Descrizione 1
Paolo Tomassetti, Tommaso Petochi
L'indicatore fornisce una stima dell'apporto e della sottrazione di azoto e fosforo, operata rispettivamente dai pesci e dai mitili nell'ambiente marino costiero in cui si svolgono le attività d’acquacoltura. Il bilancio tra l’immissione di nutrienti da parte dei pesci allevati e la sottrazione da parte dei molluschi consente di stimare, a livello regionale, il contributo quantitativo netto dell'acquacoltura nei processi trofici lungo le coste italiane. A livello nazionale, rispetto al biennio 2021-2022, nel 2023, si evidenzia la riduzione dell'apporto di azoto e fosforo, ma anche una diminuzione della sottrazione di tali nutrienti dovuta al decremento sia della produzione di pesci marini sia di mitili allevati. A livello regionale, in Veneto, Emilia-Romagna, Abruzzo, Molise e Marche la sottrazione di azoto e fosforo operata dai mitili, è maggiore della immissione di nutrienti da parte dei pesci, per la presenza di numerosi impianti di mitilicoltura e l’assenza di attività di piscicoltura intensiva.
L'acquacoltura intensiva di specie ittiche in ambienti di transizione e in aree marino costiere produce l’immissione di composti a base di azoto e fosforo. L’immissione di nutrienti nell’ambiente avviene attraverso il rilascio di rifiuti, quali mangime non ingerito, prodotti di escrezione metabolica e feci. I rifiuti possono essere di natura organica, in forma solida e/o disciolta, e di natura inorganica, composti in gran parte da carbonio, azoto e fosforo. Nel caso in cui il rilascio di questi composti nell'ambiente superi la capacità portante (carrying capacity) ambientale, cioè la capacità naturale di assimilazione da parte dell’ecosistema ricevente, possono verificarsi delle alterazioni, in particolare nella colonna d’acqua e nei sedimenti. I fenomeni sono solitamente localizzati e di entità modesta, sebbene in alcuni casi e in particolari condizioni ambientali e d’allevamento possano generarsi fenomeni di eutrofizzazione, di riduzione dell'ossigeno disciolto e alterazioni della biodiversità su scala locale. La sottrazione di azoto e fosforo è operata dall'allevamento estensivo di molluschi bivalvi che, utilizzando come risorsa trofica i nutrienti presenti nella colonna d'acqua, ne determinano la loro riduzione. L’indicatore fornisce una stima dell'apporto o della sottrazione di azoto e fosforo operata rispettivamente dai pesci e dai mitili nell'ambiente costiero in cui si svolgono le attività di allevamento. L'indicatore è utile per l’analisi di carrying capacity nell’ambito dei processi volti alla identificazione delle Zone marine Assegnate per l'Acquacoltura (AZA).
Fornire una stima del contributo all'arricchimento organico nella fascia costiera prodotto dall'acquacoltura marina. Il bilancio tra l’immissione di nutrienti da parte dei pesci allevati e la sottrazione da parte dei molluschi bivalvi consente di stimare il contributo quantitativo netto dell'acquacoltura nei processi trofici lungo le coste italiane.
A livello europeo la normativa non identifica obiettivi comuni e lascia agli Stati membri la definizione di norme mirate al contenimento dell’impatto ambientale da attività d'acquacoltura. In Italia, il Decreto Legislativo n. 152/2006 recante norme in materia ambientale indica i requisiti che devono avere le acque destinate all’allevamento dei molluschi (art. 87) e stabilisce i limiti di azoto e fosforo (art.101, disciplina degli scarichi) nel caso in cui le acque reflue di un impianto di allevamento ittico con densità di allevamento superiore a 1 kg/m2 o portata d’acqua pari o inferiore a 50 l/s, siano scaricate in aree sensibili (tabelle 1 e 2 dell’Allegato 5 parte terza). Per quanto riguarda gli impianti di acquacoltura in ambienti d'acqua dolce, di transizione o marini, l’art. 111 del D.Lgs. 152/2006 prevede uno specifico Decreto Ministeriale di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che individua, di concerto con i Ministri delle politiche agricole e forestali, delle infrastrutture e dei trasporti e delle attività produttive, previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni, i criteri relativi al contenimento dell’impatto sull’ambiente derivante dalle attività di acquacoltura. La bozza di D.M. è stata redatta dal gruppo interministeriale istituito dal MASE, ma ad oggi tale D.M. non è stato ancora emanato e non si dispone di una legislazione ambientale specifica per il monitoraggio e controllo degli impatti ambientali delle attività d'acquacoltura.
Il D.Lgs. 190 del 13/10/2010, che attua la Direttiva Quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino (2008/56/CE), indica come elementi di pressione e impatto l’apporto di azoto e fosforo provenienti dalle attività d’acquacoltura e ne prevede, di conseguenza, la stima quantitativa. Pertanto, nel corso delle attività di implementazione della direttiva è prevista l’effettuazione di monitoraggi da parte dell'ISPRA-SNPA, finalizzati alla valutazione dell’arricchimento organico prodotto dagli impianti di acquacoltura (Descrittore 5 "Eutrofizzazione"; Piano Operativo delle Attività 2021-2022-2023, D.M. del 2 febbraio 2021). Tuttavia, trattandosi di monitoraggi semestrali, in alcuni casi condotti in aree di allevamento esposte anche ad altre sorgenti di arricchimento organico (es. aree portuali, foci di fiumi, etc), ciò non consente di individuare un nesso causale tra l’attività di piscicoltura e le concentrazioni di azoto e fosforo misurate nelle stazioni di indagine.
Pertanto, l’utilizzo dei dati contenuti nel presente indicatore sono altresì utilizzati per le finalità di reportistica per le tre sottoregioni (Adriato, Ionio, Mediterraneo Occidentale) per il Descrittore 5 della Strategia Marina.
Nel 2024, inoltre, è entrato in vigore il Regolamento (UE) 2024/1244, relativo alla comunicazione dei dati ambientali delle installazioni industriali e alla creazione di un portale sulle emissioni industriali. Il Regolamento, che si applicherà a decorrere dal 1 gennaio 2028, prevede anche per gli impianti di "acquacoltura basata su mangimi", con "capacità di produzione annua superiore a 500 tonnellate" (All. I), il reporting annuale dei dati rispetto alle emissioni di sostanze inquinanti, incluso azoto e fosforo (All. II).
Descrizione 2
COM (2019) 640 final. Il Green Deal europeo.
COM (2020) 381 final. Una strategia “Dal produttore al consumatore” per un Sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.
COM (2021) 236 final. Orientamenti strategici per un'acquacoltura dell'UE più sostenibile e competitiva per il periodo 2021 – 2030
COM (2025) 281 final. The European Ocean Pact.
Delibera 31 luglio 2023. Presidenza del Consiglio dei Ministri. Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare. Approvazione del Piano del mare per il triennio 2023-2025.
FAO. 2024.The State of World Fisheries and Aquaculture. 2024. Blue trasformation in action. Rome.
Islam, M.S., 2005, Nitrogen and phosphorus budget in coastal and marine cage aquaculture and impacts of effluent loading on ecosystem: review and analysis towards model development. Marine Pollution Bulletin 50, 48-61.
ISPRA, anni vari, Annuario dei dati ambientali
Lupatsch, I., Kissil, G.W., 1998, Predicting aquaculture waste from gilthead seabream (Sparus aurata) culture using a nutritional approach. Aquatic Living Resources 11: 265-268.
Marino G., Petochi T., Cardia F. (2020). "Assegnazione di Zone Marine per l'Acquacoltura (AZA). Guida Tecnica", 214 p., Documenti Tecnici ISPRA 2020. https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/documenti-tecnici/assegnazione-di-zone-marine-perlacquacoltura-aza-guida-tecnica
MIPAAF (2021). Piano Nazionale Strategico Acquacoltura Italia 2021-2027. pp. 164.
Palmerini R., Bianchi C.N., 1994, Biomass measurements and weight-to-weight conversion factors: a comparison of methods applied to the mussel Mytilus galloprovincialis. Mar. Biol., 120: 273-277.
Porrello S., Brigolin D., Marino G., Pastres R., Scardi M., 2013A, Nitrogen and phosphorus load from aquaculture activities. Methodological note as Supporting Documents per l’implementazione italiana della Direttiva 2008/56CE.
Porrello S., Brigolin D., Tomassetti P., Scardi M., Pastres R., 2013B, Stima dei flussi di azoto e fosforo da Maricoltura: applicazione di modelli ad un caso studio (Mar Adriatico). Biol. Mar. Medit., 20(1): 110-111.
Programma operativo del FEAMPA 2021-2027. https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8752
Regional Plan on Aquaculture Management in the Framework of Article 15 of the Land Based Sources and Activities Protocol (Decision IG.26/7 – 2023)
Smaal A.C., Vonck A.P.M.A., 1997, Seasonal variation in C, N and P budgets and tissue composition of the mussel Mytilus edulis. Mar. Ecol. Prog. Ser., 153: 167-179.
Valutazione ambientale ai sensi dell’Art. 8 del D.lgs. 190/2010. MSFD Summary Report. D5- Eutrofizzazione. 10 ottobre 2024
Le stime fornite nell'indicatore sono riferite alle 3 principali specie allevate in Italia in aree marino costiere, ovvero l'orata (Sparus aurata), la spigola (Dicentrarchus labrax) e il mitilo (Mytilus galloprovincialis). Le due specie di pesci rappresentano il 93% della piscicoltura marina nazionale e i mitili contribuiscono per il 72% alla produzioni di molluschicoltura in acque marino costiere. Al momento, non sono disponibili modelli affidabili per la stima del rilascio o della sottrazione di azoto e fosforo da parte di altre specie allevate (es. ostriche e vongole) che tuttavia sono meno rilevanti come volumi di produzione. Dal punto di vista normativo mancano valori di riferimento fissati per legge sulle immissioni di azoto e fosforo da acquacoltura nell’ambiente. Questi dovrebbero essere elaborati sulla base di diversi criteri tra cui la specie, il sistema d’allevamento, i volumi di produzione, le caratteristiche ambientali dei siti di produzione e la capacità portante dell’aree, anche al fine di individuare le zone di impatto ammissibile (AZE Allowable Zone of Effects) sulla base delle caratteristiche sito-specifiche.
Nel 2023 è stato finalizzato il Regional Plan on Aquaculture Management per il Mediterraneo in ambito UNEP/MAP. Il piano ha individuato gli elementi guida per il controllo e la riduzione dell'inquinamento causato dagli impianti di acquacoltura marina e prevede programmi di monitoraggio ambientale sito-specifici. Tra i parametri da considerare, oltre all’azoto e fosforo rilasciati nella colonna d’acqua e nei sedimenti, sono inclusi anche indici biologici della fauna bentonica. L’alterazione di tali indici può essere infatti indicativa di un effetto cronico derivato dall’accumulo di nutrienti nel sedimento rilasciati da fonti di acquacoltura.
Protocolli di monitoraggio specifici per la valutazione degli impatti dei nutrienti da attività d’acquacoltura, in colonna d’acqua e sui sedimenti, sono in corso di elaborazione da parte della Rete Tematica SNPA RR-TEM 26-2 Acquacoltura sostenibile.
Anche i Programmi di Monitoraggio della Strategia Marina dovranno prevedere indagini ambientali più mirate per la valutazione del contributo dell'acquacoltura all' "Eutrofizzazione" (Descrittore 5). Le indagini ambientali e i protocolli utilizzati nei precedenti programmi di Monitoraggio della Strategia Marina non hanno consentito, infatti, una valutazione complessiva dell’arricchimento di nutrienti da fonti d’acquacoltura nell’ambiente marino costiero.
Qualificazione dati
MASAF (Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste)
CREA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in Agricoltura)
EUROSTAT (Ufficio Statistico delle Comunità Europee)
I dati di produzione sono quelli censiti dal MASAF ai sensi del Regolamento (CE) n. 762/2008 per l’annualità 2021, 2022 e 2023 e pubblicati in forma aggregata da Eurostat https://ec.europa.eu/eurostat/data/database.
Regioni costiere
2021, 2022, 2023
Qualificazione indicatore
Per la stima dell'immissione/sottrazione di azoto e fosforo sono stati usati modelli matematici che si basano sulla fisiologia degli organismi allevati, ovvero sulle percentuali di nutrienti che, forniti come mangime o presenti nella colonna d'acqua, vengono utilizzati per l'accrescimento o dispersi nell'ambiente. Attualmente tali modelli sono disponibili per le due specie marine allevate più importanti per produzioni in termini di produzione nazionale, ovvero l’orata e la spigola. Per il calcolo delle quantità di composti organici e inorganici rilasciati a seguito delle attività di allevamento per queste due specie, sono stati utilizzati i modelli indicati da Lupatsch et al. (1998) e da Islam (2005). Tali modelli consistono in equazioni che mettono in relazione, mediante una semplice regressione lineare basata su precedenti studi, il rilascio di azoto e fosforo per tonnellata di peso fresco prodotto con il fattore di conversione (FCR) medio, ovvero il rapporto tra quantità di alimento fornito e incremento ponderale degli organismi allevati. Per la stima delle immissioni, poiché il FCR è un elemento centrale, sono stati adottati valori differenziati specie per specie, adottando un valore medio affiancato da un valore minimo e uno massimo stimati per ciascuna specie. Ciò ha consentito di costruire un intervallo fiduciale indipendente della retta di regressione e quindi di ottenere un intervallo di stima per ciascun valore della variabile indipendente, ovvero del fattore di conversione (FCR). Per la stima della sottrazione di nutrienti da parte dei molluschi allevati, le stime si riferiscono esclusivamente al mitilo (Mytilus edulis) e sono stati presi in considerazione le relazioni indicate da Palmerini e Bianchi (1994) e Smaal e Vonck (1997). Tali stime consistono in equazioni che consentono di calcolare il contenuto medio di azoto e fosforo per unità di biomassa allevata. Gli elementi necessari alla stima sono la conversione da peso fresco (WW) a peso secco senza ceneri (AFDW) e la successiva conversione da AFDW a DFW, ovvero a peso secco senza la conchiglia, e da DFW a quantità di azoto e fosforo. La descrizione del modello e la sua applicazione sono contenute in Porrello et al. (2013A-B). L’indicatore è elaborato su base regionale, ma la metodologia può essere applicata anche a livello locale e in tutte le zone marino costiere dove coesistono allevamenti di pesci e molluschi. Le stime di azoto e fosforo immesso da impianti di piscicoltura sono considerate come totale per pesci eurialini, ovvero sommando i risultati di spigola e orata, senza distinzione in riferimento alla tipologia d’allevamento (vasche a terra o gabbie in mare). Le elaborazioni si riferiscono alle 14 regioni marino-costiere in cui sono presenti impianti di acquacoltura marini.
Nel 2023, la stima rileva che gli apporti di azoto e fosforo da allevamenti ittici sono rispettivamente di 1.186,1 e 204,15 tonnellate per anno, mentre la sottrazione di azoto e fosforo operata dai mitili allevati è rispettivamente di 365,1 e 25,15 tonnellate per anno. Da ciò deriva che il bilancio netto è di 820,8 per l’azoto e 179 tonnellate per il fosforo per anno, con una sottrazione operata dai mitili di circa il 31% di azoto e il 12% di fosforo.
Nel 2021, la stima del bilancio di nutrienti da impianti acquacoltura in ambiente marino, rileva che gli apporti di azoto e fosforo da allevamenti ittici, a livello nazionale, sono rispettivamente di 1.279,1 e 220,1 tonnellate per anno, mentre la sottrazione di azoto e fosforo operata dai mitili allevati è rispettivamente di 395,5 e 27,2 tonnellate per anno. Da ciò deriva che il bilancio netto annuo è di 883,6 per l’azoto e 192,9 tonnellate per il fosforo, con una sottrazione di nutrienti operata dai mitili di circa il 31% di azoto e 12% di fosforo.
Nel 2022, la stima rileva che gli apporti di azoto e fosforo da allevamenti ittici sono rispettivamente di 1.333,7 e 229,3 tonnellate per anno, mentre la sottrazione di azoto e fosforo operata dai mitili allevati è rispettivamente di 385,8 e 26,6 tonnellate per anno. Da ciò deriva che il bilancio netto è di 947,9 per l’azoto e 202,8 tonnellate per il fosforo per anno, con una sottrazione operata dai mitili del 29% di azoto e dell’11% di fosforo.
Pertanto, rispetto al 2021, nel 2022 si rileva un aumento dell’apporto di nutrienti da allevamenti ittici, di circa 54,6 tonnellate di azoto e 9,2 tonnellate di fosforo. Al contrario, la sottrazione di azoto e fosforo operata dai mitili allevati nel 2022 risulta diminuita rispettivamente di 9,7 e 0,7 tonnellate. Il quadro osservato è riconducibile ad un lieve incremento della produzione complessiva di spigole e orate a fronte di una riduzione della produzione di mitili.
I dati del 2023 indicano un decremento rispetto al 2022 dell’apporto di azoto e fosforo da allevamenti ittici, rispettivamente di circa 147,6 e 25,2 tonnellate. La sottrazione di nutrienti operata dai mitili allevati nel 2023 si riduce ulteriormente rispetto al 2022, risultando minore di 20,5 tonnellate per l’azoto e 1,4 tonnellate per il fosforo. Tale andamento è riconducibile ad una contrazione delle produzioni, sia di pesci che di mitili, osservata nel 2023 rispetto al biennio precedente (cfr. indicatore Aziende in acquacoltura e produzioni).
Il bilancio netto di nutrienti immessi dalle attività di acquacoltura in ambiente marino a livello nazionale è quindi aumentato nel 2022 di circa 64,3 tonnellate di azoto e 9,9 tonnellate di fosforo rispetto al 2021, ma è diminuito nel 2023 di 127 tonnellate di azoto e 23,8 tonnellate di fosforo rispetto al 2022.
Si sottolinea l'importanza di sviluppare e incentivare sistemi d'acquacoltura sostenibili e in grado di fornire servizi ecosistemici, come nel caso dei molluschi bivalvi.
Dati
Tabella 1: Quantità di azoto e fosforo da impianti di acquacoltura in ambiente marino (2021-2023)
Elaborazione ISPRA su dati MASAF-CREA, EUROSTAT
Nella Tabella 1 sono riportate le quantità di azoto e fosforo immessi dagli allevamenti di spigole e orate nell'ambiente e le quantità sottratte dai mitili per le annualità 2021, 2022 e 2023. Il dato relativo all’allevamento ittico è stato computato accorpando entrambe le tipologie di allevamento, ovvero quello condotto in gabbie in mare e quello localizzato a terra lungo la fascia costiera o comunque connessa ad essa, e per entrambe le specie, spigola e orata. I dati relativi ai mitili si riferiscono alla pratica di allevamento più adottata in Italia, che è quella con filari in sospensione nella colonna d'acqua. La Toscana, dove fino al 2023 non erano presenti impiant di mitilicoltura, è la regione con la più alta immissione di azoto e fosforo da impianti di acquacoltura, mentre l’Emilia-Romagna è la regione dove avviene la maggiore sottrazione di nutrienti nelle acque marino costiere (Tabella 1). Ciò in relazione ai volumi di produzione dei mitili che in Emilia-Romagna rappresentano il 25% della produzione nazionale d’acquacoltura (cfr. Aziende in acquacoltura e produzioni). La minore sottrazione di azoto e fosforo dopo la Toscana è stata registrata in in Calabria dove nel 2023 sono stati censiti due soli allevamenti di mitili. Nelle Marche, Abruzzo, Molise e Basilicata non sono presenti impianti di allevamento di specie ittiche. Per le tre annualità presentate, nelle regioni Veneto ed Emilia-Romagna, la sottrazione di azoto e fosforo è superiore all’immissione perché i volumi di produzione (e il numero degli impianti) di mitili in queste aree sono più elevati e non sono presenti impianti di piscicoltura intensiva (Figure 1-2). Nelle regioni Toscana, Lazio, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Liguria e Campania, il bilancio totale netto rileva una immissione più elevata di azoto e fosforo per la maggiore produzione di pesci allevati (Figure 1-2).