Descrizione 1
Cristina Frizza
L’indicatore sulle ecoindustrie misura il contributo economico e occupazionale dei settori produttivi impegnati nella protezione dell’ambiente e nella gestione sostenibile delle risorse naturali. Negli ultimi anni, il comparto delle ecoindustrie ha registrato una forte crescita, segnalando il dinamismo dell’economia verde in Italia. Tra il 2016 e il 2022, l’occupazione nel settore è aumentata del 99,5%, mentre il valore aggiunto è cresciuto del 120,9%, con un’espansione particolarmente marcata negli ultimi due anni. Nel 2022, il valore aggiunto delle attività ambientali è cresciuto del 40,6%, un ritmo nettamente superiore a quello del PIL complessivo (+8,4%). Di conseguenza, il peso delle ecoindustrie sull’economia nazionale è salito dal 3,1% del PIL nel 2021 al 4% nel 2022, confermando il crescente ruolo delle produzioni orientate alla sostenibilità del Paese.
Le ecoindustrie comprendono le attività economiche che producono beni e servizi con una finalità ambientale, cioè rivolti a proteggere l’ambiente (riducendo inquinamento e degrado) o a gestire in modo sostenibile le risorse naturali (evitandone l’esaurimento). Questa finalità ambientale viene statisticamente ricompresa nelle due classificazioni internazionali, Classification of Environmental Protection Activities (CEPA), attività di protezione dell'ambiente per prevenire, ridurre ed eliminare l'inquinamento e ogni altra forma di degrado ambientale, e Classification of Resource Management Activities (CReMA), attività di gestione delle risorse naturali per la loro tutela e conservazione. Rientrano tra queste attività, ad esempio, la produzione di energia da fonti rinnovabili, la gestione dei rifiuti e delle acque reflue, la bonifica dei suoli, la protezione della biodiversità, la produzione agricola biologica e la fabbricazione di tecnologie pulite come i veicoli elettrici. Gli indicatori derivati dal conto dei beni e servizi ambientali (EGSS - Environmental Goods and Services Sector) forniscono informazioni su occupazione, valore aggiunto, produzione ed esportazioni generate da questi settori. I dati provengono dai conti satellite ambientali sviluppati dal Sistema statistico europeo, in coerenza con i conti economici nazionali e con lo standard internazionale System of Environmental-Economic Accounting (SEEA-CF). In sintesi, le ecoindustrie misurano il contributo dell’economia verde alla crescita e all’occupazione, evidenziando come le attività produttive possano sostenere la transizione sostenibile e la tutela dell’ambiente.
Misurare il ruolo economico e occupazionale delle attività produttive con finalità ambientali, ossia quelle impegnate nella realizzazione di beni e servizi destinati alla protezione dell’ambiente e alla gestione sostenibile delle risorse naturali, attraverso dati su valore aggiunto e occupazione.
Direttiva 2010/31/UE, che dal 2021 impone standard nZEB (nearly Zero Energy Building) per tutti i nuovi edifici e per le ristrutturazioni importanti. Il termine nZEB – nearly Zero-Energy Building significa: “Edificio ad energia quasi zero”cioè con un livello di prestazione energetica molto elevato, in cui il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, inclusa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze.
Regolamento (UE) n. 691/2011 relativo ai conti economici ambientali europei, come modificato dal Regolamento (UE) N. 538/2014. Nell'Unione Europea, la Commissione ha presentato a fine 2019 la Comunicazione 'The European Green Deal' per rimodulare gli impegni europei per arrivare a un'economia sostenibile, efficiente nell'uso delle risorse e competitiva. I beni e servizi prodotti dalle ecoindustrie sono fondamentali per raggiungere questi obiettivi.
Descrizione 2
Environmental goods and services sector accounts — Handbook 2016 edition. Eurostat, Luxembourg (https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-manuals-and-guidelines/-/KS-GQ-16-008)
System of Environmental-Economic Accounting 2012 - Central Framework. United Nations, New York, 2014 (https://seea.un.org/content/seea-central-framework)
Qualificazione dati
Istat: https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/dw/categories ---> Conti ambientali --> Conti dei beni e servizi ambientali
Nazionale
2016-2022
Qualificazione indicatore
La metodologia di elaborazione dell’indicatore è consultabile nel documento Environmental goods and services sector accounts — Handbook 2016 edition. Eurostat, Luxembourg (https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-manuals-and-guidelines/-/KS-GQ-16-008)
Nel 2022, le ecoindustrie, con circa 1.154 mila unità di lavoro, hanno generato quasi 80 miliardi di euro di valore aggiunto. Il valore aggiunto delle ecoindustrie costituisce nel 2022 circa il 4% del Prodotto interno lordo italiano, a fronte di una media europea del 3,3% nello stesso anno (Tabella 2).
Fra il 2016 e il 2022, l'occupazione e il valore aggiunto delle ecoindustrie registrano dati in crescita (rispettivamente +99,5% e +120,9%), con un incremento considerevole negli ultimi due anni. Il settore ambientale registra una maggiore dinamicità rispetto all'economia complessiva italiana (Figura 1).
Dati
Tabella 1: Indicatori delle ecoindustrie per attività economica (2022)
Elaborazione ISPRA su dati Istat
Variabili monetarie espresse a prezzi correnti (miliardi di euro); occupazione espressa in unità di lavoro (migliaia)
Tabella 2: Occupazione e valore aggiunto delle ecoindustrie e del totale economia
Elaborazione ISPRA su dati Istat
ULA: unità di lavoro;
Negli ultimi anni il settore delle ecoindustrie ha registrato una crescita diffusa, con un andamento positivo in tutti i principali ambiti. In particolare, si è osservato un forte incremento delle attività legate al miglioramento dell’efficienza energetica — componente centrale della gestione delle risorse energetiche (Figura 2, Figura 4) — sostenuto dall’evoluzione normativa europea. La Direttiva 2010/31/UE, che dal 2021 impone standard nZEB (nearly Zero Energy Building) per tutti i nuovi edifici e per le ristrutturazioni profonde, ha infatti stimolato la domanda di interventi ad alta prestazione energetica, favorendo l’espansione dell’occupazione e del valore aggiunto nel comparto.
All’interno della gestione delle risorse energetiche si registrano inoltre effetti positivi legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili, in parte trainati dall’aumento dei prezzi energetici e dal conseguente rafforzamento degli investimenti in tecnologie pulite.
Nel 2022, infatti, questo comparto rappresenta la quota più rilevante del settore, con il 61,5% dell’occupazione e il 59,5% del valore aggiunto complessivo (Figure 2 e 4).
L’analisi per attività economica conferma il ruolo trainante delle costruzioni, che nel 2022 costituisce, nel settore delle ecoindustrie, oltre la metà degli occupati (53,4%) e genera la quota più alta di valore aggiunto (45%), con livelli di produttività del lavoro superiori alle altre attività economiche (Tabella 1 e Figura 3). Questo riflette la crescente integrazione degli obiettivi ambientali nelle politiche di riqualificazione edilizia e nell’adozione di tecnologie più sostenibili, in linea con le dinamiche osservate a livello europeo.