Descrizione 1
Giovanni Finocchiaro, Andrea Gagna, Mariangela Soraci
EPRTR (European Pollutant Release and Transfer Register) è il registro integrato che l’UE ha istituito con il Regolamento (CE) 166/2006 per rendere accessibili al pubblico le informazioni sugli impatti ambientali degli stabilimenti industriali che superano specifiche soglie di emissione o di trasferimento di inquinanti e rifiuti. Le sorgenti industriali più rilevanti ai fini delle emissioni in aria, acqua e suolo risultano 4.105 nel 2023, di cui 3 066 ubicate al Nord, 542 al Centro, 491 nel Meridione e Isole e 6 in mare.
L’indicatore rappresenta l’insieme delle sorgenti industriali da cui originano la maggior parte delle emissioni in aria e acqua. Il numero e la tipologia delle attività PRTR (Pollutant Release and Transfer Register ) dichiarate consente di identificare le principali attività e processi industriali sorgenti di emissioni. La maggioranza degli stabilimenti dichiaranti è ricompresa nelle attività di cui all'allegato VIII alla parte seconda del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. e, pertanto, l’indicatore è anche rappresentativo del contributo delle cosiddette installazioni soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) (ex IPPC). Le informazioni relative al numero di stabilimenti e alle attività PRTR svolte sono raccolte mediante dichiarazione PRTR. La normativa stabilisce, infatti, che gli stabilimenti PRTR aventi emissioni in aria o acqua o nei reflui, anche per un solo inquinante, superiori ai corrispondenti valori soglia, o aventi trasferimenti di rifiuti superiori ai corrispondenti valori soglia, sono tenuti a presentare una dichiarazione. Il numero delle dichiarazioni pervenute in ISPRA corrisponde al numero degli stabilimenti soggetti all’obbligo di dichiarazione al registro nazionale PRTR (Regolamento CE n.166/2006, DPR 157/2011 e l’art. 30 del D.Lgs. 46/2014). In sintesi i criteri consistono in un sistema di valori soglia riferito a: - una lista di attività (valori soglia associati alla capacità produttiva o di trattamento); - una lista di sostanze da monitorare con riferimento all’aria e all’acqua (valori soglia di emissione specifici per ciascun inquinante e per matrice ambientale); - trasferimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi (soglia relativa alla quantità di rifiuti pericolosi trasferita, soglia relativa alla quantità di rifiuti non pericolosi trasferita).
Descrivere la distribuzione sul territorio nazionale degli stabilimenti PRTR e identificare le attività PRTR/IPPC più significative, come le sorgenti delle emissioni o dei trasferimenti di inquinanti e di rifiuti, che a livello nazionale contribuiscono maggiormente alle emissioni e ai trasferimenti originati dai processi industriali.
Regolamento CE n.166/2006; DPR n.157/2011 e art.30 D.Lgs. 46/2014. La normativa (Regolamento CE n.166/2006, DPR n.157/2011 e l'art. 30 del D.Lgs. 46/2014) tramite la Dichiarazione PRTR, prevede la raccolta annuale, per via telematica, di informazioni relative all'identificazione dei complessi PRTR dichiaranti, all'identificazione delle attività PRTR svolte, alle emissioni in aria, acqua, suolo, al trasferimento di inquinanti nei reflui e al trasferimento di rifiuti. L'aggiornamento del Registro nazionale PRTR è annuale, la normativa prevede inoltre l'accesso al registro stesso da parte del pubblico e la comunicazione delle informazioni alla Commissione europea per l'aggiornamento annuale del Registro integrato europeo EPRTR (European PRTR).
Descrizione 2
Il sistema di raccolta dei dati per il registro PRTR, basato sul processo di autodichiarazione degli stabilimenti e di validazione da parte delle Autorità competenti, offre margini per interventi volti a migliorare ulteriormente la completezza della base di dati. Approfondimenti relativi ad alcune specifiche attività potrebbero comportare delle variazioni nella base dichiarante e negli indicatori a esse collegati. Non si esclude che le stesse operazioni di valutazione della qualità dei dati dichiarati, a cura delle autorità competenti, possano comportare un ulteriore ampliamento della base dichiarante per il Registro PRTR nel corso dei prossimi anni.
Qualificazione dati
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Le informazioni relative al numero e tipologia di stabilimenti PRTR sul territorio nazionale e agli impatti da essi originati (emissioni e trasferimenti) sono consultabili liberamente sul sito del registro EPRTR (European Pollutant Release and Transfer Register): https://industry.eea.europa.eu/#/home
Nazionale Regionale
2007-2023
Qualificazione indicatore
Aggregazioni e disaggregazioni per parametri geografici e codici PRTR.
Confrontando l’ultimo anno disponibile con il precedente, gli stabilimenti dichiaranti passano da 4.111 nel 2022 a 4.105 nel 2023, una variazione minima ( 0,15 %). Il livello risulta pertanto stabile e nel complesso buono: tutte le principali categorie industriali elencate in Figura 3 sono rappresentate, salvo poche attività assenti (produzione di asbesto, acquacoltura intensiva, combustibili solidi non fumogeni) o perché non autorizzate, non presenti o perché non ricadono nell’obbligo di comunicazione al registro PRTR nazionale.
L’analisi dell’intera serie storica 2007 2023 (Figura 1) evidenzia una crescita del 66 % – da 2.466 a 4.105 stabilimenti – con un incremento medio del 3,1 % annuo fino al 2020, mantenendosi stabile nel triennio 2021 2023. Il trend rimane quindi positivo sul lungo periodo, mentre la dinamica recente conferma il raggiungimento di una soglia di saturazione.
Dati
Tabella 1: Stabilimenti PRTR per macroarea geografica (2023)
ISPRA, registro nazionale PRTR
Come mostrato in Figura 1, tra il 2007 e il 2020 il registro PRTR è cresciuto da 2 466 a 4 127 impianti; negli ultimi tre anni la curva si è stabilizzata, con la lieve flessione 2022‑2023 richiamata nella valutazione di stato. La distribuzione territoriale rimane fortemente sbilanciata verso il Nord, che ospita il 75% degli stabilimenti (Figura 2). Tre comparti – gestione di rifiuti e reflui, allevamenti intensivi e metallurgia – concentrano quasi due terzi delle dichiarazioni (Figura 3), confermando la stretta correlazione fra registro e filiere a maggior impatto emissivo.