Descrizione 1
Maria Teresa Berducci, Paola Guarracino, Chiara Maggi, Giacomo Martuccio, Ginevra Moltedo, Luca Stellati, Francesco Venti
I progressi verso il conseguimento del buono stato ambientale delle acque marine dipendono da una serie di fattori chiave disciplinati nella Direttiva 2008/56/CE (MSFD) e recepiti in Italia tramite il D.Lgs. 190/2010 (e successive modifiche). Uno dei principali fattori è legato alla contaminazione in acque e organismi e alla progressiva eliminazione dell’inquinamento, garantendo che la presenza di contaminanti non generi impatti significativi né rischi per l’ambiente marino. Il Descrittore 8 della Direttiva Quadro sulla Strategia Marina 2008/56/CE richiede specificatamente la valutazione della presenza dei contaminanti chimici (D8-C1) e dei loro effetti (D8-C2). A questo si affianca il Descrittore 9 che prevede la valutazione del livello di contaminanti nei tessuti commestibili di prodotti della pesca rispetto ai limiti stabiliti dal Regolamento (UE) 2023/915. Nel 2024 è stato realizzato il monitoraggio della Marine Reporting Unit (MRU) West Mediterranean Sea (MWE). I dati raccolti provengono dal monitoraggio specifico eseguito da ISPRA e dai monitoraggi istituzionali degli Istituti zooprofilattici sperimentali. La valutazione definitiva, in relazione al giudizio del Good Environmental Status (GES), sarà elaborata non appena saranno disponibili tutti i dati prodotti dalle agenzie regionali. Con i dati ad oggi disponibili, per il bioaccumulo si ha una problematica legata al superamento del valore normato del mercurio, tuttavia dal punto di vista sanitario si conferma un giudizio positivo. Tale risultato è in linea con quanto già evidenziato negli anni passati. Per la matrice sedimento si registra una criticità legata alla presenza di TBT e alcuni metalli.
L’indicatore misura la concentrazione dei contaminanti nelle matrici biota e sedimento e gli effetti di questi (Descrittore 8 MSFD), tenendo conto dei processi biologici selezionati e dei gruppi tassonomici nei quali è stata individuata una relazione di causa/effetto che deve essere monitorata. Inoltre, tale indicatore include anche le valutazioni del Descrittore 9 che misura la presenza dei contaminanti nei prodotti ittici destinati al consumo umano.
La valutazione si applica alle tre Sottoregioni, dette anche Marine Reporting Unit (MRU): Mar Adriatico (MAD), Mar Ionio e Mediterraneo Centrale (MIC), Mediterraneo Occidentale (MWE). Ogni MRU si estende fino alla Zona Economica Esclusiva (ZEE). Per procedere alla valutazione del buono stato ambientale, è stato applicato a ogni MRU un grigliato con celle di dimensioni variabili in funzione della MRU e della matrice (biota e sedimento) e, in particolare per la matrice biota, anche in relazione al gruppo funzionale della specie investigata”.
I parametri chimici monitorati sono le sostanze o i gruppi di sostanze presenti nell’elenco di priorità (Regolamento 2455/2001 e ulteriormente regolamentate nella Direttiva 2013/39/CE). Per quanto riguarda i parametri biochimici per la valutazione degli effetti, la scelta della specie e delle analisi di biomarker da eseguire sui diversi organi e/o tessuti è stata definita coerentemente con quanto indicato nelle Raccomandazioni del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) (UNEP/MAP, 2017 Mediterranean QSR; UNEP/MAP, 2019 WG467/05; UNEP/MAP, 2021 WG509/43 Annex III App 22-23-24) e secondo le indicazioni dei gruppi di lavoro europei dell’International Council for the Exploration of the Sea (ICES) e del Programme for the Assessment and Control of Marine Pollution in the Mediterranean (MedPol), che operano in risposta alle Convenzioni internazionali come the Convention for the Protection of the Marine Environment of the North-East Atlantic (OSPAR), Helsinki Commission (HELCOM) e Barcelona Convention for the Protection of the Marine Environment and the Coastal Region of the Mediterranean (UNEP).
Per i sedimenti, le categorie di contaminanti sono: metalli, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), composti organici alogenati (HOCs) comprendenti anche diossine, furani e PCB diossina-simili (PCDD, PCDF, PCB-DL) e composti organo-stannici (TBT).
Per il biota, le categorie di sostanze investigate sono: metalli, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), composti organici alogenati (HOCs) comprendenti anche diossine, furani e PCB diossina-simili polibromodifenileteri (PBDE), acido perfluorottansolfonico (PFOS), determinate nei campioni di pesce, mentre le categorie diossine, furani e PCB diossina-simili (PCDD, PCDF, PCB-DL) e idrocarburi policiclici aromatici (IPA) determinati solo nei molluschi e nei crostacei, come definito dalla normativa ambientale.
Per la valutazione degli effetti, misurati sulla specie bioindicatrice Mullus barbatus, le risposte biologiche (biomarker) analizzate sono: 1) la destabilizzazione delle membrane lisosomiali mediante esosamminidasi (LMS-ESO) indice di alterazione dello stato fisiologico, 2) l'aumento della frequenza di micronuclei (MN) indice di genotossicità, 3) l’inibizione dell’attività dell’acetilcolinesterasi (AChE) indice di neurotossicità, 4) l'aumento dell'attività dell’etossiresorufina-o-deetilasi (EROD) indice di alterazione del sistema di biotrasformazione CYP450.
Per effettuare la valutazione del GES all’interno delle MRU, l’Italia ha usato l’indice integrato di qualità chimica (denominato Chemical Quality Index, CQI), già precedentemente messo a punto e utilizzato per le valutazioni della Strategia Marina e l’indice ponderato di effetti biologici (denominato Calibrated Biological Effects Index, CBEI), recentemente sviluppato da ISPRA.
Al fine di valutare indirettamente l’impatto sulla salute umana, sono stati considerati i parametri previsti dal Regolamento UE 2023/915, verificando il superamento o meno del limite normativo (Threshold Level, TL) da parte delle concentrazioni riscontrate nei campioni di biota. Anche in questo caso, come per la valutazione del buono stato ambientale per il descrittore 8, è stato applicato alla MRU un grigliato con celle di dimensioni variabili in funzione degli organismi analizzati.
Valutare lo stato di qualità dell’ambiente marino tenendo conto sia di eventuali superamenti degli standard di qualità ambientale (SQA) individuati dalla Direttiva 2000/60/CE e dalle direttive figlie (Direttiva 2008/105/CE e Direttiva 2013/39/UE) sia degli effetti biologici prodotti sugli organismi (biomarker). Inoltre, indirettamente, valutare l’impatto della contaminazione ambientale sulla salute umana.
La Direttiva Strategia Marina 2008/56/CE ha richiesto agli Stati membri di raggiungere, entro il 2020, il buono stato ambientale (GES, Good Environmental Status) per le proprie acque marine. Dal 2020, ogni 6 anni ogni Stato membro definisce un Piano di monitoraggio per valutare il buono stato ambientale dei propri mari. La determinazione del buono stato ambientale si basa su un elenco di undici descrittori qualitativi dell’ambiente marino che fanno riferimento a molteplici aspetti degli ecosistemi marini, tra cui il Descrittore 8, che richiede specificatamente la valutazione della presenza dei contaminanti chimici e dei loro effetti. Il giudizio sulla qualità dell’ambiente marino in base a questo Descrittore tiene conto sia delle concentrazioni di contaminanti, indicizzate e integrate fino al livello di matrice (sedimento e biota), sia degli effetti prodotti sugli organismi in termini di bioaccumulo ed effetti biologici (biomarker), rispetto ai rispettivi controlli e soglie. Inoltre, questo indicatore tiene conto anche del Descrittore 9, relativo alla quantificazione dei contaminanti nel pescato.
D.Lgs. 190/2010
Decisione (UE) 2017/848 della Commissione europea
Direttiva 2000/60/CE (WFD).
Direttiva 2009/90/CE
Direttiva 2013/39/UE.D.Lgs. 219/2010.
D.Lgs. 172/2015
Regolamento (UE) 2023/915
Descrizione 2
Maggi C., Berducci M.T., Lomiri S., Di Lorenzo B., Venti F., (2022) “Integrated chemical status of the Italian marine waters sensu Descriptor 8 of the Marine Strategy Framework Directive" Frontiers in Marine Science, section Marine Pollution, https://doi.org/10.3389/fmars.2022.1006595
Moltedo G., Martuccio G., Catalano B., Stellati L., Sebbio C., Guarracino P., Berducci M.T., Tornambè A., Maggi C., 2025. Process towards the definition of the assessment criteria for the biological effects of contaminants on fish in the Italian sea-waters national monitoring. Journal of Environmental Comments and Observations (JECO), 01(1): 69-88. https://doi.org/10.82010/jeco.bsrc.2025.03.
Viarengo A., Dondero F., Pampanin D. M., Fabbri R., Poggi E., Malizia M., Bolognesi C., Perrone E., Gollo E., Cossa G. P., 2007. A Biomonitoring Study Assessing the Residual Biological Effects of Pollution Caused by the HAVEN Wreck on Marine Organisms in the Ligurian Sea (Italy). Arch Environ Contam Toxicol 53: 607–616.
Zorita I., Ortiz-Zarragoitia M., Apraiz I., Cancio I., Orbea A., Soto M., Marigómez I., Cajaraville M.P., 2008. Assessment of biological effects of environmental pollution along the NW Mediterranean Sea using red mullets as sentinel organisms. Environmental Pollution 153: 157-168.
Insufficiente copertura spaziale dei dati di bioaccumulo (soprattutto nei molluschi e nei crostacei) e dei dati di biomarker al fine di poter esprimere un giudizio in merito al raggiungimento del GES; difficoltà nel reperire in tempo utile i dati dei monitoraggi effettuati dalle agenzie regionali costiere che occorrono per una valutazione completa dello stato di qualità dell’ambiente marino della sottoregione in esame.
Azioni correttive in merito alla maggior copertura spaziale dei dati di bioaccumulo e biomarker. Per i contaminanti la copertura spaziale sarà implementata e ricalcolata una volta inclusi i dati delle ARPA.
Giudizio da completare con l’elaborazione della relazione tra contaminazione ambientale ed effetti biologici sugli organismi ivi presenti.
Qualificazione dati
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Istituti Zooprofilattici Sperimentali (II.ZZ.SS.)
Monitoraggio Direttiva Quadro sulla Strategia Marina 2008/56/CE (MSFD) - Sistema Informativo Centralizzato (SIC): https://strategiamarina.isprambiente.it/sic-sistema-informativo-centralizzato/
Mar Mediterraneo Occidentale (MWE)
2024
Qualificazione indicatore
L’indicatore è stato elaborato secondo le indicazioni contenute nella Decisione 2017/848 per il Descrittore 8 della Strategia Marina.
Su tutti i dati del 2024, raccolti dal monitoraggio ISPRA e dai monitoraggi degli IZS, è stata effettuata una verifica di conformità rispetto ai requisiti della Direttiva 90/2009/EC e i dati risultati conformi sono stati elaborati e indicizzati.
Al fine di valutare lo stato ambientale a partire dalla concentrazione dei contaminanti è stato elaborato un indice, basato sul confronto con i valori di riferimento riportati nella normativa nazionale/internazionale (Direttiva 2008/105/CE, Direttiva 2013/39/UE, D.Lgs. 219/2010, D.Lgs. 172/2015). Tale indice è costruito sugli scarti tra i singoli valori di concentrazione e i rispettivi standard di qualità ambientale (SQA), pesati per un opportuno coefficiente di pericolosità/priorità, che permette di dare un peso diverso alle sostanze prioritarie e pericolose, solo pericolose, oppure né prioritarie né pericolose. Si tratta di un indice centrato in zero, valore assunto se la concentrazione del contaminante è uguale a quella dello SQA. I valori superiori a zero, quindi, indicano un superamento del limite di legge, che poi può essere amplificato o meno dal coefficiente di pericolosità.
L‘Indice di Qualità Chimico (CQI) prevede livelli successivi di integrazione.
L’indice singolo così costruito è la base per la realizzazione di un indice di categoria, che permette di valutare ogni categoria di contaminanti nel suo complesso. Tale indice di categoria, dato dal valore massimo dei singoli indici determinati per ogni contaminante, è ancora un indice adimensionale e risulta applicabile a ciascuna delle matrici considerate (sedimento e biota).
In base a quanto l’indice di categoria si discosta dallo zero, sono state stabilite delle classi di qualità chimica che vanno da GOOD (scostamenti assenti o entro range di tolleranza) a BAD (scostamento anche di un solo parametro di almeno un ordine di grandezza rispetto al valore di SQA), con MODERATE e POOR come classi intermedie. Il successivo livello di integrazione è il livello di matrice: per ciascun punto di monitoraggio vengono integrati gli indici di tutte le categorie per ottenere un giudizio integrato di qualità chimica per la matrice in quel punto (Maggi et al., 2022).
Per quanto riguarda la valutazione degli effetti dei contaminanti sul biota, in linea con le decisioni prese in ambito ICES e UNEP, sono state stabilite delle soglie per M. barbatus (Italian Background Assessment Criteria IT-BAC e Threshold of Biological Relevance TBR) valide a livello nazionale, sulla base delle quali è stato definito un criterio di valutazione dei risultati ottenuti, utilizzando un indice ponderato (Moltedo et al., 2025). Tali soglie nazionali sono preliminari e saranno oggetto di costanti aggiornamenti, sulla base dei risultati del monitoraggio che verrà svolto negli anni successivi.
L’indice ponderato CBEI, sviluppato da ISPRA, ha permesso di esprimere un “giudizio integrato” sugli effetti biologici dei contaminanti. L’indice è basato sul confronto tra i valori dei biomarker misurati in ciascun punto monitorato e i valori soglia definiti, tenendo in considerazione la grandezza e la diversa “rilevanza biologica” di tale scostamento, oltre al diverso “peso” che ha ciascuna risposta biologica. Tale indice, calcolato integrando i risultati di tutti i biomarker misurati in ciascun sito, può avere un valore minimo pari a “zero” (nel caso in cui i valori medi di tutti i biomarker analizzati risultino uguali o inferiori ai valori soglia) e un valore massimo pari a “14” (nel caso in cui i valori medi di tutti i 4 biomarker analizzati siano di molto superiori ai valori soglia). Successivamente, in base al confronto del valore di CBEI con delle “soglie di giudizio”, a ciascun sito viene assegnato un giudizio da “GOOD” a “BAD”.
Al fine di rappresentare spazialmente gli indici e i giudizi associati a tutti i punti di monitoraggio, ogni MRU è stata suddivisa in GRID con celle di dimensioni specifiche per ogni matrice. Tutti gli indici dei punti che ricadono nella medesima cella, vengono elaborati in modo da ottenere una cella con un giudizio integrato a livello di matrice.
Si può esprimere un giudizio solo in presenza di una copertura spaziale della MRU sufficiente, pari almeno al 50% delle celle totali. In aggiunta, la condizione di GES si raggiunge quando almeno il 60% della superficie coperta da dati è classificata in GOOD e la componente NO GOOD (giudizi POOR + BAD) non supera il 25%.
Per la matrice biota (bioaccumulo) si è scelto di utilizzare specie target analoghe a quelle scelte negli anni precedenti in quanto uniformi tra le MRU (triglia, merluzzo e crostaceo o mitile) in modo da ottenere dati confrontabili.
Per la valutazione degli effetti (biomarker) si è scelto di utilizzare la specie target M. barbatus (triglia di fango) analoga a quella utilizzata negli anni precedenti, in modo da ottenere dati confrontabili tra i diversi anni. Tale specie target, essendo bentonica, permette di valutare gli effetti generati dai contaminanti presenti nei sedimenti.
Per valutare gli impatti sulla salute umana sono stati considerati i tenori massimi riportati nel Regolamento UE 2023/915, mediante i quali si è valutato se i contaminanti presenti nei prodotti ittici siano compatibili con il consumo umano. Anche in questo caso, la valutazione del GES per la sottoregione viene espressa solo se i dati consentono una copertura della MRU pari ad almeno il 50% delle celle totali. Inoltre, si considera che, qualora la percentuale di individui con valori inferiori ai limiti normativi risulti superiore al 70%, allora è possibile affermare che la MRU è in GES.
Nel caso del biota, sebbene la copertura dei dati non consenta di dare un giudizio sullo stato di qualità della sottoregione Mar Mediterraneo Occidentale (MWE), è evidente che la percentuale di celle in stato non buono stato è elevata per i Demersal Fish (Tabella 1), essenzialmente a causa del contributo del mercurio, che supera molto spesso lo SQA fissato dal D.Lgs. 172/2015. In ogni caso i valori riscontrati, se confrontati con i limiti sanciti dal Regolamento (UE) 2023/915 per l'edibilità, risultano conformi nella quasi totalità dei casi (Tabella 3).
Anche la valutazione degli effetti presenta risultati confortanti.Sebbene infatti, anche per questo parametro la copertura dei dati non consenta di dare un giudizio sullo stato di qualità, per quanto riguarda l’indice integrato degli effetti dei contaminanti su M. barbatus, la percentuale di celle in buono stato (“good”) nella MRU MWE è pari al 71% delle celle campionate (Tabella 4).
Per la matrice sedimento, la percentuale maggiore di celle risulta in classe “moderate” con un valore pari al 67%, mentre la percentuale di celle in “good” risulta essere intorno al 40% (Tabella 5).
Rispetto ai dati raccolti nel 2021, il trend del bioaccumulo risulta stabile.
Per molluschi e crostacei, nei quali vengono determinati gli IPA, le Diossine e i PCB, analogamente al 2021 lo stato è buono in tutte le celle indagate (Figura 2); per i pesci, la maggioranza delle celle monitorate è in stato non buono, a causa del bioaccumulo di mercurio, ricalcando quanto emerso dai dati del 2021 (Figura 1).
Dal punto di vista dei limiti sanitari (Regolamento UE 915/2023) e, dunque, per il Descrittore 9 della Strategia Marina, la tendenza è stabile rispetto al 2021 per tutti i parametri. Benché anche in questo caso i dati non garantiscano una copertura della maggior parte della sottoregione, le celle sono in stato buono. Sia nel 2024 sia nel 2021 sono stati registrati pochissimi superamenti per gli IPA e il mercurio (percentuale di campioni conformi oltre il 95% nel 2024).
In maniera analoga, per quanto riguarda la valutazione degli effetti nel Mar Tirreno (MWE), sebbene l’indicatore sia ancora in fase di test e sebbene non sia stata raggiunta la copertura necessaria per poter esprimere un giudizio, tra il 2021 e il 2024 si osserva il permanere di uno stato buono, dato da una percentuale di celle campionate in GOOD > 60% e di celle in NO GOOD < 25% in entrambi gli anni considerati (Figura 6).
Per i sedimenti, i dati raccolti nel 2024 mostrano la stessa distribuzione spaziale del 2021, raggiungendo la medesima copertura, pari al 50%. Il giudizio parziale nella sottoregione MWE, in quanto in attesa dei dati delle Agenzie regionali, mostra una situazione in stato non buono, con un peggioramento rispetto a quanto registrato nel 2021 (Figura 7). I superamenti registrati sono collegati ad alcuni metalli e ai TBT.
Dati
Tabella 1: Copertura spaziale e valutazione del bioaccumulo nei pesci demersali, dati 2024(MSFD D8C1)
ISPRA
Tabella 2: Copertura spaziale e valutazione del bioaccumulo in molluschi e crostacei, dati 2024 (MSFD D8C1)
ISPRA
Tabella 3: Copertura spaziale e valutazione secondo i limiti sanitari del Reg. (UE) 2023/915, dati 2024 (MSFD D9)
ISPRA
Tabella 4: Statistiche Copertura e valutazione effetti nella sottoregione MWE (MSFD 2024 D8C2)
ISPRA
*Celle campionabili (biologia specie): aree prof<300 m.
**Copertura: num celle campionate/celle campionabili.
Tabella 5: Copertura spaziale e valutazione per la matrice sedimento, dati 2024 (MSFD D8C1)
ISPRA
Non avendo ancora a disposizione tutti i dati a livello regionale, i dati provenienti dai monitoraggi effettuati dalle ARPA nel 2024 non sono stati inclusi nella presente valutazione, ma saranno integrati nei prossimi aggiornamenti della Banca Dati Indicatori Ambientali. I dati raccolti da ISPRA e dagli Istituti Zooprofilattici nel 2024 sono stati confrontati con quelli raccolti nelle campagne effettuate nel 2021, anno nel quale è stato condotto il monitoraggio della medesima sottoregione.
Considerando la matrice biota, non si è raggiunta una copertura spaziale superiore al 50% dell’area della sottoregione (Tabella 1), necessaria per esprimere una valutazione sul GES. Si prevede comunque che la copertura per il 2024 migliorerà includendo nella valutazione i dati raccolti dalle ARPA. Per la matrice Demersal fish (Figura 1a), lo stato è non buono per la maggior parte delle celle coperte da dati, a causa della contaminazione da mercurio spesso oltre lo SQA fissato dal D.Lgs. 172/2015. Tuttavia, come già detto, i livelli di mercurio nel biota sono al di sotto dei valori soglia per la protezione della salute umana secondo quanto stabilito dal Regolamento UE 2023/915.
Dal confronto con i dati raccolti nel 2021 nella stessa sottoregione (Figura 1b), emerge un trend stabile. Per i molluschi e i crostacei, dove la valutazione si basa sul bioaccumulo di IPA, Diossine e PCB, si può notare come tutte le celle indagate risultino in stato buono (Tabella 2, Figura 2a), analogamente a quanto registrato nel 2021 (Figura 2b).
Dal punto di vista della conformità al Regolamento (UE) 2023/915, che sancisce i tenori massimi di contaminanti nei prodotti della pesca destinati al consumo umano, malgrado la copertura spaziale non sufficiente, i dati raccolti nel 2024 confermano uno stato buono (Tabella 3), come già emerso nel 2021. Sia nel 2024 sia nel 2021 sono stati registrati pochissimi superamenti per gli IPA e il mercurio (percentuale di campioni conformi oltre il 95% nel 2024). Dalla Figura 3, in cui si mostrano le mappe del giudizio di qualità per il mercurio, si evince che tutte le celle monitorate nel 2024 sono in stato buono. Nel 2024 sono stati monitorati anche i quattro PFAS (PFOS, PFOA, PFNA, PFHxS) per i quali il Regolamento (UE) 2023/915 ha introdotto i tenori massimi a partire dal 2023. Per questi contaminanti, tutte le celle risultano in stato buono sia per il muscolo di pesce (Figura 4), sia per molluschi e crostacei (Figura 5), ad eccezione di una cella che presenta un superamento del tenore massimo da parte del PFNA.
Per quanto riguarda la valutazione degli effetti misurata in M. barbatus, sebbene la copertura spaziale (< 50%) non permetta di esprimere un giudizio ai fini del raggiungimento del GES, si osserva un’alta percentuale di celle in GOOD (71%) (Tabella 4, Figura 6). Le uniche criticità rilevate sono state riscontrate in 2 aree (celle). In particolare, nei pesci campionati nell’area localizzata nel Tirreno centrale (cella arancione) si osservano lievi alterazioni in diversi parametri i quali, nell’insieme, evidenziano un “moderato” livello di stress. Nei pesci campionati nell’area situata in Tirreno settentrionale (cella rossa) si rileva, invece, una marcata alterazione dello stato fisiologico, con valori medi di LMS-ESO (pari a 15,11±7,44 min) che evidenziano un effetto tossico “biologicamente rilevante” (superamento della soglia TBR) e che sono confrontabili con quelli misurati in organismi di questa specie provenienti da aree particolarmente impattate (Viarengo et al., 2007; Zorita et al., 2008). Inoltre, nei pesci di questa area, si notano anche effetti di genotossicità e di neurotossicità, che evidenziano uno stato di salute complessivo “non buono” di questi organismi. Ulteriori approfondimenti futuri permetteranno di individuarne le possibili cause.
Per la matrice sedimento, si ha una copertura spaziale del 50% e le celle coperte risultano nel 2024 principalmente in classe “moderate” (Tabella 5, Figura 7a), in quanto hanno registrato alcuni superamenti degli standard di qualità ambientale stabiliti dal D.Lgs. 172/2015. Tali superamenti si riscontrano essenzialmente nelle zone più prossime alla costa e nella Sardegna occidentale. Tuttavia, si registra una sola cella con giudizio POOR.
Risalendo alle categorie di contaminanti che maggiormente hanno influenzato la presenza di celle in stato non buono, si evidenzia che i superamenti sono legati essenzialmente a metalli e TBT.
Rispetto al 2021 (Figura 7 b), si osserva un lieve peggioramento dello stato dell’ambiente per questa matrice, da verificare con l’integrazione dei dati delle agenzie regionali.