Roberta De Angelis
La qualità delle acque di balneazione è fondamentale per la salvaguardia della salute dei cittadini e riveste un ruolo importante anche dal punto di vista della protezione dell'ambiente naturale e per gli aspetti economici nel settore del turismo. Per tale motivo vengono effettuati specifici monitoraggi durante tutta la stagione balneare. Relativamente alla stagione balneare 2025 sono stati raccolti e analizzati oltre 36.505 campioni di acqua marina e lacustre su un totale di oltre 6.900 km di costa adibita alla balneazione. I punti di campionamento, rappresentativi di un’intera area di balneazione, sono stati in totale 5.535. I risultati del monitoraggio garantiscono la balneabilità delle acque durante la stagione e sono utilizzati a fine stagione per classificare le acque. La classificazione è stata fatta utilizzando i risultati del monitoraggio effettuato durante la stagione balneare 2025 e quelli delle tre stagioni precedenti (2022-2023-2024). A livello nazionale la maggior parte delle acque è in classe eccellente (90%), tuttavia permangono ancora delle criticità dovute alle presenze di acque in classe scarsa (1%) e non classificabili (1%), per le quali non è possibile esprimere un giudizio di qualità. A livello regionale, la percentuale delle acque in classe eccellente è quella più elevata, in 10 regioni supera il 90%.
La Direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione, recepita in Italia con il Decreto legislativo 30 maggio 2008, n.116 e attuata con il Decreto del Ministero della salute 30 marzo 2010, prevede che a ogni acqua venga assegnata una classe di qualità (eccellente, buona, sufficiente e scarsa). L'indicatore riporta il numero di acque ricadenti in ciascuna classe, a livello nazionale e regionale, ed è elaborato sulla base delle "informazioni stagionali" (Tabella 2, Allegato F, DM 30 marzo 2010) che annualmente il Ministero della salute trasmette al SINTAI ai sensi dell'art. 6 del DM 30 marzo 2010. Per il 2024 sono stati utilizzati anche i dati forniti dal SNPA raccolti nell'ambito della linea di attività balneazione afferente alla rete tematica acque marine, marino-costiere e di transizione (RRTEM_10). Nel calcolo dello status qualitativo, in alcuni casi le acque sono state considerate come raggruppamenti a seguito di casi di acque contigue con caratteristiche uniformi (art. 7, comma 6, D.Lgs. 116/2008). Questo potrebbe comportare delle differenze nel numero delle acque tra le diverse pubblicazioni di settore. Fornisce una descrizione orientativa dello stato qualitativo delle acque di balneazione a livello microbiologico, non offre, tuttavia, alcuna indicazione circa possibili impatti derivanti da fonti di inquinamento di altra natura.
Valutare il grado di balneabilità di un'acqua associato a un rischio igienico sanitario e fornire indicazioni circa la presenza di contaminazione microbiologica. Infatti, da un lato fornisce indicazioni ambientali del livello di contaminazione microbiologica (patogeni fecali), dall'altro esprime la probabilità di contrarre una patologia associata alla predetta contaminazione durante l'attività ricreativa (dalla classe eccellente a scarsa la probabilità aumenta). Inoltre, consente una stima indiretta dell'efficacia dei sistemi di trattamento delle acque reflue e di valutare nel tempo l'efficacia di eventuali misure di risanamento adottate. Infatti, la normativa prevede che siano messe in atto misure di miglioramento affinché le acque di balneazione siano almeno di classe sufficiente e, comunque, ogni acqua possa migliorare il proprio status qualitativo ovvero mantenerlo nel caso risultasse già eccellente.
L'indicatore risponde a quanto richiesto dalla Direttiva europea 2006/7/CE, che prevede il monitoraggio stagionale delle acque di balneazione e la classificazione delle stesse, sulla base di dati di monitoraggio relativi a 4 anni. L'obiettivo della direttiva è quello di non avere più acque in classe scarsa e aumentare il numero di quelle in classe eccellente.
https://www.snpambiente.it/acque-di-balneazione/
Offre una descrizione orientativa dello stato qualitativo delle acque di balneazione a livello microbiologico, non fornendo, tuttavia, alcuna indicazione circa possibili impatti derivanti da fonti di inquinamento di altra natura.
Nessuna
EEA
SNPA
Utilizzati i dati SNPA raccolti nell'ambito della Linea di attività Balneazione afferente alla rete tematica RRTEM_10 e dati dell'Agenzia Europea dell'Ambiente scaricabili:
Nazionale, Regionale
2013-2025
numero delle acque in classe eccellente e scarsa
L'indicatore viene elaborato raggruppando le acque di balneazione appartenenti a ciascuna classe di qualità a livello regionale e nazionale. La classificazione è effettuata sulla base dei risultati di monitoraggio relativo alle campagne 2022, 2023, 2024 e 2025.
Come mostrato in Figura 1, a livello nazionale, la percentuale delle acque di qualità eccellente è pari al 90%. A livello regionale (Figura 2), e in generale, si può affermare che il numero delle acque in classe eccellente e buona è molto elevato in tutte le regioni, tuttavia, la presenza di acque scarse in 10 regioni impedisce il totale raggiungimento dell’obiettivo della direttiva.
Con il 90 % di acque classificate come "eccellenti", l'Italia supera di quasi 5 punti percentuali la media dell'Unione Europea (85%), posizionandosi all'8° posto nella classifica generale dei Paesi europei.
Come si evince dalla Figura 3, il trend è positivo fino al 2017, poiché diminuiscono le acque in classe scarsa e aumentano le acque di qualità superiore, soprattutto eccellenti e buone. Dal 2017 al 2019 si ha un’inversione: si riducono le acque in classe eccellente e aumentano quelle in classe scarsa. Nel 2020, si segnala un lieve miglioramento: infatti, tornano a diminuire le acque in classe scarsa mentre quelle di classe superiore, in particolare le eccellenti, aumentano. Nel 2023, si conferma la tendenza al miglioramento dovuto all'aumento del numero delle acque in classe buona ed eccellente e alla diminuzione delle acque in classe scarso e non classificabili, a dimostrazione che quest'ultima categoria di acque spesso contiene acque di qualità superiore e non necessariamente scarsa. Nel 2025, si conferma in generale un trend positivo, considerando che il numero delle acque classificate almeno sufficienti (eccellenti, buone e sufficienti) raggiunge 5.416, tuttavia va segnalata una crescita delle acque in classe scarsa da 63 (2024) a 72 (2025). Questo risultato è presumibilmente correlabile alla sofferenza di alcuni territori in occasioni di precipitazioni intense e violente.
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Durante la stagione balneare 2025 in Italia sono state classificate 5.535 acque di balneazione, di queste: 4.972 appartengono alla classe eccellente, 340 alla classe buona, 104 a quella sufficiente e 72 a quella scarsa. Il numero delle acque non classificate è pari a 47 e per queste non è possibile fare alcuna valutazione. In tutte le regioni, il numero delle acque eccellenti è superiore alle altre classi e se si sommano anche le acque in classe buona questo valore si avvicina alla quasi totalità delle acque classificate. Le acque in classe scarsa sono presenti in numero variabile nelle seguenti regioni: Piemonte, Lombardia, Liguria, Marche, Abruzzo, Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna. Sono ancora presenti in alcune regioni acque non classificabili per le quali non è stato possibile esprimere un giudizio di qualità per varie ragioni, principalmente perché sono acque di nuova identificazione e non hanno raggiunto il numero minimo di campionamenti utile per classificare. Il peggioramento dello stato qualitativo di un'acqua di balneazione è imputabile a più fattori, tra cui il più importante rimane la funzionalità dei sistemi di depurazione. Infatti, il monitoraggio delle acque di balneazione valuta la presenza di contaminazione fecale, derivante principalmente dagli scarichi urbani. Quando intervengono fattori che ne compromettono l'efficacia, quali ad esempio guasti o eventi di pioggia intensa, questi sistemi rilasciano nell'ambiente reflui non depurati, che compromettono la balneabilità. Ne sono un esempio le forti piogge che si sono verificate nelle ultime stagioni, poiché hanno mandato in tilt diversi depuratori, con conseguente scarico di reflui non depurati. Purtroppo, questi eventi allontanano il raggiungimento dell’obiettivo della direttiva e richiamano l’attenzione su una migliore gestione del territorio cui l’acqua di balneazione appartiene, anche in funzione del cambiamento climatico. In generale, i risultati del monitoraggio eseguito durante la stagione 2025 hanno evidenziato un lieve miglioramento, dovuto al mantenimento dell'elevato numero delle acque in classe eccellente e buona, risultato della messa in campo di misure di gestione efficaci, attuate da sempre più regioni a tutela della salute dei bagnanti e dell’intero ecosistema acquatico.