Descrizione 1
Camilla Antonini, Saša Raicevich
Nel periodo considerato (2007-2023) si osserva un miglioramento dello stato degli stock ittici valutati: la quota di stock nazionali sovrasfruttati dalla pesca si riduce raggiungendo il minimo (44,4%) nel 2023. La mortalità da pesca, pur rimanendo critica in diversi casi, mostra una tendenza in calo negli ultimi anni, avvicinandosi progressivamente a livelli compatibili con uno sfruttamento sostenibile delle risorse nel lungo periodo in condizioni ambientali medie.
L’indicatore, costruito sulle valutazioni analitiche degli stock validate a livello internazionale, riflette la dinamica complessiva dello stato di sfruttamento degli stock oggetto di pesca commerciale, mettendo in evidenza il progressivo miglioramento delle risorse sottoposte a prelievo. L’indicatore è inoltre associato alla copertura percentuale degli sbarchi per i quali sono disponibili valutazioni di stock assessment, con analisi condotte a livello nazionale e di sottoregione secondo la ripartizione geografica stabilita dalla Direttiva Quadro Strategia Marina.
L'indicatore descrive l'andamento della percentuale e del numero di stock ittici in stato di sovrasfruttamento, ovvero soggetti a una mortalità indotta dalla pesca superiore a quella corrispondente al Massimo Rendimento Sostenibile (FMSY o suoi proxy, F0.1, EMSY=0.4, o altro parametro proposto mediante stock assessment). Questo parametro viene stimato caso per caso sulla base dei dati biologici e di catture delle specie mediante approccio modellistico. L'indicatore, essendo basato su valutazioni analitiche degli stock e tenendo in considerazione solo gli stock per i quali tale valutazione è validata a livello internazionale, è basato su procedure consolidate che permettono di determinare lo stato di uno stock mediante il confronto tra la mortalità indotta dalla pesca (Fcurr, o suoi proxy) con quella necessaria per raggiungere uno sfruttamento sostenibile delle risorse (FMSY o suoi proxy).
Per la stima dell'indicatore vengono considerati esclusivamente gli stock ittici che sono stati valutati secondo procedure analitiche di stock assessment, i cui risultati sono validati a livello internazionale da organismi tecnici della UE (STECF - Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries) e della Commissione Generale della Pesca del Mediterraneo (GFCM - General Fisheries Commission for the Mediterranean). Considerato che in termini generali le valutazioni mediante stock assessment sono riferite agli anni precedenti a quello della valutazione, lo stato degli stock viene quindi riferito convenzionalmente all'anno precedente a quello di consolidamento della valutazione internazionale disponibile. Per analogia, la stima della percentuale degli sbarcati nazionali per i quali è disponibile valutazione mediante stock assessment è riferita alle catture del medesimo anno, ovvero quello precedente alla realizzazione delle valutazioni con stock assessment. Viene fornita una valutazione di sintesi a livello nazionale e per le sottoregioni identificate dalla Direttiva Quadro 2008/56/CE (Strategia Marina): Mediterraneo Occidentale, Mar Ionio e Mediterraneo Centrale, Adriatico. L'indicatore integra sia informazioni in termini assoluti (numero di stock sovrasfruttati), sia la relativa percentuale rispetto al numero totale di stock valutati. Parte degli stock ittici presi in considerazione, inoltre, è condiviso da più paesi, sia dell’Unione Europea sia di paesi terzi. Inoltre, si osserva che la tipologia di stock valutati varia nel tempo, sebbene il metodo di integrazione dei dati su finestre temporali di tre anni aumenti la stabilità del pool di stock considerati. Tale dato viene comunque fornito al fine di una corretta interpretazione dell'indicatore.
Mostrare la tendenza complessiva dello stato di sfruttamento degli stock ittici oggetto di pesca commerciale.
Sia a livello internazionale sia europeo sono presenti obiettivi specifici di sostenibilità della pesca. Il progresso verso il raggiungimento di tali obiettivi può essere tracciato utilizzando l’indicatore in oggetto come proxy per rappresentare la sostenibilità del prelievo sul complesso delle risorse sfruttate.
Si riportano di seguito i riferimenti normativi e obiettivi principali a livello internazionale:
- Direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino (Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino). Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea L 164, 25.06.2008. Secondo tale Direttiva e gli associati standard metodologici (Commission Decision (EU) 2017/848 of 17 May 2017 laying down criteria and methodological standards on good environmental status of marine waters and specifications and standardised methods for monitoring and assessment, and repealing Decision 2010/477/EU (Text with EEA relevance)) nell’ambito del Descrittore 3 (estrazione selettiva di specie) si utilizzano i seguenti criteri di sostenibilità:
Criterio D3C1 — Primario: Il tasso di mortalità da pesca delle popolazioni sfruttate commercialmente è pari o inferiore al livello che può produrre il Massimo Rendimento Sostenibile (MSY) (…);
Criterio D3C2 — Primario: la biomassa dei riproduttori delle popolazioni sfruttate commercialmente è un livello superiore a quello capace di produrre il Massimo Rendimento Sostenibile (MSY)(…);
-Regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca (PCP). Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea L 354, 28.12.2013. UE, 2014. Secondo l’Art .2 (Obiettivi), comma 2, “La PCP applica alla gestione della pesca l'approccio precauzionale ed è volta a garantire che lo sfruttamento delle risorse biologiche marine vive ricostituisca e mantenga le popolazioni delle specie pescate al di sopra di livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile. Per conseguire l'obiettivo consistente nel ricostituire gradualmente e mantenere le popolazioni degli stock ittici al di sopra di livelli di biomassa in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile, il tasso di sfruttamento del rendimento massimo sostenibile deve essere ottenuto entro il 2015, ove possibile, e progressivamente al più tardi entro il 2020 per tutti gli stock.”
-Target 6 di Aichi relativo alla biodiversità (https://www.cbd.int/article/Assessing-Progress-towards-Aichi-Biodiversity-Target-6-on-Sustainable-Marine-Fisheries): Entro il 2020, tutti gli stock ittici di pesci, invertebrati e piante acquatiche sono gestiti e sfruttati in modo sostenibile, legalmente, e applicando un approccio ecosistemico, cosicché non vi sia sovrasfruttamento, e siano messi in atto piani di recupero e misure per le specie sovrasfruttate, le attività di pesca non abbiano impatto significativamente avversi sulle specie a rischio e sugli ecosistemi vulnerabili, e gli impatti della pesca sugli stock, specie ed ecosistemi sono entro limiti biologicamente sicuri.
-Target 14.4 degli UN Sustainable Development Goals richiede, entro il 2020, di regolare in modo efficace il prelievo ed eliminare il sovrasfruttamento, la pesca illegale, non riportata e non regolamentata, e le pratiche di pesca distruttive, implementando una gestione basata su approcci scientifici, al fine del recupero degli stock ittici nel minor tempo possibile, quanto meno a livelli che permettano il raggiungimento del Massimo Rendimento Sostenibile come determinato dalle caratteristiche biologiche degli stock stessi (http://www.fao.org/sustainable-development-goals/indicators/14.4.1/en/). A questo target è associato l’indicatore “Proporzione di stock all’interno di limiti biologicamente sostenibili” che misura la sostenibilità delle catture globali della pesca in funzione della loro abbondanza. In questo ambito uno stock la cui abbondanza sia superiore o al livello in grado di produrre il Massimo Rendimento Sostenibile viene classificato come biologicamente sostenibile. (http://www.fao.org/sustainable-development-goals/indicators/14.4.1/en/).
Descrizione 2
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) – 2017 Mediterranean Stock Assessments - Part I (STECF-17-15). Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2017, ISBN 978-92-79-67487-7, doi:10.2760/897559, JRC109350
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) - 2017 Mediterranean Stock Assessments - Part 2 (STECF-17-15); Publications Office of the European Union, Luxembourg, ISBN 978-92-79-67494-5, doi:10.2760/90316, JRC111820
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) – 56th Plenary Meeting Report (PLEN-17-03); Publications Office of the European Union, Luxembourg; ISBN 978-92-79-77297-9, doi:10.2760/605712, JRC109344
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) – 57th Plenary Meeting Report (PLEN-18-01), Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2018, ISBN 978-92-79-85804-8, doi:10.2760/088784, JRC111800
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) – 2018 Mediterranean Stock Assessments - Part 1 (STECF-18-12). Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2018, ISBN 978-92-79-79395-0, doi:10.2760/838965, JRC114779
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) – 2018 Mediterranean Stock Assessments - Part 2 (STECF-18-16). Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2018, ISBN 978-92-79-79399-8, doi:10.2760/598716, JRC114787
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) – Stock Assessments: demersal stocks in the western Mediterranean Sea (STECF-19-10). Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2019, ISBN 978-92-76-11288-4, doi:10.2760/5399, JRC119055
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) – 2019 Stock Assessments part 2: European fisheries for demersal species in the Adriatic Sea (STECF-19- 16). Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2019, ISBN 978-92-76-14558-5, doi:10.2760/95875, JRC119057
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) – Stock Assessments: demersal stocks in the western Mediterranean Sea (STECF-20-09). EUR 28359 EN, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2020, ISBN 978-92-76-27165-9, doi:10.2760/286667, JRC122993
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) – Stock Assessments in the Mediterranean Sea - Adriatic, Ionian and Aegean Seas (STECF-20-15). EUR 28359 EN, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2020, ISBN 978-92-76-27168-0, doi:10.2760/877405, JRC122994
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) – Stock
assessments in the Mediterranean Sea 2021 – Adriatic and Ionian Seas (STECF-21-15). EUR 28359
EN, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2021, ISBN 978-92-76-46195-1,
doi:10.2760/59806, JRC127766.
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) – Stock
Assessments: demersal stocks in the western Mediterranean Sea (STECF-21-11). Publications
Office of the European Union, Luxembourg, 2021, EUR 28359 EN, ISBN 978-92-76-46116-6,
doi:10.2760/046729, JRC127744
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) –
Methods for supporting stock assessment in the Mediterranean (STECF-21-02). Publications Office
of the European Union, Luxembourg, 2021, EUR 28359 EN, ISBN 978-92-76-40594-8,
doi:10.2760/457201, JRC126125.
Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) Quality checking of MED & BS data and reference points (STECF-22-03). Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2023, doi:10.2760/465703, JRC130288.
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) – Stock Assessments: demersal stocks in Adriatic, Ionian and Aegean Seas and straits of Sicily (STECF-22-16). Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2023, doi:10.2760/25344, JRC132157.
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) – Stock Assessments: demersal stocks in Adriatic, Ionian and Aegean Seas and straits of Sicily (STECF-22-16). Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2023, doi:10.2760/25344, JRC132157.
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) - Stock assessments in the Western Mediterranean Sea (STECF 23-09), Mannini, A., Ligas, A. and Pierucci, A. editor(s), Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2023, doi:10.2760/995295, JRC135661.
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) - Stock Assessments in the Adriatic, Ionian and Aegean Seas and Strait of Sicily (STECF-23-12), Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2023.
Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) - Methodologies for Mediterranean stock assessments and the estimation of reference points (STECF- 24-02), Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2024.
General Fisheries Commission for the Mediterranean (GFCM) - Report of Seventh Meeting of the Subregional Committee for the Western Mediterranean (SRC-WM), Rome, Italy, 21–24 May 2024. p. 116.
General Fisheries Commission for the Mediterranean (GFCM) - Report of Seventh Meeting of the Subregional Committee for the Adriatic Sea (SRC-AS), Podgorica, Montenegro, 28–31 May 2024. p. 131.
General Fisheries Commission for the Mediterranean (GFCM) - Report of Seventh Meeting of the Subregional Committee for the Adriatic Sea (SRC-AS), Rome, Italy (hybrid), 13–15 May 2025. p. 165.
General Fisheries Commission for the Mediterranean (GFCM) - Report of Seventh Meeting of the Subregional Committee for the Central Mediterranean (SRC-CM), Palermo, Italy (hybrid), 8–10 April 2025. p. 97.
General Fisheries Commission for the Mediterranean (GFCM) - Report of Seventh Meeting of the Subregional Committee for the Eastern Mediterranean (SRC-EM), Rome, Italy, 23–25 April 2025. p. 93.
General Fisheries Commission for the Mediterranean (GFCM) - Report of Seventh Meeting of the Subregional Committee for the Western Mediterranean (SRC-WM), Malaga, Spain, 27–29 May 2025. p. 90.
General Fisheries Commission for the Mediterranean (GFCM) - Report of Working Group on Stock Assessment in Demersal Species (WGSAD) Benchmark assessment for Norway lobster in the Adriatic Sea, Split, Croatia, 14–17 April 2025. p. 10.
General Fisheries Commission for the Mediterranean (GFCM) - Report of Working Group on Stock Assessment of Small Pelagic Species (WGSASP) Session on small pelagic species in the Adriatic Sea (GSAs 17–18), Online, 5–9 May 2025. p. 78.
European Commission, Joint Research Centre, Scientific, Technical and Economic Committee for
Fisheries (STECF) – Ad-hoc hake assessment (STECF-25-06).
European Commission: Joint Research Centre, Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries Methodologies for Mediterranean Stock Assessments (STECF-25-01). Jardim, E., Mantopoulou Palouka, D., and Gras, M. editors, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2025, https://data.europa.eu/doi/10.2760/1568886, JRC142274.
L'indicatore è influenzato dal numero di stock valutati.
Al fine di rendere l'indicatore maggiormente comparabile in termini temporali e spaziali, è necessario predisporre un percorso che porti alla definizione di un set stabile di stock ittici da prendere in considerazione al fine di valutare i progressi verso il conseguimento di uno sfruttamento sostenibile delle risorse. Tale selezione dovrebbe essere condotta secondo criteri comparabili e omogenei a livello Mediterraneo. Ciò implica, da un lato, la selezione di un numero di stock che siano valutati su base annuale (o biennale). Dall'altro è necessario che tale sforzo analitico prenda in considerazione stock ittici in misura tale da poter tracciare la pressione e lo stato di una percentuale maggiore degli sbarcati nazionali. Sempre a livello Mediterraneo si ritiene opportuno che venga stabilito un approccio coordinato rispetto alla selezione dei reference points, degli approcci metodologici per la loro stima, degli approcci metodologici per definire l'incertezza associata alla stima dei reference points.
Qualificazione dati
EUROSTAT (Ufficio Statistico delle Comunità Europee)
GFCM (General Fisheries Commission for the Mediterranean)
STECF (Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries)
Utilizzati i dati di stock assessment validati a livello internazionale dallo STECF e dalla GFCM (report annuali): https://stecf.jrc.ec.europa.eu/reports
http://www.fao.org/gfcm/activities/fisheries/stock-assessment/en/
Utilizzo i dati di sbarcato delle specie ittiche dallo STECF e da EUROSTAT (tramite la piattaforma EUMOFA): https://stecf.jrc.ec.europa.eu/dd/fleet https://www.eumofa.eu/
Nazionale
2007-2023
Qualificazione indicatore
Per ciascun anno si considera lo stato degli stock valutati e accettati in forma definitiva dallo STECF e/o dal GFCM. Al fine della valutazione dello stato degli stock vengono presi in considerazione il rapporto tra i livelli di mortalità da pesca più recenti (Fcurr) e i relativi valori di riferimento: il valore per l’anno di riferimento è quindi calcolato come rapporto Fcurr/FMSY riportato per quell’anno. La metodologia è stata quindi aggiornata rispetto a quella applicata negli anni precedenti che prevedeva invece la stima del rapporto Fcurr/FMSY quale media per quell’anno e i due precedenti. Questa scelta metodologica è in linea con quanto applicato su scala mediterranea dal GFCM nell’ambito della valutazione dello stato delle risorse presentata a livello biennale nel report “The State of Mediterranean and Black Sea Fisheries 2020” (GFCM, 2020) e permette quindi delle comparazioni dirette tra le stime nazionali e quelle regionali. I valori di Fcurr vengono comparati con il relativo valore di riferimento della mortalità corrispondente al Massimo Rendimento Sostenibile (FMSY) dell’anno considerato. Per quest'ultimo, viene generalmente considerato come proxy il valore F0.1 ottenuto mediante analisi del tipo Yield per Recruits. Gli stock per i quali si osserva un valore di Fcurr> F0.1 sono considerati in stato di sovrasfruttamento, ovvero soggetti a una pressione di pesca superiore a quella che permette di conseguire il Massimo Rendimento Sostenibile. Nel caso degli stock dei piccoli pelagici (sardine e acciughe), ove non siano disponibili stime dirette di F, si considera l'exploitation rate (E = F/Z). Il limite di riferimento (EMSY) per definire se uno stock sia sovrasfruttato viene posto a 0,4, come suggerito da Patterson (1992), salvo utilizzo di altri limiti in fase di valutazione dello stock e debitamente giustificati nella documentazione tecnica di riferimento. Nel caso in cui E>EMSY gli stock vengono quindi classificati come in stato di sovrasfruttamento. Si osserva inoltre che, poiché per alcuni stock la valutazione dello stato di sfruttamento è realizzata considerando più GSA (Geographical Sub-Areas della FAO) congiuntamente (talvolta includendo GSA di paesi terzi o GSA presenti in più sottoregioni nazionali), al fine del calcolo del numero di stock considerati è stato assegnato il valore di sfruttamento complessivo delle diverse GSA alle singole GSA nazionali per le quali la valutazione era stata applicata, come se fossero stock separati. L'analisi non considera gli stock di grandi pelagici (tonno rosso e pesce spada) che vengono valutati a livello internazionale dall'ICCAT su ampie scale geografiche (Atlantico-Mediterraneo e Mediterraneo, rispettivamente).
Nel 2023, a causa dell’attività di pesca, risultano in stato di sovrasfruttamento 12 stock ittici sui 27 valutati (44,4%).
Parallelamente, nello stesso periodo si registra la più elevata percentuale di sbarchi nazionali coperti da valutazioni mediante stock assessment (64,2% nel 2021, 62% nel 2022 e 70,8% nel 2023) (Tabella 1). Tale incremento, a fronte dei valori degli anni precedenti in cui la copertura si attestava intorno al 30-35%, è principalmente riconducibile alla disponibilità delle valutazioni sugli stock dei piccoli pelagici (Engraulis encrasicolus e Sardina pilchardus), che nel contesto multi-specifico delle catture nazionali e mediterranee apportano un contributo significativo agli sbarchi complessivi.
Nel periodo considerato (2007-2023) si osserva un miglioramento dello stato degli stock ittici valutati: la quota di stock sovrasfruttati dalla pesca si riduce nell’arco temporale raggiungendo il minimo (44,4%) nell’ultimo anno osservato.
Questa tendenza era già presente nel triennio precedente all’ultima valutazione 2020-2022: la maggior parte degli stock considerati mostra uno stato di sovrasfruttamento che è cresciuto dal 77,8% del 2007 al 96,4% del 2014, indicando uno stato di non sostenibilità della pesca per la grande maggioranza degli stock valutati (Figura 1). Successivamente si registra una riduzione, raggiungendo il 58,1% nel 2021, il 62,1% nel 2022 e, come anticipato, il 44,4% nel 2023. Probabilmente a seguito degli effetti sul settore e sulle risorse della pandemia COVID19 e dell’adozione di misure gestionali più severe. Inoltre, si rileva una progressiva crescita dal 2007 al 2014 del numero di stock valutati mediante stock assessment, passato da 9 a 35 (Tabella 1). Dal 2015 al 2023 gli stock valutati vanno da un minimo di 18 a un massimo di 31, con 27 stock ittici valutati nel 2023.
Dati
Tabella 1: Andamento nazionale degli stock in stato di sovrasfruttamento
Elaborazione ISPRA su dati di stock assessment validati a livello internazionale dallo STECF e dalla GFCM
*Stima condotta considerando come valore di riferimento le catture complessive validate a livello internazionale dallo STECF (per il periodo 2007-2018) e quelli pubblicati nella piattaforma Eumofa (per il periodo 2019-2023). Per il periodo 2019-2023 la stima delle catture per stock è condotta considerando come valori di riferimento il 2018.
aggiornamento a dicembre 2024
Tabella 2: Andamento degli stock in stato di sovrasfruttamento ripartiti per sottoregione della MSFD
Elaborazione ISPRA su dati di stock assessment validati a livello internazionale dallo STECF e dalla GFCM
aggiornamento a dicembre 2024
Tabella 3: Andamento del rapporto tra la mortalità da pesca (F curr) e la mortalità al Massimo Rendimento Sostenibile (Fmsy) per gli stock ittici valutati mediante stock assessment analitico
Elaborazione ISPRA su dati di stock assessment validati a livello internazionale dallo STECF e dalla GFCM
*Stock condivisi con altri paesi per i quali la valutazione è stata condivisa con GSA limitrofe. **Nel caso degli stock dei piccoli pelagici (sardine e acciughe) si considera l'exploitation rate (E = F/Z). Il limite di riferimento (EMSY) per definire se uno stock sia sovrasfruttato viene posto a 0,4, come suggerito da Patterson (1992). Nel caso in cui E>EMSY gli stock vengono quindi classificati come in stato di sovrasfruttamento. ***Stock valutato per l'area NW della GSA 17 (17NW ITA)
Sono indicati, oltre alle specie considerate, il codice della GSA nella quale è stata condotta la valutazione, la relativa sottoregione MSFD e il gruppo tassonomico. Valori maggiori a 1 nell'ultima colonna indicano uno stato di sovrasfruttamento. Nel caso di valutazioni per molteplici GSA è riportato il valore aggregato. L'anno di riferimento in tabella è quello precedente alla realizzazione e validazione degli stock assessment. Aggiornato a dicembre 2024.
Con riferimento alla percentuale di sbarcato coperta da valutazioni di stock assessment, il dato si attesta in media intorno al 35%, con oscillazioni annuali legate alla disponibilità di valutazioni sugli specifici stock (Figura 2, Tabella 1). Nell’ultimo triennio (2021-2023) tale quota mostra un deciso incremento, raggiungendo in media circa il 66% del totale degli sbarchi nazionali.
L’andamento dell’indicatore, espresso sia in termini assoluti che percentuali, risente del numero e della tipologia di stock inclusi nelle valutazioni nei diversi anni (Figure 1 e 2). Nonostante ciò, le analisi evidenziano una riduzione dello sfruttamento, mentre la solidità delle stime è progressivamente aumentata grazie all’intensificazione degli sforzi analitici e alla disponibilità di valutazioni mediante stock assessment.
Come riportato in Tabella 2, nel 2023 il numero di stock ittici valutati risulta pari a 11 per l’Adriatico, 9 per il Mar Ionio e Mediterraneo Centrale e 7 per il Mediterraneo Occidentale.
La Tabella 3 elenca invece gli stock valutati mediante stock assessment a partire dal 2007, per i quali sono disponibili stime di mortalità e relativi reference points. Per ciascuno stock viene fornito il rapporto tra il tasso di sfruttamento corrente e il valore di riferimento (Fcurr/FMSY) o suoi proxy: valori superiori a 1 segnalano uno stato di sfruttamento non sostenibile, in quanto non compatibile con il raggiungimento del Massimo Rendimento Sostenibile (MSY).