Descrizione 1
Cristina Frizza
Nel 2022 la spesa complessiva dell’economia italiana destinata alla protezione dell’ambiente ammonta a 51,4 miliardi di euro, pari al 2,6% del Prodotto interno lordo (PIL). Questo ultimo valore si mantiene sostanzialmente stabile nel periodo 2016–2022, segnalando una continuità negli investimenti dedicati alla salvaguardia ambientale. Le risorse sono impiegate principalmente per la gestione dei rifiuti e la gestione delle acque reflue, che rappresentano le due voci di spesa più rilevanti (rispettivamente 46% e 25%). A queste si affiancano, con peso minore ma comunque significativo, gli interventi di protezione e risanamento del suolo, delle acque sotterranee e superficiali, la tutela della biodiversità e del paesaggio, la protezione dell’aria e del clima, nonché le attività di abbattimento del rumore e delle vibrazioni (esclusi gli ambienti di lavoro). Completano il quadro le spese per ricerca e sviluppo ambientale e per altre attività di supporto, che contribuiscono alla diffusione di soluzioni innovative e sostenibili.
L’indicatore quantifica, per un’economia nel suo complesso e/o per i diversi operatori che vi appartengono, la quantità di risorse nazionali (al netto, cioè dei finanziamenti ricevuti dal resto del mondo) che viene spesa per la protezione dell’ambiente da parte di operatori residenti, indipendentemente dalla provenienza delle risorse stesse; ciascun operatore residente può spendere attingendo alle proprie risorse e/o a risorse ricevute da altri operatori residenti (risorse, ad esempio attraverso trasferimenti). La spesa nazionale per la protezione dell’ambiente è determinata al lordo degli ammortamenti. La spesa nazionale per la protezione dell'ambiente è l'indicatore principale derivato dal conto delle spese per la protezione dell'ambiente. Essa è definita come somma di: consumi finali di servizi di protezione dell'ambiente delle unità residenti; consumi intermedi di servizi di protezione dell'ambiente delle unità residenti con esclusione dei produttori specializzati; investimenti fissi lordi e acquisizioni meno cessioni di attività non finanziarie non prodotte per la realizzazione delle attività di protezione dell'ambiente; trasferimenti per la protezione dell'ambiente che non sono la contropartita dei precedenti aggregati, meno i finanziamenti da parte del resto del mondo.
Identificare e misurare le risposte dell'economia ai problemi ambientali attraverso l'offerta e la domanda di servizi di protezione ambientale. Gli indicatori del conto delle spese per la protezione dell'ambiente, delle ecoindustrie e del gettito delle imposte ambientali rendono esplicite le transazioni economiche di rilevanza ambientale che il corpo centrale dei conti nazionali non evidenzia.
Regolamento Delegato della Commissione (UE) n. 125/2022, che ha modificato il precedente Reg. UE 691/2011 sui conti economici e ambientali.
Descrizione 2
Environmental protection expenditure accounts Handbook — 2017 edition. Eurostat, Luxembourg (https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-manuals-and-guidelines/-/KS-GQ-17-004) - System of Environmental-Economic Accounting 2012 - Central Framework. United Nations, New York, 2014 (https://seea.un.org/content/seea-central-framework)
Qualificazione dati
Istat
Istat database - https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/dw/categories--> Conti nazionali --> Conti ambientali --> Spese per la protezione dell'ambiente
Nazionale
2016-2022
Qualificazione indicatore
La metodologia di elaborazione dell’indicatore è consultabile nel documento Environmental protection expenditure accounts Handbook — 2017 edition. Eurostat, Luxembourg (https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-manuals-and-guidelines/-/KS-GQ-17-004) Il conto delle spese per la protezione dell'ambiente presenta, in coerenza con la contabilità economica nazionale, dati sulle risorse economiche destinate alla protezione dell'ambiente dalle unità residenti. Si considerano le seguenti variabili: - produzione di servizi per la protezione dell'ambiente (distinta tra produzione market, produzione non market e produzione di attività ausiliarie); - consumo intermedio di servizi per la protezione dell’ambiente; - consumo intermedio di servizi per la protezione dell’ambiente ai fini della produzione di servizi per la protezione dell’ambiente; - importazioni ed esportazioni di servizi per la protezione dell'ambiente; - imposta sul valore aggiunto (IVA) e le altre imposte al netto dei sussidi ai prodotti che gravano sui servizi per la protezione dell'ambiente; - formazione lorda di capitale fisso e le acquisizioni meno le cessioni di attività non finanziarie non prodotte per la produzione di servizi di protezione dell'ambiente; - consumi finali di servizi per la protezione dell'ambiente; - trasferimenti destinati alla protezione dell'ambiente (ricevuti/pagati); disaggregate per tipologia di produttori/consumatori di servizi per la protezione dell'ambiente: - amministrazioni pubbliche (comprese le istituzioni senza fini di lucro al servizio delle famiglie) e le imprese in quanto settori istituzionali che producono servizi di protezione dell'ambiente; - famiglie, amministrazioni pubbliche e imprese in quanto consumatori di servizi di protezione dell'ambiente; - resto del mondo in quanto beneficiario o fonte di trasferimenti per la protezione dell'ambiente; e per classi, o raggruppamenti di classi, della classificazione delle attività per la protezione dell'ambiente (CEPA). La classificazione CEPA comprende: 1) protezione dell'aria e del clima; 2) gestione delle acque reflue; 3) gestione dei rifiuti; 4) protezione del suolo e delle acque del sottosuolo; 5) abbattimento del rumore e delle vibrazioni; 6) protezione della biodiversità e del paesaggio; 7) protezione dalle radiazioni; 8) ricerca e sviluppo per la protezione dell'ambiente; 9) altre attività di protezione dell'ambiente.
Nel 2022, il livello della spesa dell'economia italiana per la protezione dell'ambiente si attesta a 51,4 miliardi di euro, pari al 2,6% del Prodotto interno lordo (Tabella 1), sostanzialmente in linea con la media europea (2,1%).
Nel periodo 2016-2022, la spesa dell'economia italiana per la protezione dell'ambiente cresce in rapporto al PIL di solo 0,3 punti percentuali, delineando dunque nel complesso un trend pressoché stabile nel periodo considerato (Tabella 1).
Dati
Tabella 1: Spesa nazionale per la protezione dell'ambiente per settore istituzionale e per CEPA, e rapporto rispetto al Pil
Elaborazione ISPRA su dati Istat
ISP: istituzioni sociali private senza scopo di lucro al servizio delle famiglie; CEPA: Classificazione delle attività e delle spese per la protezione dell'ambiente
Nel 2022, la maggior parte della spesa nazionale per la protezione dell’ambiente è destinata alla gestione dei rifiuti e alla gestione delle acque reflue, che rappresentano rispettivamente il 46% e il 25% del totale (Figura 1). Queste due voci costituiscono i principali ambiti di intervento, a testimonianza del ruolo centrale della gestione sostenibile delle risorse e dei servizi ambientali di base. Le restanti spese si distribuiscono tra altre finalità ambientali, tra cui la protezione e il risanamento del suolo e delle acque, la tutela della biodiversità e del paesaggio, la protezione dell’aria e del clima, la riduzione del rumore e delle vibrazioni, nonché le attività di ricerca e sviluppo e altre iniziative di supporto. Sebbene meno rilevanti in termini quantitativi, queste aree riflettono un impegno crescente verso una gestione più integrata e preventiva dei problemi ambientali (Tabella 1 e Figura 1).
Dal punto di vista dei soggetti che sostengono la spesa, nel 2022 le imprese (Società) coprono oltre la metà del totale (53%), seguite dalle Amministrazioni pubbliche e dalle Istituzioni sociali private senza scopo di lucro (28%) e infine dalle Famiglie, con una quota pari al 19%. La distribuzione delle spese tra i diversi settori istituzionali è rimasta pressoché stabile nel periodo 2016–2022, indicando una continuità nei ruoli e nelle responsabilità degli attori economici nella tutela dell’ambiente (Tabella 1). Nel complesso, i dati confermano un impegno costante e diffuso nel finanziare attività di protezione ambientale, in linea con le tendenze osservate a livello europeo.