AZIENDE IN ACQUACOLTURA E PRODUZIONI

    Descrizione 1
    Data aggiornamento scheda
    Autori

    Valeria Donadelli, Stefania Chiesa

    Abstract
    Grafici interattivi
    Abstract

    L’indicatore stima la dimensione dell’acquacoltura nazionale, come numero di impianti attivi, produzioni e trend di crescita con riferimento agli obiettivi programmati nel Piano Strategico Acquacoltura 2021-2027 e il Programma Operativo del Fondo Europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura FEAMPA 2021-2027. La produzione italiana d’acquacoltura censita per il 2023 è di 129.746 tonnellate, il 61% sono molluschi, il 39% sono pesci. La crostaceicoltura si conferma un settore minoritario, con una produzione di sole 5,4 tonnellate. Le specie esotiche contribuiscono al 45% della produzione nazionale.

    Nel 2023 il Veneto si conferma la prima regione in Italia per numero di impianti (23%), mentre l’Emilia-Romagna è la prima regione per volumi di produzione (25%). Cinque regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Puglia) ospitano il 68% degli impianti di acquacoltura. Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia si confermano i principali poli produttivi e, insieme a Marche e Toscana, coprono il 68% della produzione nazionale. Nella maggior parte delle regioni costiere prevale l’utilizzo della risorsa idrica salmastra/salata, con impianti localizzati in ambienti di transizione, costieri e marini.

    Descrizione

    L’indicatore stima la dimensione dell’acquacoltura nazionale, come numero di impianti attivi e produzioni di piscicoltura, molluschicoltura e crostaceicoltura. Considera le produzioni complessive per le principali specie e per le specie esotiche allevate in acquacoltura. Le produzioni sono analizzate anche in relazione alla risorsa idrica utilizzata per l’allevamento (acqua dolce o salata/salmastra). L’indicatore è elaborato sulla base dei dati censiti dal Ministero dell'agricoltura,

    della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) ai sensi del Regolamento (CE) n. 762/2008 per la raccolta e la trasmissione annuale dei dati statistici sull’acquacoltura da parte degli Stati membri (EUROSTAT).

    Scopo

    Fornire dati attuali e serie storiche sulla dimensione e lo stato dell’acquacoltura in Italia al fine di valutare i trend di sviluppo e il raggiungimento degli obiettivi di crescita del settore, di cui al Piano Strategico Acquacoltura 2021-2027 (PSA, MiPAAF 2021) e al Programma Operativo (PO) del Fondo Europeo per gli affari marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura, FEAMPA 2021-2027 (Decisione CE C(2022) 8023) e per stimare i potenziali impatti sull’ambiente. 

    Rilevanza
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
    È semplice, facile da interpretare.
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
    Fornisce una base per confronti internazionali.
    It has a threshold or reference value against which it can be compared.
    Solidità
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
    Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio
    Misurabilità (dati)
    Adeguatamente documentati e di fonte nota
    Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Un’ “adeguata” copertura spaziale
    Un’ “idonea” copertura temporale
    Principali riferimenti normativi e obiettivi

    Gli obiettivi europei di crescita e sviluppo sostenibile sono fissati dalla Politica Comune della Pesca (Regolamento 1380/2013/UE, PCP) e mirano a promuovere la crescita e aumentare le produzioni dell’acquacoltura negli Stati membri, rafforzare la competitività del settore attraverso l’innovazione, garantire la sostenibilità ambientale nel lungo termine, ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di prodotti ittici e favorire lo sviluppo dell’acquacoltura nelle aree costiere e rurali.

    A livello nazionale, gli obiettivi di crescita dell’acquacoltura sono fissati nei Piani Strategici Nazionali per l’Acquacoltura (PSA), redatti ai sensi dell’art.34 della PCP. Gli obiettivi attuali sono delineati dal PSA 2021-2027 e attuati tramite il Programma Operativo del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (FEAMPA, Regolamento 1139/2021/EU), approvato dalla Commissione Europea con Decisione C(2022)8023 final e aggiornato nel 2024 (Decisione C(2024)3582 final).

    L’acquacoltura è supportata specificamente dalla Priorità 2 del PO FEAMPA attraverso, inter alia, la semplificazione delle procedure amministrative, la pianificazione e gestione degli spazi marini e la decarbonizzazione delle attività di acquacoltura (per esempio, promozione di attività di acquacoltura a basso impatto quali la molluschicoltura).

    L’indicatore assume una crescente rilevanza in relazione alle nuove strategie di crescita blu fissate nelle comunicazioni della Commissione europea: “Orientamenti strategici per un'acquacoltura europea più sostenibile e competitiva per il periodo 2021-2030” (COM/2021/236), “Un nuovo approccio per un'economia blu sostenibile nell'UE: Trasformare l'economia blu dell'UE per un futuro sostenibile” (COM/2021/240) e nelle strategie per la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile (Green Deal, 2019; Strategia dal produttore al consumatore COM/2020/381; Percorsi d'azione Food 2030 2.0.) che si allineano all'Obiettivo 2 dell'Agenda 2030 ONU ("Fame Zero"), con un focus specifico sull'innovazione.

    L’acquacoltura utilizza specie esotiche che contribuiscono alla diversificazione delle produzioni nazionali. L'impiego di specie esotiche e localmente assenti in acquacoltura è regolamentato a livello europeo dal Reg. (CE) n. 708/2007, Reg. (CE) n. 535/2008, Reg. (CE) n. 506/2008, Reg. (UE) n. 304/2011, unitamente al Reg. (UE) n. 1143/2014 recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive.

    Ai sensi del regolamento (CE) n. 708/2007 e del regolamento (CE) n. 535/2008 che prevedono la realizzazione di un registro delle specie esotiche e localmente assenti, è stato attivato in Italia dall’Autorità competente (MASAF) il Registro Acquacoltura Specie Aliene (https://www.registro-asa.it/) gestito ed implementato da ISPRA, che consente agli operatori di presentare domanda per l’introduzione di specie esotiche e localmente assenti a fini d’acquacoltura. Il Comitato Acquacoltura Specie Esotiche, istituito dal MASAF con DM n. 0148431 del 01/04/2025 rilascia pareri sulle richieste d’introduzione di specie esotiche sulla base della Valutazione del Rischio Ambientale (VRA) ai sensi dell’art. 9 e allegato II.

    Le specie esotiche (non indigene) sono anche oggetto del Descrittore 2 della Direttiva Quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino (Direttiva 2008/56/CE), che tra i nuovi criteri e metodologie per la valutazione del buono stato ambientale (GES) e dei Traguardi ambientali, includono le vie di introduzione, come l’acquacoltura, come fattori principali (Decisione 2017/848/UE; DM MATTM 15 Febbraio 2019).

    DPSIR
    Determinante
    Tipologia indicatore
    Descrittivo (A)
    Riferimenti bibliografici

    Chiesa S., Petochi T., Boscolo Brusà R., Raicevich S., Cacciatore F., Franceschini F., Antonini C., Vallini C., Bernarello V., Oselladore F., Ciani M., Di Blasio L., Campolunghi M.P., Baldessin F., Boldrin L., Marino G. 2025. Impacts of the blue crab invasion on Manila clam aquaculture in Po Delta coastal lagoons (Northern Adriatic Sea, Italy). Estuarine Coastal and Shelf Science 312, 109037. https://doi.org/10.1016/j.ecss.2024.109037

    European Commission: Directorate-General for Research and Innovation, Food 2030 – Pathways for action 2.0 – R&I policy as a driver for sustainable, healthy, climate resilient and inclusive food systems, Publications Office of the European Union, 2023, https://data.europa.eu/doi/10.2777/365011

    FAO. 2024. The State of World Fisheries and Aquaculture. 2024 - Blue transformation in action. Rome. https://doi.org/10.4060/cd0683en

    ISPRA, anni vari, Annuario dei dati ambientali

    Limitazioni

    -

    Ulteriori azioni

    Implementare sistemi digitali e innovativi per la trasmissione dei dati di produzione delle aziende alle amministrazioni competenti, con risparmio di risorse e migliore affidabilità dei dati ottenuti per il censimento sui dati tecnico-produttivi dell’acquacoltura.

    Implementare le attività di monitoraggio relative alle introduzioni di specie esotiche a scopo d’acquacoltura, secondo vettore d’introduzione in Europa e al mondo, e sviluppare un sistema di tracciabilità delle movimentazioni dei molluschi bivalvi. 

    Fonte dei dati

    EUROSTAT (Ufficio Statistico delle Comunità Europee)

    MASAF (Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste)

    Frequenza di rilevazione dei dati
    Annuale
    Accessibilità dei dati di base

    L’indicatore utilizza i dati MASAF censiti ai sensi del Regolamento (CE) n. 762/2008, e i dati pubblicati dall’Ufficio statistico dell’Unione Europea (Eurostat)

    https://ec.europa.eu/eurostat/data/database

    Copertura spaziale

    Nazionale Regionale (20/20)

    Copertura temporale

    1994-2023

    Core SET
    SDGs Indicators
    SDG goals
    Goal 14: Vita sott’acqua
    Descrizione della metodologia di elaborazione

    La raccolta dei dati per il 2023 (Reg. (CE) n. 762/2008) ha utilizzato come unità di riferimento l’impresa, figura giuridica regolarmente iscritta alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura e come unità d’analisi l’impianto, ossia l’unità produttiva che afferisce a un’impresa. Ciascuna impresa può essere costituita da uno o più impianti. Il trend delle produzioni 1994-2020 è stato elaborato utilizzando i dati censiti per il MiPAAF da ICRAM (1994-2002), Idroconsult (2002-2006), UNIMAR (2007-2014), GRAIA (2015-2016) e CREA (2017-2023). Per le annualità 2015-2018, ISPRA ha operato una revisione dei dati raccolti da GRAIA e CREA, con l’integrazione di dati forniti dalle Associazioni di produttori nazionali API e AMA. Sono riportati i volumi di produzione (t) per tipologia produttiva (piscicoltura, molluschicoltura e crostaceicoltura), per regione; i volumi di produzione (t) delle principali specie allevate, i volumi di produzione (t) delle specie esotiche allevate e il numero degli impianti attivi per tipo di risorsa idrica (acqua dolce o marino salmastra) e per regione.

    Periodicità di aggiornamento
    Annuale
    Qualità dell'informazione

    L’indicatore sintetizza in modo semplice e comprensibile i dati di crescita (volume, valore della produzione e numero d’impianti) dell’acquacoltura in Italia, censiti dal MASAF ai sensi del Regolamento (CE) n. 762/2008, per il 2023. L’indicatore è pertanto confrontabile anche a livello europeo. I dati sono stati censiti negli anni da differenti istituti ed enti, elaborati da ISPRA e calcolati con le stesse modalità per consentire la comparabilità nel tempo e nello spazio. L’indicatore copre tutte le 20 regioni dove insistono attività di acquacoltura e i diversi ambienti d’allevamento in acque dolci, salmastre e marine. 

    Stato
    Medio
    Trend
    Stabile
    Valutazione/descrizione dello stato

    La produzione nazionale d’acquacoltura censita per il 2023 è di 129.746 tonnellate (t), di cui 79.160 t di molluschi (61%), 50.553 t di pesci (39%) e 5,4 t di crostacei, per un valore complessivo di 618 milioni di euro. Nel 2023 si registra anche una minima produzione di alghe (27,5 t) (Tabella 1).

    Nel 2023, la molluschicoltura si conferma il comparto produttivo più significativo dell’acquacoltura italiana, con una produzione di 79.160 tonnellate e un valore complessivo di 286 milioni di euro.

    La piscicoltura d’acqua dolce si conferma il secondo comparto produttivo con una produzione di 37.304 t (28,8% della produzione nazionale), mentre la piscicoltura marina ha prodotto 13.249 tonnellate, di cui il 93% è rappresentato da spigola (Dicentrarchus labrax) e orata (Sparus aurata).

    La crostaceicoltura rimane un settore marginale, con una produzione di 5,4 tonnellate nel 2023, da attribuire alla sola produzione del gamberetto maggiore (Palaemon serratus).

    Nel 2023 sono state prodotte microalghe (27,5 t), in particolare Spirulina, destinata prevalentemente al mercato nutraceutico.

    Nel 2023 sono stati censiti 656 impianti. Il 47% del totale è dedicato alla piscicoltura, il 52% alla molluschicoltura mentre solo 3 impianti in Italia allevano crostacei. Oltre il 60% della produzione nazionale è concentrata prevalentemente nel Nord Italia, sia in termini di impianti (66%) sia di volume di produzione (63%) (Tabella 1).

    Le specie esotiche sono comunemente utilizzate in acquacoltura e rappresentano un importante fonte di diversificazione e crescita per il settore. Nel 2023 sono state prodotte 58.597 tonnellate di specie esotiche (Tabella 2), che rappresentano il 45% della produzione nazionale. La maggior parte della produzione è basata su due sole specie, la trota iridea (Onchorhynchus mykiss, 34.143 t) e la vongola verace (Ruditapes philippinarum, 21.547 t).

    Valutazione/descrizione del trend

    Il trend dell’acquacoltura italiana risulta negativo rispetto al 2019 (-2%) e al 2021 (-11%) (Figura 3): in particolare, nell’ultimo triennio il calo ha riguardato indistintamente tutti i comparti produttivi e le principali produzioni (molluschicoltura, piscicoltura d’acqua dolce e marina).

    La piscicoltura marina registra una crescita dell’8% rispetto al 2019 e una diminuzione del 17% rispetto al 2021 (Figura 4). Il comparto acque dolci mostra un trend complessivamente negativo (-10% rispetto al 2019 e -16% rispetto al 2021).

    A gravare sul comparto permangono i problemi legati alle difficoltà nel rilascio di nuove concessioni demaniali da destinare all’acquacoltura per la piscicoltura marina e le difficoltà associate alla crisi idrica legata ai cambiamenti climatici e ai nuovi Piani di Tutela delle acque per la piscicoltura d’ acqua dolce.

    La molluschicoltura è risultato il comparto con l’andamento più altalenante. Nel 2023 le produzioni sono cresciute dello 0,7 % rispetto al 2019, grazie a una maggiore produzione di mitili, mentre sono diminuite del 7,3% rispetto al 2021, in contrasto con quanto atteso. La flessione è trainata in particolare dalla crisi delle vongole, la cui produzione è progressivamente in calo: -4.378 t rispetto al 2019 e -1.505 t rispetto al 2021. La crisi del comparto è da porre in relazione a tre fattori principali: i) l’incremento della temperatura e degli eventi meteo marini estremi legati ai cambiamenti climatici; ii) la riduzione della qualità ambientale nelle aree di allevamento di molluschi, dovuta a impatti antropici (e.g. contaminazione microbiologica) e eventi climatici (e.g. fioriture algali); iii) le difficoltà burocratico - amministrative nel rilascio/rinnovo delle concessioni demaniali marittime.

    Altro fattore di recente insorgenza, determinante per la crisi del comparto, è rappresentato dall’emergenza dovuta all’invasione del granchio blu (Callinectes sapidus), esplosa nell’estate del 2023. Questa specie, alloctona e invasiva, sta avendo un impatto devastante sull’allevamento delle vongole in Italia, soprattutto nelle aree lagunari dell’Alto Adriatico, Veneto ed Emilia-Romagna, i principali poli produttivi per la molluschicoltura (Chiesa et al., 2025). Sebbene nel 2023 il crollo della produzione sia stato contenuto grazie alla raccolta massiccia delle produzioni in corso, le previsioni per il 2024 sono invece negative, a causa della predazione pressoché totale del seme di vongola avvenuta nel 2023, che ha compromesso l’intero ciclo produttivo per l’anno successivo.

     

    Per quanto riguarda il valore delle produzioni d'acquacoltura, che nel 2023 ha superato i 600 milioni di euro, risulta in aumento sia rispetto al 2019 (+38%) sia al 2023 (+13%), nonostante il calo della produzione. La riduzione nel numero degli impianti da circa 800 censiti nel 2014 agli attuali 656 è conseguenza della riorganizzazione adottata dalle imprese e della chiusura di alcuni impianti.

    La serie storica delle produzioni mostra una decrescita della capacità produttiva per il comparto della piscicoltura dopo il 2001, da ascrivere a una riduzione del numero di impianti e delle produzioni di anguilla in intensivo e ad una significativa diminuzione delle produzioni vallive tradizionali in estensivo di spigola, orata, anguilla (Anguilla anguilla) e muggini non compensate da altri sistemi innovativi e produzioni.

    La produzione di specie esotiche riflette il trend negativo dell’acquacoltura italiana. Il volume di produzione è diminuito del 12% sia rispetto al 2019 e sia al 2021.

    Commenti

    Nel 2023 il Veneto si conferma la prima regione in Italia per numero di impianti di acquacoltura (23%) (Figura 1), mentre l’Emilia-Romagna è la prima regione per volumi di produzione (25% sul totale) (Figura 2). Cinque regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Puglia) ospitano il 68% degli impianti.

    Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia si confermano i principali poli produttivi e insieme a Marche e Toscana coprono il 68% della produzione nazionale.

    Il rapporto tra volumi di produzione e numero di impianti varia da regione a regione, in particolare in funzione del numero di impianti intensivi, semintensivi ed estensivi di piscicoltura.

    Nella maggior parte delle regioni costiere prevale l’utilizzo della risorsa idrica salmastra/salata, con impianti localizzati in ambienti di transizione, costieri e marini (Figura 1).

    Tutte le regioni che comprendono zone costiere producono sia pesci sia molluschi (Figura 2), ad eccezione della Basilicata, la cui produzione è da ascrivere solo alla piscicoltura di acqua dolce.

    La mitilicoltura e la troticoltura sono i sistemi di allevamento più importanti (Tabella 1), rappresentando rispettivamente il 44% e il 26% della produzione nazionale.

    Per la molluschicoltura, le maggiori produzioni sono in Emilia-Romagna e in Veneto, che insieme contribuiscono al 63% della produzione nazionale del comparto (Figura 2). Altre produzioni significative si rilevano in Puglia, Marche, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia e Sicilia (Figura 2).

    Per la piscicoltura, il 54% della produzione nazionale si concentra in 4 regioni: Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo e Veneto, prevalentemente in sistemi di acqua dolce, e Toscana in ambiente marino. La piscicoltura marina è quasi interamente basata sull’allevamento di due specie, l’orata e la spigola, con una produzione totale nel 2023 di 12.303 t che rappresenta oltre il 93% della piscicoltura marina e il 9,5% della produzione nazionale (Tabella1). La Toscana rappresenta il principale polo produttivo per la piscicoltura marina, seguita da Sardegna, Lazio, Campania e Puglia.

    Nell’ambito della piscicoltura, le specie esotiche (Tabella 2) sono allevate quasi esclusivamente in acqua dolce e rappresentano il 73% della produzione totale di pesci. L’ombrina ocellata (Sciaenops ocellatus) è l’unica specie marina esotica allevata in Italia dal 2022. Nel caso della molluschicoltura le specie esotiche (R. philippinarum e Magallana gigas) contribuiscono per il 28% al volume totale del comparto (Tabella 1).

    Nel 2023 non risulta siano state allevate specie esotiche di crostacei (dati Eurostat).

    L’ISPRA è impegnata in studi mirati alla verifica della presenza di specie esotiche e di specie associate per una valutazione dei rischi e dei potenziali impatti e alla messa a punto di un sistema di tracciabilità delle movimentazioni dei molluschi bivalvi.

    Complessivamente, sia nel breve (2021-2023) sia nel medio termine (2019-2023), si osserva una situazione di stagnazione del settore in termini di volumi di produzione (Figura 3 e 4), contrariamente a quanto registrato per il valore delle produzioni che, nel 2023, ha superato i 600 milioni di euro (Tabella 1).

    Il settore della molluschicoltura è quello che presenta le maggiori criticità e oscillazioni nei volumi di produzione e richiede azioni di supporto specifiche.

    I dati riferiti ai volumi di produzione dal 1994 al 2001 (Figura 3) includono nel computo, oltre ai molluschi allevati, anche i molluschi bivalvi raccolti su banchi naturali, per una produzione annua stimata tra intorno alle 30.000 tonnellate nel periodo. Tuttavia, anche non considerando i molluschi raccolti su banchi naturali, i volumi di produzione di molluschi allevati hanno fatto segnare importanti e continue fluttuazioni negli ultimi 20 anni.

    Oltre alle storiche criticità legate alla qualità ambientale delle acque destinate alla vita dei molluschi, agli impatti dei cambiamenti climatici e alle difficoltà burocratico-amministrative per il rilascio delle concessioni demaniali, si è aggiunta, quale nuova minaccia per il comparto, l'emergenza granchio blu (Callinectes sapidus).

    A fronte della drammatica esplosione di questa specie alloctona altamente invasiva nel 2023, con impatti diretti sulla pesca e sulle produzioni di vongole veraci, il Governo italiano ha stanziato fondi specifici. Tali misure includono misure di sostegno agli operatori colpiti e il finanziamento di piani di contenimento straordinario basati sulla cattura e la commercializzazione del crostaceo, puntando a ridurre la pressione predatoria sulle produzioni, in particolare di venericoltura (Ordinanza n.3 del 21 Luglio 2025, “Attuazione Piano di intervento per contenere e contrastare il fenomeno della diffusione e della proliferazione della specie granchio blu (Callinectes sapidus)”).

    Considerato il ruolo strategico della molluschicoltura, come fonte di proteine con una bassa impronta ambientale (“Strategia Farm to Fork”, 2020) e come prestatore di servizi ecosistemi, come quelli di regolazione nell’ambiente marino costiero (cfr. Indicatore Bilancio di azoto e fosforo), la riduzione delle produzioni di molluschi, sia vongole sia mitili, avvenuta negli ultimi anni merita attenzione da parte dei decisori politici e azioni per sostenere lo sviluppo sostenibile del comparto.

    Le problematiche emerse, in particolare la vulnerabilità della molluschicoltura, le persistenti difficoltà burocratiche e la dipendenza da poche specie (orata, spigola, trota, mitili), rappresentano sfide ben evidenziate nel precedente ciclo di programmazione comunitaria (PSA e PO FEAMP 2014-2020), ma ancora non risolte. È auspicabile che il nuovo ciclo di programmazione (PSA e PO FEAMPA 2021-2027) che prevede, tra gli altri, investimenti diretti al sostegno di attività di acquacoltura sostenibile (Priorità 2.1), in particolare per la molluschicoltura e sistemi integrati per l’acquacoltura multitrofica, raggiunga gli obiettivi attesi.

    Allegati
    Titolo

    Tabella 1: L' acquacoltura italiana in numeri: numero di impianti, produzioni e principali specie allevate 2023

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati MASAF-CREA, EUROSTAT

    Note

    Nella ripartizione per settore, gli impianti che allevano sia molluschi che pesci sono stati contati due volte

    Titolo

    Tabella 2: Produzioni (t) specie esotiche (2023)

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati MASAF-CREA, EUROSTAT

    Legenda

    Simbolo "*" per le specie non in deroga ai sensi del Reg. (CE) n. 708/2007, Allegato IV, Parte A.

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    Titolo

    Figura 1: Numero di impianti di acquacoltura in acque dolci, salmastre/marine (2023)

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati MASAF-CREA

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    Titolo

    Figura 2: Produzioni d' acquacoltura per regione (2023)

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati MASAF-CREA, EUROSTAT

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    Titolo

    Figura 3: Serie storica (1994-2023) della produzione nazionale in Acquacoltura di Pesci, Molluschi e Crostacei.

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati MiPAAF-ICRAM (1994-2001), IDROCONSULT (2002-2006), UNIMAR (2007-2014), MIPAAF-GRAIA-API-AMA (2015-2016), MIPAAF-API-AMA (2017-2018), MASAF-CREA (2019-2023)

    Note

    I dati di produzione di molluschi dal 1994 al 2001 includono anche i dati di raccolta su banchi naturali

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    Titolo

    Figura 4: Serie storica (2019-2023) delle principali produzioni nazionali in Acquacoltura

    Fonte

    Elaborazione ISPRA su dati EUROSTAT (2019-2023)

    Grafici interattivi
    Italian