Antonio Caputo, Daniela Romano
L'indicatore riguarda le emissioni in atmosfera di anidride solforosa (SO2) all'origine dei processi di acidificazione. Le emissioni di anidride solforosa provengono fondamentalmente dai processi energetici. Nel 2024 tali processi hanno contribuito per il 90,2% alle emissioni complessive di anidride solforosa. Le emissioni di anidride solforosa hanno origine essenzialmente dall'utilizzo dei combustibili fossili (impianti per la produzione di energia, riscaldamento domestico e trasporti); esse possono essere ridotte migliorando la qualità dei combustibili e/o attraverso il trattamento degli effluenti gassosi del processo. La diminuzione delle emissioni di anidride solforosa da processi energetici (-96,3% nel 2024 rispetto al 1990 e -98,1% rispetto al 1980), dovuta all’utilizzo di combustibili con minore tenore di zolfo e l’utilizzo di sistemi di abbattimento delle emissioni, ha finora garantito il rispetto dei protocolli internazionali in materia di acidificazione. Le emissioni di anidride solforosa complessive del 2024 sono inferiori dell’82,9% rispetto al 2005.
L'indicatore riguarda le emissioni in atmosfera di anidride solforosa (SO2) all'origine dei processi di acidificazione. Le emissioni di anidride solforosa provengono essenzialmente dall'utilizzo dei combustibili fossili (impianti per la produzione di energia, riscaldamento domestico e trasporti); esse possono essere ridotte migliorando la qualità dei combustibili e/o attraverso il trattamento degli effluenti gassosi del processo.
Valutare il ruolo dei processi energetici rispetto alle emissioni di anidride solforosa, al fine di diminuire il contributo dell'uso dell'energia all'inquinamento atmosferico.
La Direttiva 2001/81/CE (Direttiva NEC), recepita in Italia dal D.Lgs. n. 171/2004, aveva fissato il tetto massimo delle emissioni nazionali di SO2 a 475 kt a partire dal 2010. Tale norma trasponeva a livello comunitario il Protocollo di Göteborg del 1999 per il contrasto ad acidificazione, eutrofizzazione e ozono troposferico.
Questo assetto è stato superato dalla Direttiva (UE) 2016/2284, recepita con il D.Lgs. n. 81 del 2018 (i cui allegati tecnici sono stati da ultimo aggiornati dal D.M. 11 novembre 2024). La nuova disciplina non esprime più gli obiettivi in valore assoluto, bensì in percentuali di riduzione rispetto ai livelli del 2005: per il biossido di zolfo è prevista una riduzione del 35% per il periodo 2020-2029 e del 71% a partire dal 2030.
Il resto del quadro normativo storico, che comprendeva discipline frammentate su combustibili e impianti, è stato interamente riorganizzato e assorbito dalle seguenti normative vigenti:
- Disciplina degli impianti industriali e delle raffinerie: I vecchi limiti e le procedure autorizzative fissati dal D.P.R. 203/1988 e dal D.M. 12 luglio 1990 sono stati interamente abrogati e confluiti nella Parte Quinta del D.Lgs. n. 152/2006 (Testo Unico Ambientale).
- Contenuto di zolfo nei combustibili liquidi: Le restrizioni originariamente introdotte dalla Direttiva 75/716/CEE sono oggi normate dalla Direttiva (UE) 2016/802 e integrate all'interno del Titolo III della Parte Quinta del D.Lgs. 152/2006.
- Grandi Impianti di Combustione (GIC): La Direttiva 88/609/CEE (recepita con D.M. 8 maggio 1989) è stata superata dalla Direttiva Emissioni Industriali (IED). Il settore è oggi governato dalla Nuova Direttiva IED (Direttiva UE 2024/1785), che introduce limiti ancora più stringenti basati sulle ultime tecnologie disponibili (BAT).
ISPRA,Quality Assurance/Quality Control (QA/QC) Plan for the Italian Emission Inventory. Edizioni annuali. https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/
ISPRA, Informative Inventory Report (IIR). Edizioni annuali. https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/
La rilevanza dell'indicatore si riduce passando dal livello nazionale a quello locale, per effetto della distribuzione non uniforme della produzione e del consumo di energia sul territorio nazionale.
ISPRA
ISPRA, Informative Inventory Report 2026. Edizioni annuali. https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/
Nazionale
1980-2024
Stima effettuata nell'ambito della predisposizione dell'inventario nazionale delle emissioni.
Recepita in Italia con il D.Lgs. n. 81/2018, la Direttiva (UE) 2016/2284 (Direttiva NEC) definisce i nuovi obiettivi nazionali di riduzione degli inquinanti atmosferici. La principale novità interessa l'anidride solforosa (SO₂): i vecchi limiti espressi in valore assoluto cedono il passo a percentuali di riduzione vincolanti, calcolate prendendo il 2005 come anno di riferimento.
Per l'Italia, questa traiettoria si traduce in tetti emissivi specifici e progressivi:
- Target per il periodo 2020-2029 (Riduzione del 35%): Il limite massimo nazionale per qualsiasi anno del decennio è fissato a 267,16 kt.
- Target a partire dal 2030 (Riduzione del 71%): Il limite massimo consentito scende a 119,20 kt.
I dati ufficiali di monitoraggio confermano che, grazie alla accelerata decarbonizzazione del comparto termoelettrico e ai severi limiti sui combustibili, il traguardo del 2030 (119,20 kt) è già stato strutturalmente raggiunto e superato in anticipo rispetto alla scadenza formale.
Nel 2024, il settore energetico è responsabile dell’emissione in atmosfera di 63,2kt di SO2, pari al 90,2% del totale nazionale (Tabella 1), e registrando una riduzione del 84% rispetto al 2005, ha contribuito quindi in modo decisivo al raggiungimento dell'obiettivo prefissato.
La diminuzione delle emissioni di anidride solforosa da processi energetici (-96,1% nel 2023 rispetto al 1990 e -98,1% rispetto al 1980), dovuta all’utilizzo di combustibili e carburanti più puliti, ha finora garantito il rispetto dei protocolli internazionali in materia di acidificazione.
| Allegati |
|---|
Titolo
Tabella 1: Emissioni SO2 complessive e processi energetici Fonte
ISPRA |
I processi energetici costituiscono la fonte predominante delle emissioni nazionali di anidride solforosa (SO₂), con una quota che nel 2024 ha toccato il 90,2% del totale complessivo. L'efficacia delle politiche ambientali e tecnologiche degli ultimi decenni è chiaramente testimoniata dal progressivo declino dell'impatto di questo comparto, il cui contributo relativo è sceso dal 98,6% del 1997 al 90,2% del 2024. Questa contrazione strutturale è stata determinata principalmente sia dalla qualità dei combustibili, con la riduzione del tenore di zolfo, che dall’innovazione tecnologica (Tabella 1 e Figura 1). Occorre precisare che per garantire la consistenza e la comparabilità dell’inventario, l’aggiornamento annuale delle emissioni comporta la revisione dell’intera serie storica sulla base delle informazioni disponibili e dei più recenti sviluppi metodologici.