EMISSIONI DI PARTICOLATO (PM10): TREND E DISAGGREGAZIONE SETTORIALE

Data aggiornamento scheda
Autori

Marina Vitullo

Abstract

L'indicatore rappresenta l'andamento delle emissioni nazionali di particolato (PM10) per settore di provenienza dal 1990 al 2024, evidenziando a livello totale una marcata riduzione negli anni (-48,3%). Il settore del trasporto stradale, che contribuisce alle emissioni totali con una quota emissiva del 10,7% nel 2024, presenta una riduzione nell’intero periodo pari al 67,7%. Le emissioni provenienti dalla combustione non industriale, nel medesimo periodo, crescono del 5,2%, rappresentando nel 2024 il settore più importante con il 39,6% di peso sulle emissioni totali.

Descrizione

Le polveri di dimensione inferiore a 10 µm hanno origine sia naturale sia antropica. L'origine naturale è da ricondurre all'erosione dei suoli, all'aerosol marino, alla produzione di aerosol biogenico (frammenti vegetali, pollini, spore), alle emissioni vulcaniche e al trasporto a lunga distanza di sabbia. Una parte consistente delle polveri presenti in atmosfera ha origine secondaria, ed è dovuta alla reazione di composti gassosi quali ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ammoniaca e composti organici. Inoltre, tra i costituenti delle polveri rientrano composti quali idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti. Le polveri, soprattutto nella loro frazione dimensionale minore, hanno una notevole rilevanza sanitaria per l'alta capacità di penetrazione nelle vie respiratorie. Le stime effettuate sono relative solo alle emissioni di origine primaria, mentre non sono calcolate quelle di origine secondaria, così come quelle dovute alla risospensione delle polveri depositatesi al suolo.

Scopo

Valutare l’andamento nel tempo delle emissioni di PM10 (polveri di dimensioni inferiori a 10 µm) disaggregate per settore, rilevanti per il monitoraggio dell'efficacia delle normative di riduzione delle emissioni con particolare attenzione alle aree urbane.

Rilevanza
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
È semplice, facile da interpretare.
È sensibile ai cambiamenti che si verificano nell'ambiente e/o nelle attività umane
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
Fornisce una base per confronti internazionali.
Solidità
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Misurabilità (dati)
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Principali riferimenti normativi e obiettivi

Convention on Long-Range Transboundary Air Pollution (CLRTAP, 1979) DPR 203/88 DM 12 luglio 1990 D.Lgs. n. 152/2006 D.Lgs. n. 128/2010 D.Lgs. n. 46/2014 Direttiva (UE) 2015/2193 Direttiva 2010/75/UE Regolamento CE 715/2007 Regolamento CE 595/2009 Come Parte della Convenzione UNECE sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a lungo raggio (CLRTAP), l’Italia è tenuta all’aggiornamento e alla comunicazione annuale dell’inventario nazionale delle emissioni inquinanti in atmosfera, che contempla, tra i vari inquinanti, anche il PM10. Nell’ambito dei settori dell’energia e dell’industria, il DPR 203/88 stabilisce le norme per l'autorizzazione degli impianti e il DM del 12 luglio 1990 introduce limiti di emissione degli stabilimenti. La normativa nazionale di riferimento per la tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera è il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (“Norme in materia ambientale”, parte quinta). Il Decreto è stato successivamente aggiornato dal D.Lgs.128/2010 e ha subito ulteriori modifiche a seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46. Numerose normative limitano le emissioni di polveri in determinati settori, in particolare nei trasporti stradali e nell'industria. Per quanto riguarda le sorgenti stazionarie, la Direttiva 2010/75/UE indica i valori limite di emissione di particolato per combustibili solidi, liquidi e gassosi nei grandi impianti di combustione. Per gli impianti di combustione medi, la Direttiva (UE) 2015/2193 stabilisce norme anche per il controllo delle emissioni nell'aria di polveri, al fine di ridurre i rischi potenziali per la salute umana e per l'ambiente. Per le sorgenti mobili, i provvedimenti più recenti in merito alle emissioni di materiale particolato derivano dal Regolamento CE 715/2007 relativo all'omologazione dei veicoli a motore riguardo alle emissioni dai veicoli passeggeri e commerciali leggeri (Euro 5 ed Euro 6) e dal Regolamento CE 595/2009 relativo all'omologazione dei veicoli a motore e dei motori riguardo alle emissioni dei veicoli pesanti (Euro VI).

DPSIR
Pressione
Tipologia indicatore
Descrittivo (A)
Riferimenti bibliografici

ISPRA, 2026. Italian Emission Inventory 1990-2024. Informative Inventory Report 2026. (https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/italian-emission-inventory-1990-2024-informative-inventory-report-2026 ). 

Fonte dei dati

ISPRA

Frequenza di rilevazione dei dati
Annuale
Accessibilità dei dati di base

Utilizzati i dati ISPRA dell’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera (https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/ ).

Copertura spaziale

Nazionale, Regionale

Copertura temporale

1990-2024

Core SET
EEA - Set of Indicators
7° Programma di azione per l’Ambiente Europeo (7° EAP) - Dati sull’ambiente
Descrizione della metodologia di elaborazione

Stima calcolata nell'ambito della realizzazione dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera. Per gli inquinanti atmosferici la metodologia utilizzata è quella indicata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (EMEP/EEA air pollutant emission inventory guidebook 2023). Per la descrizione della metodologia di stima si fa riferimento all'Informative Inventory Report – IIR (https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/; https://www.ceip.at/status-of-reporting-and-review-results/2026-submission

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Qualità dell'informazione

I dati di emissione riportati costituiscono la fonte ufficiale di riferimento per la verifica degli impegni assunti a livello internazionale, in ragione del ruolo di ISPRA come responsabile della realizzazione annuale dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera. Le stime dei dati sono calcolate in conformità alle caratteristiche di trasparenza, accuratezza, consistenza, comparabilità e completezza richieste dalla metodologia di riferimento. Un ulteriore miglioramento potrà derivare dall'individuazione di potenziali sorgenti emissive al momento non incluse nella metodologia di stima.

Stato
Buono
Trend
Positivo
Valutazione/descrizione dello stato

I livelli di emissione del PM10 sono pari nel 2024 a circa 180 kt riducendosi del 2,3% rispetto al 2023. Tale diminuzione è dovuta principalmente alle emissioni provenienti dalla combustione non industriale che contribuiscono al 40% circa delle emissioni di PM10 e che decrescono del 5%, grazie anche alle favorevoli condizioni climatiche. (Tabella 1).

Valutazione/descrizione del trend

Le emissioni nazionali di PM10 si riducono nel periodo 1990-2024 del 48,3% delineando un andamento positivo dal punto di vista ambientale (Tabella 1). 

Commenti

Le emissioni nazionali vengono calcolate conformemente alla metodologia di stima adottata a livello europeo e riportata nell’EMEP/EEA Air pollutant emission inventory guidebook – 2023. Nei totali non vengono conteggiate le emissioni da sorgenti naturali (altre sorgenti di emissione e assorbimenti) conformemente alla classificazione adottata nella stima delle emissioni dell'inventario nazionale. Nel periodo 1990-2024, il settore del trasporto stradale presenta una decrescita pari al 67,7% e contribuisce alle emissioni totali con una quota emissiva dell’11% nel 2024. Le emissioni provenienti dalla combustione non industriale crescono del 5,2%, per l’aumento della combustione di legna per il riscaldamento residenziale, rappresentando nel 2024 il settore più importante con il 39,6% delle emissioni totali. Gli altri processi di combustione registrano rilevanti cali delle emissioni di particolato. In particolare, le emissioni derivanti dalla combustione per la produzione di energia e nell'industria di trasformazione decrescono del 99,2%, arrivando a rappresentare solo lo 0,2% delle emissioni totali nel 2024, contro una media di oltre il 12% fino al 1996. Le emissioni provenienti dai processi di combustione nell'industria scendono del 76,5%, raggiungendo un peso sul totale pari al 3,6% nel 2024. Le riduzioni riscontrate nei settori dell’energia e dell’industria sono principalmente dovute all’introduzione di due strumenti normativi: il DPR 203/88 che stabilisce le norme per l'autorizzazione degli impianti e il DM del 12 luglio 1990, che introduce limiti di emissione degli stabilimenti. Nel 2024 le emissioni dalle attività agricole, dai processi produttivi e dalle altre sorgenti mobili pesano rispettivamentel’11,3%, il 20,4% e il 4,8% sul totale, con diminuzioni dal 1990 rispettivamente pari a -37,3%, -47,6% e -72,4%. Le emissioni legate al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti, aumentano del 29,9% dal 1990, nel 2024 raggiungono una quota sul totale delle emissioni pari al 5,2% (Tabella 1, Figura 1).

Dati
Allegati
Titolo

Tabella 1: Emissioni nazionali di PM10 per settore di provenienza

Fonte

ISPRA

Legenda

A: Combustione energia e industria di trasformazione; B: Combustione non industriale; C: Combustione industriale; D: Processi produttivi; E: Estrazione distribuzione combustibili fossili/geotermia; F: Uso di solventi; G: Trasporti stradali; H: Altre sorgenti mobili; I: Trattamento smaltimento rifiuti; L: Agricoltura

Note

I valori di emissione sono stati aggiornati coerentemente con l'aggiornamento annuale dell'inventario nazionale delle emissioni.  

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Titolo

Figura 1: Emissioni nazionali di PM10 per settore di provenienza

Fonte

ISPRA

Note

I valori di emissione sono stati aggiornati coerentemente con l'aggiornamento annuale dell'inventario nazionale delle emissioni.