EMISSIONI DI ANIDRIDE SOLFOROSA COMPLESSIVE E DA PROCESSI ENERGETICI

Data aggiornamento scheda
Autori

Antonio Caputo, Francesca Palomba

Abstract

L'indicatore riguarda le emissioni in atmosfera di anidride solforosa (SO2) all'origine dei processi di acidificazione. Le emissioni di anidride solforosa provengono fondamentalmente dai processi energetici. Nel 2023 tali processi hanno contribuito per il 92,1% alle emissioni complessive di anidride solforosa. Le emissioni di anidride solforosa hanno origine essenzialmente dall'utilizzo dei combustibili fossili (impianti per la produzione di energia, riscaldamento domestico e trasporti); esse possono essere ridotte migliorando la qualità dei combustibili e/o attraverso il trattamento degli effluenti gassosi del processo. La diminuzione delle emissioni di anidride solforosa da processi energetici (-96,1% nel 2023 rispetto al 1990 e -98,1% rispetto al 1980), dovuta all’utilizzo di combustibili con minore tenore di zolfo e l’utilizzo di sistemi di abbattimento delle emissioni, ha finora garantito il rispetto dei protocolli internazionali in materia di acidificazione. Le emissioni di anidride solforosa complessive del 2023 sono inferiori dell’82,5% rispetto al 2005.

Descrizione

L'indicatore riguarda le emissioni in atmosfera di anidride solforosa (SO2) all'origine dei processi di acidificazione. Le emissioni di anidride solforosa provengono essenzialmente dall'utilizzo dei combustibili fossili (impianti per la produzione di energia, riscaldamento domestico e trasporti); esse possono essere ridotte migliorando la qualità dei combustibili e/o attraverso il trattamento degli effluenti gassosi del processo.

Scopo

Valutare il ruolo dei processi energetici rispetto alle emissioni di anidride solforosa, al fine di diminuire il contributo dell'uso dell'energia all'inquinamento atmosferico.

Rilevanza
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
È semplice, facile da interpretare.
È sensibile ai cambiamenti che si verificano nell'ambiente e/o nelle attività umane
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
Fornisce una base per confronti internazionali.
It has a threshold or reference value against which it can be compared.
Solidità
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Misurabilità (dati)
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Principali riferimenti normativi e obiettivi

La Direttiva 2001/81/CE, recepita in Italia dal Decreto legislativo n. 171 del 2004, ha fissato il tetto delle emissioni nazionali di SO2 da raggiungere entro il 2010 e negli anni successivi a 475 kt. La Direttiva costituisce la trasposizione a livello comunitario del Protocollo di Göteborg del 1999 per combattere l’acidificazione, l’eutrofizzazione e l’ozono troposferico. La Direttiva 2001/81/CE è stata abrogata dalla Direttiva (UE) 2016/2284, recepita in Italia con il D.Lgs. n. 81 del 2018, che ha fissato nuovi impegni di riduzione per le emissioni nazionali di SO2. A differenza della normativa previgente, l’obiettivo non è più espresso in valore assoluto, ma come percentuale di riduzione del 35% rispetto al livello di emissione registrato nel 2005, per qualsiasi anno dal 2020 al 2029 e come percentuale di riduzione del 71% rispetto al 2005, a partire dal 2030.

Altre principali direttive europee e normative nazionali sono:

Direttiva 75/716/CEE (CE, 1975) che introduce vincoli più restrittivi sul contenuto di zolfo nei combustibili liquidi.

Direttiva 88/609/CEE (CE, 1988) che riguarda la limitazione degli inquinanti specifici provenienti dai grandi impianti di combustione e è stata recepita in Italia con Decreto Ministeriale dell'8 maggio 1989.

D.P.R. 203/1988 (Decreto del Presidente della Repubblica, 24 maggio 1988) che disciplina le autorizzazioni degli impianti industriali, introducendo norme tecniche e limiti alle emissioni.

Decreto Ministeriale del 12 luglio 1990 che introduce limiti di emissione per gli impianti industriali e raffinerie.

 

DPSIR
Pressione
Tipologia indicatore
Descrittivo (A)
Performance (B)
Riferimenti bibliografici

ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Quality Assurance/Quality Control (QA/QC) Plan for the Italian Emission Inventory. Edizioni annuali. Disponibile all’indirizzo: https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/

ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Informative Inventory Report (IIR). Edizioni annuali.                                                                       Disponibile all’indirizzo: https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/

 

Limitazioni

La rilevanza dell'indicatore si riduce passando dal livello nazionale a quello locale, per effetto della distribuzione non uniforme della produzione e del consumo di energia sul territorio nazionale.

Fonte dei dati

ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Frequenza di rilevazione dei dati
Annuale
Accessibilità dei dati di base

ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Informative Inventory Report (IIR). Edizioni annuali.
Disponibile all’indirizzo: https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/

Copertura spaziale

Nazionale

Copertura temporale

1980-2023

Descrizione della metodologia di elaborazione

Stima effettuata nell'ambito della predisposizione dell'inventario nazionale delle emissioni. Per calcolare i dati anche a livello regionale e provinciale, occorre stimare alcune informazioni, in assenza di specifici rilevamenti statistici.

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Qualità dell'informazione

Le stime sono calcolate in conformità alle caratteristiche di trasparenza, accuratezza, consistenza, comparabilità, completezza richieste dalla metodologia di riferimento per la realizzazione dell’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera. Sono disponibili dati a livello nazionale.

Stato
Buono
Trend
Positivo
Valutazione/descrizione dello stato

La Direttiva NEC (2016/2284) ha stabilito per le emissioni nazionali di anidride solforosa gli obiettivi di riduzione per qualsiasi anno dal 2020 al 2029 e per qualsiasi anno a partire dal 2030. In particolare, per l’Italia l’obiettivo al 2023 è pari a 267,16 kt di emissioni nazionali di anidride solforosa (calcolate come riduzione del 35% di emissioni rispetto al 2005). L’obiettivo al 2030 è pari a 119,20 kt di emissioni nazionali di anidride solforosa (calcolate come riduzione del 71% di emissioni rispetto al 2005) ed è stato già raggiunto. 

Nel 2023, il settore energetico è responsabile dell’emissione in atmosfera di 66,1kt di SO2, pari al 92,1% del totale nazionale (Tabella 1), e registrando una riduzione del 83,3% rispetto al 2005, ha contribuito quindi in modo decisivo al raggiungimento dell'obiettivo prefissato.

Valutazione/descrizione del trend

La diminuzione delle emissioni di anidride solforosa da processi energetici (-96,1% nel 2023 rispetto al 1990 e -98,1% rispetto al 1980), dovuta all’utilizzo di combustibili e carburanti più puliti, ha finora garantito il rispetto dei protocolli internazionali in materia di acidificazione.

Commenti

Le emissioni di anidride solforosa provengono fondamentalmente dai processi energetici. Nel 2023 tali processi hanno contribuito per il 92,1% alle emissioni complessive di anidride solforosa. La diminuzione del tenore di zolfo nei combustibili utilizzati nei processi energetici e l’utilizzo di più adeguati sistemi di abbattimento delle emissioni si evidenzia dal declino del contributo relativo di tali processi alle emissioni di anidride solforosa, che passa dal 98,6% del 1997 al 92,1% del 2023 (Tabella 1 e Figura 1). Occorre precisare che per garantire la consistenza e la comparabilità dell’inventario, l’aggiornamento annuale delle emissioni comporta la revisione dell’intera serie storica sulla base delle informazioni disponibili e dei più recenti sviluppi metodologici.

Dati
Allegati
Titolo

Tabella 1: Emissioni di anidride solforosa complessive e da processi energetici (a)

Fonte

ISPRA

Legenda

(a) Escluse le emissioni di origine naturali (vulcani)

Thumbnail
Titolo

Figura 1: Emissioni di anidride solforosa complessive e da processi energetici (a)

Fonte

ISPRA

Legenda

(a) Escluse le emissioni di origine naturali (vulcani)