente al di sopra della media dell'Unione Europea (UE27), che nel 2024 registra un rapporto del 74,0% su un totale di 939,3 Mtep.

Descrizione

Il rapporto tra i consumi finali di energia e i consumi totali di energia misura l'efficienza complessiva della conversione dell'energia contenuta nelle fonti primarie. La differenza tra queste due grandezze corrisponde alle perdite nei processi di conversione (come la produzione di elettricità e la raffinazione del petrolio), ai consumi interni degli impianti di produzione di elettricità e alle perdite nella distribuzione.

Scopo

Valutare l'efficienza complessiva della conversione dell'energia primaria dalle diverse fonti in energia utilizzabile, al fine di aumentare l'efficienza dell'approvvigionamento energetico.

Rilevanza
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
È semplice, facile da interpretare.
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
Fornisce una base per confronti internazionali.
Solidità
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Misurabilità (dati)
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Principali riferimenti normativi e obiettivi

L’Europa ha aggiornato il quadro strategico per il clima fissando l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030 del 55% rispetto al 1990, una quota di almeno il 42,5% di energia rinnovabile (accordo provvisorio nel 2023 con intenzione di puntare al 45%) e la riduzione dell’11,7% dei consumi di energia finale rispetto alle proiezioni dello scenario di riferimento (reference scenario 2020). In attuazione della governance UE dell'energia, l'Italia ha inviato il 1° luglio 2024 alla Commissione europea la versione aggiornata del Piano nazionale integrato per l'energia e clima (PNIEC). Il PNIEC assorbe i precedenti documenti programmatici e definisce le misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi europei in materia di efficienza energetica, fonti rinnovabili e riduzione delle emissioni di gas serra. In merito ai consumi di energia finale, al fine di contribuire al conseguimento dell'obiettivo vincolante dell'Unione Europea, il PNIEC afferma che il livello di consumi dell’Italia, considerando le misure aggiuntive alle politiche vigenti, dovrebbe ammontare a 102 Mtep di energia finale e 123 Mtep di energia primaria nel 2030, lontani dagli obiettivi calcolati in base alla Direttiva EED III di 93 e 111 Mtep rispettivamente. Sono inoltre stabiliti gli obiettivi vincolanti di riduzione dei consumi di energia finale tramite regimi obbligatori di efficienza energetica definiti ai sensi dell'articolo 7 della Direttiva 2018/2002/UE. Tali obiettivi si traducono nella riduzione dei consumi finali di energia, in ciascuno degli anni dal 2021 al 2030, di un valore pari allo 0,8% dei consumi annui medi del triennio 2016-18, mediante politiche attive. Questo obiettivo equivale a una riduzione di 73,42 Mtep cumulati dal 2021 al 2030.

In merito ai principali riferimenti normativi nazionali per gli obiettivi al 2020 si cita il D.Lgs. n. 102/2014, modificato e integrato dal D.Lgs.14 luglio 2020, n. 73, che contiene le disposizioni di recepimento della Direttiva 2012/27/UE, come modificata dalla Direttiva 2018/2002/UE. Per ciò che concerne l'efficienza energetica e gli obiettivi al 2030 si riporta un elenco dei principali atti normativi: Regolamento UE n. 2018/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2018 sulla governance dell'Unione dell'energia. Direttiva UE 2018/2002 (cd. Direttiva EED) sull'efficienza energetica (che modifica la precedente Direttiva 2012/27/UE), recepita dal Decreto legislativo n. 73 del 14 luglio 2020. Il decreto legislativo ha apportato integrazioni e modifiche al D.Lgs. n. 102/2014. Direttiva (UE) 2018/844 che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la Direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica (Direttiva EPBD-Energy Performance of Buildings Directive), recepita dal Decreto legislativo n. 48 del 10 giugno 2020. Direttiva UE 2018/2001 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Direttiva (UE) 2023/1791 sull'efficienza energetica.

In merito ai principali riferimenti normativi nazionali per gli obiettivi al 2020 si cita il D.Lgs. n. 102/2014, modificato e integrato dal D.Lgs.14 luglio 2020, n. 73, che contiene le disposizioni di recepimento della Direttiva 2012/27/UE, come modificata dalla Direttiva 2018/2002/UE. Per ciò che concerne l'efficienza energetica e gli obiettivi al 2030 si riporta un elenco dei principali atti normativi: Regolamento UE n. 2018/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2018 sulla governance dell'Unione dell'energia. Direttiva UE 2018/2002 (cd. Direttiva EED) sull'efficienza energetica (che modifica la precedente Direttiva 2012/27/UE), recepita dal Decreto legislativo n. 73 del 14 luglio 2020. Il decreto legislativo ha apportato integrazioni e modifiche al D.Lgs. n. 102/2014. Direttiva (UE) 2018/844 che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la Direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica (Direttiva EPBD-Energy Performance of Buildings Directive), recepita dal Decreto legislativo n. 48 del 10 giugno 2020. Direttiva UE 2018/2001 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Direttiva (UE) 2023/1791 sull'efficienza energetica.

DPSIR
Risposta
Tipologia indicatore
Efficienza (C)
Limitazioni

La rilevanza dell'indicatore a livello regionale è ridotta, rispetto al livello nazionale, per effetto della distribuzione non uniforme degli impianti di produzione di elettricità sul territorio nazionale.

Fonte dei dati

Eurostat (Ufficio Statistico delle Comunità Europee)

Frequenza di rilevazione dei dati
Annuale
Accessibilità dei dati di base

Eurostat (https://ec.europa.eu/eurostat/data/database)

Copertura spaziale

Nazionale

Copertura temporale

1990-2024

Variabili

Consumi finali e totali di energia  (Mtep)

Core SET
SDGs Indicators
SDG goals
Goal 7: Energia pulita e accessibile
Descrizione della metodologia di elaborazione

Il dato è calcolato come rapporto tra "Consumo finale di energia", definito dalla somma dei consumi finali di energia dei settori Industria, Trasporti e Altri settori (Residenziale, Servizi, etc.) e il "Consumo interno lordo di energia", definito da produzione primaria + prodotti recuperati + importazioni + variazioni delle scorte - esportazioni - bunkeraggi.

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Qualità dell'informazione

L'indicatore è rilevante in quanto fornisce informazioni fondamentali per valutare l'efficienza complessiva della conversione dell'energia primaria dalle diverse fonti in energia utilizzabile. Il dato nazionale è stato aggiornato secondo la metodologia Eurostat. L'indicatore, disponibile a livello nazionale, può essere calcolato anche a livello regionale.

Stato
Buono
Trend
Positivo
Valutazione/descrizione dello stato

Al 2024, l'Italia presenta un rendimento di conversione e trasformazione apparentemente elevato, con l'81,3% dell'energia totale trasformata in consumi finali (Tabella1). Questo valore, superiore a quello di partner industriali come la Germania (78,0%) o la Francia (64,3%), è legato alla struttura dell'apparato produttivo nazionale, caratterizzato da un'elevata incidenza del settore dei servizi, da un'industria manifatturiera ad alta efficienza rispetto alle industrie ad altissimo consumo energetico. Ciononostante, sul piano dei volumi energetici totali, l'Italia consuma 113,7 Mtep, rimanendo il terzo Paese consumatore nell'UE27 dietro a Germania (196,1 Mtep) e Francia (139,9 Mtep) (Tabella 2).

Valutazione/descrizione del trend

L'evoluzione del rapporto nell'arco del trentennio 1990-2024 evidenzia dinamiche strutturali ben definite. Nel periodo 1990-2006, i consumi totali di energia dell'Italia sono cresciuti fino a raggiungere un picco di 140,1 Mtep nel 2005, mantenendo un rapporto tra consumi finali e totali stabile attorno al 73-77%. A partire dal 2006 si è avviata una progressiva contrazione dei consumi totali, scesi a 120,1 Mtep nel 2019 e toccando il minimo di 109,8 Mtep nel 2020 a causa dell'emergenza pandemica. Negli ultimi anni (2021-2024), a fronte di consumi totali in lieve flessione (113,7 Mtep nel 2024), il rapporto percentuale tra consumi finali e totali è salito fino all'81,3%, registrando il livello più alto del periodo considerato. Tale aumento è dovuto al contributo di numerosi fattori: aumento dell'efficienza nei processi di trasformazione energetica, variazione del rapporto dei consumi tra servizi e industria a favore dei primi, variazione del rapporto dei consumi tra industria manifatturiera leggera e industria maggiormente energivora a favore della prima e riduzione delle perdite lungo la filiera. Nel 2024, la quota di consumi finali del nostro Paese rispetto ai 27 paesi europei è pari a 12,1% non lontano dal valore registrato nel 1990 (Tabella 2). L’andamento della quota sui consumi europei è aumentato dal 1990 (12%) fino al picco raggiunto nel 2005 (13,1%) per diminuire negli anni successivi fino al minimo registrato nel 2020 (11,4%). 

Commenti

Il rapporto tra consumi finali e consumi totali rappresenta un indicatore chiave per misurare l'efficienza complessiva con cui un sistema paese trasforma le risorse energetiche primarie in energia utile per le attività economiche e domestiche. L'elevata percentuale raggiunta dall'Italia (81,3%) nel 2024 è dovuta al contributo delle politiche di efficienza energetica, alla progressiva modernizzazione delle infrastrutture nazionali e alla variazione dell’assetto produttivo del Paese (variazione del rapporto tra servizi e industria e tra diverse tipologie di industria). 

Dati
Allegati
Titolo

Tabella 1: Rapporto tra i consumi finali di energia e il consumo interno lordo di energia nell'Unione Europea

Fonte

Elaborazione ISPRA su dati Eurostat

Titolo

Tabella 2: Consumi finali totali nell'Unione Europea

Fonte

Elaborazione ISPRA su dati Eurostat

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Titolo

Figura 1: RAPPORTO TRA I CONSUMI FINALI DI ENERGIA E I CONSUMI TOTALI DI ENERGIA

Fonte

Elaborazione ISPRA su dati Eurostat