Angelo Santini, Fabio Tatti
Nel 2024 la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) si attesta a poco più di 29,9 milioni di tonnellate, in aumento del 2,3% (664 mila tonnellate) rispetto al 2023.
L’indicatore misura la quantità totale di rifiuti urbani generati in Italia, disaggregati a livello regionale.
Misurare la quantità totale e pro capite di rifiuti urbani generati.
Stato di attuazione e di efficacia delle misure normative e tecniche in materia di rifiuti urbani, con particolare riferimento alle disposizioni contenute nella Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e alle relative disposizioni da essa derivate, tra cui ad esempio Programma nazionale e programmi regionali di prevenzione dei rifiuti, Programma nazionale e Piani regionali di gestione dei rifiuti.
ISPRA - Rapporto Rifiuti Urbani (edizioni varie)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
I dati sulla produzione dei rifiuti urbani su scala nazionale, per macroarea geografica, regionale, provinciale e comunale sono liberamente consultabili e scaricabili sul sito web www.catasto-rifiuti.isprambiente.it
Nazionale, regionale
1995-2024
In data 26 maggio 2016 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha emanato uno specifico decreto contenente le linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Tale decreto ha introdotto modifiche alle modalità di contabilizzazione dei dati sulla produzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani, introducendo un approccio metodologico differente rispetto a quello precedentemente utilizzato da ISPRA e in base al quale sono stati elaborati i dati sino al 2015. In particolare, il decreto include nel dato di raccolta alcuni flussi di rifiuti provenienti da interventi di rimozione condotti presso civili abitazioni. Tali flussi erano, invece, esclusi da ISPRA dal computo dei rifiuti urbani, in quanto classificati come rifiuti speciali ai sensi della normativa vigente. In base al decreto vengono inoltre contabilizzati, all’interno della raccolta differenziata, i rifiuti da spazzamento stradale avviati a recupero e l’intero ammontare della raccolta multimateriale, al lordo degli scarti, che in base alla precedente metodologia erano invece contabilizzata tra i rifiuti indifferenziati, contribuendo alla produzione totale dei rifiuti urbani (RU) ma non alla raccolta differenziata (RD). La base informativa è costituita da elaborazioni ISPRA effettuate su dati comunicati da: ARPA/APPA, Regioni, Province, Osservatori provinciali sui rifiuti e banche dati annuali del Modello Unico di Dichiarazione ambientale. In particolare, i dati sono raccolti ed elaborati, a livello comunale, fatta eccezione per i casi in cui gli stessi risultino disponibili solo in forma aggregata per Ambito Territoriale, Comunità Montana, Consorzio o Unione di comuni. Per i comuni non coperti da alcuna fonte di informazione, il dato di produzione dei rifiuti urbani indifferenziati è stimato applicando una metodologia standardizzata che prevede:
• la ripartizione dei comuni di ciascuna provincia per fasce di popolazione residente (<5.000 abitanti, 5.000 - 14.999, 15.000 – 29.999, 30.000 - 49.999, 50.000 - 149.999, ≥150.000) e la determinazione del valore medio di produzione pro capite dei rifiuti urbani di ciascuna fascia;
• la quantificazione del dato di produzione totale dei rifiuti urbani dei comuni non coperti da informazione moltiplicando il valore di produzione pro capite medio della fascia di appartenenza per la popolazione residente nel comune;
• la quantificazione dell’ammontare dei rifiuti urbani indifferenziati per differenza tra il dato di produzione totale dei rifiuti urbani del comune (RU) e il dato di raccolta differenziata del comune stesso. Nel caso della raccolta differenziata, invece, in assenza di informazioni sono utilizzati i dati del medesimo comune riferiti alla precedente annualità.
Nel 2024 la produzione di rifiuti urbani registra un incremento del 2,3% rispetto al 2023, pari a circa 664 mila tonnellate. Anche la produzione pro capite è in crescita, attestandosi a 508 kg per abitante (+2,4% rispetto all'anno precedente). Nonostante l'aumento osservato, il valore pro capite nazionale rimane inferiore alla media dell'Unione Europea, pari a 517 kg per abitante nel 2024. Alla luce di tale confronto, lo stato dell'indicatore può essere considerato medio.
Osservando l’andamento nel lungo periodo, si può rilevare che tra il 2007 e il 2010 la produzione si è mantenuta costantemente al di sopra dei 32 milioni di tonnellate. Dopo il brusco calo del biennio 2011-2012 (concomitante con la contrazione dei valori del prodotto interno lordo e dei consumi delle famiglie), si è attestata a quantitativi inferiori ai 30 milioni di tonnellate fino al 2015. Successivamente, ad esclusione del 2017, i valori della produzione sono nuovamente aumentati al di sopra dei 30,1 milioni di tonnellate per poi iniziare a diminuire, in modo contenuto nel 2019 e in modo più significativo nel 2020. Nel 2021, si assiste ad un’inversione di tendenza, in linea con la ripresa economica post-pandemia, con una produzione comunque al di sotto di 30 milioni di tonnellate. Infine, dopo una contrazione registrata nel 2022, il dato di produzione fa segnare nuovamente un incremento nel biennio 2023-2024. Nel complesso il trend può definirsi pressoché stabile (Tabella 1).
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Titolo
Tabella 1: Produzione di rifiuti urbani totale e procapite Fonte
ISPRA Legenda
La popolazione utilizzata per il calcolo del pro-capite è la popolazione residente al 31 dicembre di ciascun anno |
Nel 2024, tutte le regioni del Nord hanno fatto rilevare un aumento dei rifiuti prodotti. Più in dettaglio, i maggiori incrementi percentuali si osservano per il Veneto (+5,5%), la Valle d’Aosta (+4,5%), l’Emilia-Romagna (+3,9%) e il Piemonte (+3,8%). Anche nelle regioni del Centro, eccetto che nelle Marche (-0,4%), si riscontra una produzione in crescita rispetto al 2023: in Umbria l’aumento è pari al 2,9%, nel Lazio all’1,8% e in Toscana è dello 0,6%. Nelle regioni del Mezzogiorno si osserva un incremento dei rifiuti prodotti, ad eccezione della Basilicata (-0,8%) e della Puglia (-0,2%). I maggiori aumenti si registrano in Sardegna (+2%), Calabria e Molise (+1,4%) e Campania (+1,2%) (Tabella 1). Per quanto riguarda la produzione pro capite, dal 2012 al 2023, il dato nazionale si è sempre mantenuto al di sotto dei 500 chilogrammi per abitante per anno, ad eccezione del 2012, 2018, 2019 e 2021. Nel 2024, la produzione pro capite si attesta a 508 chilogrammi per abitante, facendo registrare una crescita del 2,4% rispetto al 2023 (Figura 1).
Nel 2024, la produzione più elevata, analogamente ai precedenti anni, si rileva per l’Emilia-Romagna, con 663 chilogrammi per abitante per anno, in aumento di oltre 23 chilogrammi rispetto al 2023. Seguono la Valle d’Aosta con 650 chilogrammi, in crescita di 29 chilogrammi, e la Toscana con 590 chilogrammi, il cui dato risulta in aumento di 4 chilogrammi. Le regioni con un pro capite superiore a quello medio nazionale (508 chilogrammi per abitante) sono complessivamente 10: alle 3 sopra citate si aggiungono Liguria, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Marche e Lazio.
I minori valori di produzione pro capite si registrano per la Basilicata (356 chilogrammi per abitante), il Molise (387 chilogrammi) e la Calabria (405 chilogrammi) (Tabella 1, Figura 2).