QUANTITÀ DI RIFIUTI URBANI INCENERITI, E NUMERO DI IMPIANTI DI INCENERIMENTO

Data aggiornamento scheda
Autori

Irma Lupica

Abstract

Nel 2023, le quantità dei rifiuti urbani inceneriti, comprensivi del CSS (rifiuti combustibili), della frazione secca e del bioessiccato ottenuti dal trattamento dei rifiuti urbani stessi, sono 5,5 milioni di tonnellate (+4% rispetto al 2022). Il 72,7% di questi rifiuti viene trattato al Nord, il 9,1% al Centro e il 18,2% al Sud. Il parco impiantistico è prevalentemente localizzato nelle regioni del Nord (25 impianti) mentre al Centro e al Sud sono operativi, rispettivamente, 5 e 6 impianti.

Descrizione

Si definisce impianto di incenerimento qualsiasi unità e attrezzatura tecnica, fissa o mobile, destinata al trattamento termico di rifiuti con o senza recupero del calore prodotto dalla combustione. L'indicatore misura sia il numero di impianti di incenerimento, dedicati prevalentemente al trattamento dei rifiuti urbani, sia le quantità di RU da essi trattati.

Scopo

L'indicatore consente di effettuare comparazioni tra i diversi contesti territoriali (comune/provincia/regione) e di supportare processi decisionali e scelte politiche in materia ambientale e di valutare gli impatti conseguenti alle attività antropiche.

Rilevanza
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
È semplice, facile da interpretare.
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
Fornisce una base per confronti internazionali.
Solidità
È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Misurabilità (dati)
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Principali riferimenti normativi e obiettivi

La Direttiva di riferimento in materia di incenerimento dei rifiuti è la 2010/75/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 novembre 2010 relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento), nota con l’acronimo IED (Industrial Emission Directive) che ha unito e rivisto in un unico provvedimento normativo sette direttive comunitarie in materia. Tale direttiva è stata recepita in ambito nazionale dal D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46 “Emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) - Attuazione direttiva 2010/75/UE – nel quale vengono disposte le modifiche alle Parti II, III, IV e V del D.Lgs. 152/2006 ("Codice ambientale"). In particolare, il D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46 ha introdotto il titolo III-bis alla parte IV del D.Lgs. 152/06 relativo all’incenerimento e al coincenerimento dei rifiuti. La Decisione 2019/2010/UE della Commissione ha stabilito che le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per l'incenerimento dei rifiuti fungono da riferimento per stabilire le condizioni di autorizzazione, compresi i valori limite di emissione in condizioni di esercizio normali, per le installazioni di cui al capo II della Direttiva 2010/75/UE (AIA).

DPSIR
Pressione
Tipologia indicatore
Descrittivo (A)
Riferimenti bibliografici

ISPRA - Rapporto rifiuti urbani 2024

Limitazioni

Nessuna limitazione

Ulteriori azioni

Nessuna

Fonte dei dati
ISPRA/ARPA/APPA
Frequenza di rilevazione dei dati
Annuale
Accessibilità dei dati di base

Modello Unico di dichiarazione Ambientale MUD ISPRA - Catasto rifiuti (http://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it)

Copertura spaziale

Nazionale, Regionale

Copertura temporale

2002-2023

Core SET
OECD-Environment at Glance
Descrizione della metodologia di elaborazione

L'indicatore misura la quantità di rifiuti urbani inceneriti in Italia. Il dato si presenta composto dal quantitativo di rifiuti urbani indifferenziati, dal combustibile solido secondario e dai rifiuti del trattamento dei rifiuti urbani stessi. La base informativa è costituita dai dati contenuti nel Modello Unico di Dichiarazione Ambientale comunicato da parte dei soggetti individuati dall'articolo 189 comma 3 del D.Lgs. n. 152/2006 alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura territorialmente competenti.

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Qualità dell'informazione

L'indicatore si presenta attendibile e affidabile nei metodi di misura e raccolta dati, viene aggiornato annualmente ed è comparabile nel tempo e nello spazio.

Stato
Non definibile
Trend
Non definibile
Valutazione/descrizione dello stato

Nel 2023, i rifiuti urbani inceneriti sono 5,5 milioni di tonnellate di cui il 48,7% (circa 2,7 milioni di tonnellate) è costituita da rifiuti urbani tal quali (identificati con i codici del capitolo EER 20) mentre la restante quota (oltre 2,8 milioni di tonnellate) è rappresentata da rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani (ad es. rifiuti combustibili, frazione secca e, in minor misura, bioessiccato) (Tabella 2). Gli impianti operativi sul territorio nazionale sono 36 (Tabella 3).

 

Valutazione/descrizione del trend

La Tabella 3 mostra che, dal 2008 al 2023, il numero di impianti si è ridotto di 13 unità, in particolare, nelle regioni del Centro Italia si osserva una riduzione di 8 impianti. D'altra parte, nello stesso periodo, il quantitativo di rifiuti inceneriti è andato progressivamente aumentando (+26,3%). Ciò trova giustificazione nel fatto che, laddove le condizioni tecniche lo hanno permesso, gli impianti hanno incenerito una quantità di rifiuti che ha consentito di approssimarsi o giungere alla saturazione del carico termico (Tabella 1).

Commenti

Nel 2023, i rifiuti urbani inceneriti, comprensivi del CSS e dei rifiuti ottenuti dal trattamento degli RU stessi, sono 5,5 milioni di tonnellate (+4% rispetto al 2022). Il 72,7% di questi rifiuti viene trattato al Nord, il 9,1% al Centro ed il 18,2% al Sud (Tabella 1 e Figura 1). Dal confronto con l’annualità precedente, si osserva che nel 2023, i rifiuti urbani inceneriti presentano un incremento pari a 213 mila tonnellate; quest’ultimo ha interessato esclusivamente la macroarea Nord (+5,9%) mentre al Centro le quantità trattate si mantengono stabili e al Sud si osserva una flessione dell’1%, che corrisponde a un calo, in termini quantitativi, di 10 mila tonnellate. Gli impianti di incenerimento operativi nel 2023 in Italia sono 36, di cui 25 localizzati al Nord, 5 al Centro e 6 al Sud. In particolare, in Lombardia e in Emilia-Romagna sono presenti rispettivamente 12 e 7 impianti operativi che, nel 2023, hanno trattato complessivamente circa 3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (il 73,6% di quelli inceneriti nel Nord e il 53,5% del totale nazionale) (Tabelle 1 e 3).

Dati
Allegati
Titolo

Tabella 2: Rifiuti inceneriti in impianti urbani per tipologia di rifiuto (2023)

Fonte

ISPRA

Legenda

 RU: Rifiuti urbani; FS: Frazione Secca; CSS: rifiuti combustibili; RS: Rifiuti speciali

Titolo

Tabella 3: Numero di impianti di incenerimento per rifiuti urbani, frazione secca (FS) e CSS

Fonte

ISPRA

Note

a  E’ compreso un impianto di Colleferro che ha trattato quantità molto esigue di rifiuti per un breve periodo e, in seguito, è stato chiuso.

Titolo

Tabella 1: Rifiuti urbani inceneriti per regione

Fonte

ISPRA

Thumbnail
Titolo

Figura 1: Quantità di rifiuti urbani inceneriti

Fonte

ISPRA

Thumbnail
Titolo

Figura 2: Rifiuti urbani inceneriti relazionati alla produzione

Fonte

ISPRA