IMPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI E PERICOLOSI

Data aggiornamento scheda
Autori

Gabriella Aragona, Lucia Muto

Abstract

L'indicatore misura le quantità di rifiuti speciali che vengono importate ai fini di un recupero nelle attività produttive. I rifiuti speciali importati in Italia nel 2023 (oltre 6,8 milioni di tonnellate) sono costituiti quasi esclusivamente da rifiuti non pericolosi (98,5%); i rifiuti pericolosi, infatti, sono 101 mila tonnellate (1,5% del totale importato). Il maggior quantitativo proviene dalla Germania, oltre 1,8 milioni di tonnellate (26,7% del totale importato), costituito quasi interamente da rifiuti non pericolosi (i rifiuti pericolosi sono solo 3.573 tonnellate), rifiuti prettamente di natura metallica. Segue la Svizzera, con oltre 1 milione di tonnellate (15,4% del totale), costituite  prevalentemente da rifiuti di terra e rocce.

Descrizione

L'indicatore fornisce informazioni sulle tipologie di rifiuti che vengono importati nel territorio nazionale, specificando il Paese di provenienza e la regione di destinazione.

Scopo

Analizzare quali tipologie di rifiuti vengono importate ai fini del recupero nelle attività produttive.

Rilevanza
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere la tendenza senza necessariamente fornire una valutazione della stessa.
È semplice, facile da interpretare.
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente e delle risposte della società.
Fornisce una base per confronti internazionali.
Solidità
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato sul piano tecnico e scientifico.
Presenta affidabilità e attendibilità dei metodi di misurazione e raccolta dei dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Misurabilità (dati)
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
Principali riferimenti normativi e obiettivi

• Convenzione di Basilea del 22/03/1989 sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento e successivi emendamenti; • Decisione OCSE C(2001)107 sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati al recupero; 

• Regolamento 1013/2006/CE e s.m.i. che disciplina la spedizione dei rifiuti tra Stati membri della Comunità, anche attraverso Paesi terzi; 

• Regolamento 1418/2007/CE e s.m.i. relativo all’esportazione di alcuni rifiuti destinati al recupero, verso alcuni paesi ai quali non si applica la Decisione dell’OCSE. 

Non esistono obiettivi fissati dalla normativa.

DPSIR
Pressione
Risposta
Tipologia indicatore
Descrittivo (A)
Riferimenti bibliografici

ISPRA - Rapporto Rifiuti Speciali Edizione 2025

Fonte dei dati

ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Frequenza di rilevazione dei dati
Annuale
Accessibilità dei dati di base

ISPRA, Banca dati MUD, non accessibile al pubblico

Copertura spaziale

Nazionale, Regionale

Copertura temporale

2010-2023

Descrizione della metodologia di elaborazione

Le quantità di rifiuti speciali importate sono analizzate per singolo codice EER, per Paese di provenienza e per regione di destinazione.

Periodicità di aggiornamento
Annuale
Qualità dell'informazione

L’indicatore fornisce informazioni sulle tipologie di rifiuti importati che vengono gestiti nel territorio nazionale. I dati sono raccolti secondo modalità comuni a livello regionale e validati secondo metodologie condivise, sono dunque comparabili nel tempo e nello spazio.

Stato
Buono
Trend
Positivo
Valutazione/descrizione dello stato

I rifiuti speciali importati in Italia nel 2023, pari a oltre 6,8 milioni di tonnellate, sono costituiti quasi esclusivamente da rifiuti non pericolosi (98,5%), i rifiuti pericolosi, infatti, sono 101 mila tonnellate (1,5% del totale importato). Il 76,7% dell’importato (circa 5,2 milioni di tonnellate) è costituito da rifiuti di natura metallica, recuperati nel ciclo produttivo delle industrie metallurgiche, indice di positività in quanto riduce l’utilizzo di materie prime.

Valutazione/descrizione del trend

Nel 2023 si conferma il trend positivo degli anni passati (+39,1% nel 2010- 2023) (Tabella 1).

Commenti

I rifiuti speciali importati in Italia nel 2023 sono oltre 6,8 milioni di tonnellate. Il maggior quantitativo proviene dalla Germania, oltre 1,8 milioni di tonnellate, costituito quasi interamente da rifiuti non pericolosi (i rifiuti pericolosi sono solo 3.573  tonnellate) maggiormente di natura metallica (Tabella 2 e Figura 1). 

La Lombardia è la regione che importa il maggior quantitativo di rifiuti, circa 3,5 milioni di  tonnellate (50,6% del totale); trattasi principalmente di rifiuti di natura metallica, ciò in accordo con la vocazione industriale in settori quali la metallurgia e la siderurgia (Tabella 3); a seguire, il Friuli-Venezia Giulia e il Veneto con, rispettivamente, il 26,8% e il 10,1% del totale; anche in queste regioni sono importati quasi esclusivamente rifiuti di natura metallica, riutilizzati nel ciclo produttivo. I rifiuti derivanti da attività di costruzione e demolizione costituiscono il 36,7% del totale dei rifiuti non pericolosi importati (circa 2,5 milioni di tonnellate) (Figura 2). Il 40,3% dei rifiuti non pericolosi importati (pari a 2,7 milioni di tonnellate) è rappresentato dai “rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti”, con una prevalenza, in termini quantitativi, dei “metalli ferrosi”, di "ferro e acciaio” e dei "metalli non ferrosi". Ulteriore conferma dell’ingente importazione di rottame ferroso è l’alta percentuale che si riscontra per i “rifiuti prodotti dalla lavorazione e trattamento di metalli e plastica” (17,4%), segnatamente di natura metallica. Relativamente ai rifiuti speciali pericolosi i “rifiuti prodotti dai processi termici” costituiscono la quota maggiormente importata, pari al 54,1% (Figura 3).

Dati
Allegati
Titolo

Tabella 1: Rifiuti speciali importati in Italia

Fonte

ISPRA

Titolo

Tabella 2: Rifiuti speciali importati per Paese di provenienza

Fonte

ISPRA

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Tabella 3: Rifiuti importati per regione di destinazione (2023)

Fonte

ISPRA

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Figura 1: Rifiuti speciali importati per Paese di provenienza (2023)

Fonte

ISPRA

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Figura 2: Rifiuti speciali non pericolosi importati per capitolo dell’Elenco europeo dei rifiuti, 2023

Fonte

ISPRA

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Figura 3: Rifiuti speciali pericolosi importati per capitolo dell’Elenco europeo dei rifiuti (2023)