Descrizione 1
Filippo Bianchi, Luigi Di Micco, Saverio Venturelli
La Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE (DQA) prevede il riesame e l’aggiornamento dei Piani di Gestione dei bacini idrografici (PdG) entro 15 anni dall'entrata in vigore della direttiva stessa e, successivamente, ogni sei anni (art. 13). Pertanto, in attuazione di tale indicazione, al fine di elaborare il ciclo di pianificazione relativo al periodo 2015-2021, nel 2012 fu avviato il riesame e l'aggiornamento dei primi PdG adottati nel 2010. Il processo si concluse con l’approvazione dei piani tra marzo e giugno 2016. Successivamente iniziò l’elaborazione del secondo aggiornamento dei PdG, come previsto dall'art. 117 comma 2bis del D.Lgs. 152/2006. L’aggiornamento si è concluso nel mese di dicembre 2021 con l'adozione dei PdG (per tutti i distretti idrografici) da parte della Conferenza Istituzionale Permanente. I Piani di Tutela delle Acque (PTA) sono i piani mediante i quali le regioni, sulla base degli obiettivi fissati a scala di distretto idrografico dai PdG, definiscono gli interventi volti a garantire il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici e le misure necessarie alla loro tutela qualitativa e quantitativa a livello regionale. A ottobre 2025, sei regioni e le province autonome di Trento e Bolzano hanno un PTA aggiornato sulla base dei PdG 2021. Altre sei regioni sono dotate di un PTA adottato o approvato successivamente alla pubblicazione dei PdG 2015. Le restanti regioni (sette) hanno un PTA risalente a un periodo precedente alla pubblicazione dei PdG 2015.
Fra il 2024 e il 2025, tre regioni hanno aggiornato il PTA per allinearlo all'ultimo ciclo di gestione del PdG 2021 (Lazio, Valle d'Aosta e Basilicata).
L'indicatore fornisce informazioni sullo stato di avanzamento dei Piani di Gestione (PdG) distrettuali e dei Piani di Tutela delle Acque (PTA) regionali. L'evoluzione della pianificazione – programmazione inerente alla tutela quali–quantitativa delle risorse idriche deriva da un processo di adeguamento della legislazione nazionale alle disposizioni normative comunitarie e, in particolar modo, alla Direttiva Quadro delle Acque (DQA), recepita in Italia dal D.Lgs. 152/2006, Parte III. e ss.mm. ii, che ha modificato e integrato l'assetto normativo previgente. Concetto portante della DQA è la gestione integrata delle acque a scala di distretto idrografico, superando la logica dei confini amministrativi, attuata attraverso un nuovo strumento di governance da sottoporre a verifica e aggiornamento periodico: il Piano di Gestione delle acque (PdG). Il PdG rappresenta, quindi, lo strumento operativo attraverso il quale si pianificano, realizzano e monitorano le misure per la protezione, il risanamento e il miglioramento dei corpi idrici superficiali e sotterranei e si agevolano utilizzi sostenibili delle risorse idriche. La base per la redazione dei primi PdG (quelli approvati nel 2010) sono stati i Piani di Tutela delle Acque regionali, il cui ruolo, nel nuovo assetto normativo, si è andato progressivamente ridefinendo, da piano sovraordinato a piano attuativo della pianificazione di distretto. L'art. 13 comma 7 della DQA prevede che i primi PdG debbano essere riesaminati e aggiornati entro quindici anni dall'entrata in vigore della DQA stessa e, successivamente, ogni 6 anni. Pertanto, le Autorità di Bacino nazionali, oggi soppresse dal Decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 294 del 25/10/2016, entrato in vigore il 17/2/2017 inerente alla riforma "distrettuale", hanno portato a termine nel 2016 il primo processo di riesame e aggiornamento, considerando: 1) i contenuti di quelli adottati nel 2010, per dare attuazione agli obblighi previsti dalle norme comunitarie e nazionali sulle acque; 2) i risultati delle analisi condotte dalla Commissione europea sui PdG 2010; 3) il riesame con gli eventuali aggiornamenti (svolti entro il 2013) inerente alle analisi delle caratteristiche del distretto, l'utilizzo idrico e gli impatti delle attività umane sullo stato delle acque (l'art. 5 della DQA). Alla fine del 2018, le Autorità di Distretto hanno iniziato il processo relativo al terzo ciclo di pianificazione 2021 – 2027 con l’avvio ufficiale dell’aggiornamento dei PdG 2015 – 2021. Tale processo, iniziato con la pubblicazione del “Calendario e del programma di lavoro” redatto dalle Autorità di Distretto, è terminato nel mese di dicembre 2021, con l’adozione dei PdG 2021 - 2027. Anche in questa fase di aggiornamento, come in quella precedente e in quella iniziale di formazione dei Piani, la partecipazione e la consultazione pubblica sono state di fondamentale importanza in tutto il processo decisionale. I PdG 2021 costituiscono il quadro più aggiornato sullo stato delle acque superficiali e sotterranee dei distretti idrografici. Essi riportano una caratterizzazione dei bacini idrografici, in cui sono individuati le pressioni e gli impatti sui corpi idrici ivi presenti. All’interno dei PdG sono inoltre riportati gli obiettivi ambientali per i corpi idrici, nonché le misure di gestione degli stessi e i programmi di monitoraggio. Per quanto riguarda i PTA, essendo questi ultimi strumenti attuativi dei PdG distrettuali a scala regionale, ad oggi, la gran parte delle regioni/province autonome ha avviato il riesame di quelli adottati e/o approvati ante PdG 2015 o approvato aggiornamenti parziali. Alcune regioni/province autonome hanno già aggiornato i loro PTA ai contenuti dei PdG 2021.
Fornire indicazioni sullo stato di avanzamento dei PdG e dei PTA per monitorare l'attuazione degli strumenti di pianificazione inerenti alla corretta gestione e tutela quali - quantitativa delle risorse idriche alle differenti scale spaziali.
Direttiva acque 2000/60/CE, D.Lgs. 152/06 e s.m.i e suoi decreti attuativi.
I PdG/PTA hanno come obiettivo quello di “individuare e pianificare” le misure volte a proteggere, migliorare e ripristinare lo stato di tutti i corpi idrici, ovvero di mettere in campo tutte le misure necessarie per il raggiungimento del “buono stato” a scala distrettuale/regionale/provinciale. Il “buono stato”, secondo la definizione data dalla normativa vigente, è la condizione in cui i valori degli elementi di qualità, associati a un certo “tipo” di corpo idrico, presentano livelli tali da essere paragonabili a quelli generalmente associati alla determinata tipologia di corpo idrico in condizioni inalterate. Pertanto, l’obiettivo generale che deve essere presente nei PdG e, quindi nei PTA, è quello di mantenere o di riportare il corpo idrico in uno stato qualitativo che si discosti “poco” dalle condizioni prive di impatto antropico, attraverso l’attuazione di un programma di misure, che deve essere esplicitato in modo da integrare tutti gli aspetti inerenti alla tutela e alla gestione delle “risorse idriche”, quali le caratteristiche del territorio di riferimento, l’analisi delle pressioni e dei relativi impatti sullo stato delle acque superficiali e sotterranee, l’analisi economica dell’utilizzo idrico.
Descrizione 2
Nessuna
Nessuna
Qualificazione dati
Regioni, Autorità di Bacino Distrettuale, Agenzie Regionali e Provinciali per la protezione dell'Ambiente.
Sono stati utilizzati i siti istituzionali delle Regioni, delle Autorità di Bacino Distrettuale e delle Agenzie Regionali e Provinciali per la protezione dell'Ambiente, dove sono riportati sia la documentazione di piano sia gli aggiornamenti che si susseguono nel tempo, nonché le informazioni sull’avvio dei processi di aggiornamento dei piani.
I siti utilizzati sono di consultazione pubblica.
Nazionale, Regionale
Ottobre 2025
Qualificazione indicatore
L’indicatore è costruito e aggiornato partendo dalle informazioni reperite dai siti istituzionali delle Autorità di Bacino Distrettuali e delle Regioni e delle ARPA/APPA, riportando in particolare il numero dei piani adottati e/o approvati e di quelli in fase di revisione/aggiornati.
In ottobre 2025 risulta che circa un terzo delle regioni / province autonome (8) sia dotata di un PTA redatto o aggiornato a seguito della redazione del PdG 2021. Un altro terzo (6) è dotato di un PTA approvato o adottato prima del PdG 2021 ma dopo il PdG 2015, mentre l’altro terzo (7) è dotato di un PTA approvato o adottato antecedentemente al PdG 2015.Fra il 2024 e il 2025, tre regioni hanno aggiornato il PTA per allinearlo all'ultimo ciclo di gestione del PdG 2021 (Lazio, Valle d'Aosta e Basilicata). In aggiunta, si rileva che i PTA di 13 regioni su 20 non sono ancora aggiornati all'ultimo PdG; di queste 7 regioni presentano un PTA aggiornato a più di 10 anni fa (Figura 1).
Nel corso degli anni si assiste a un progressivo aumento dei PTA che sono aggiornati all’ultimo ciclo di gestione del PdG. In particolare, fra il 2024 e il 2025, tre regioni hanno aggiornato il PTA per allinearlo all'ultimo ciclo di gestione del PdG 2021 (Lazio, Valle d'Aosta e Basilicata). Permangono tuttavia alcune regioni che non hanno aggiornato il loro PTA in nessuno degli ultimi due cicli di gestione del PdG. La stabilità del trend è sintomo di una certa staticità nelle azioni che dovrebbero essere intraprese dalle varie regioni al fine di individuare misure che portino a una salvaguardia della risorsa idrica sia qualitativa sia quantitativa.
Dati
Tabella 1: Stato di avanzamento dei Piani di Gestione distrettuali
Siti internet delle autorità di bacino distrettuali
Tabella 2: Stato di avanzamento dei Piani di Tutela Acque
Siti internet delle regioni / province autonome e delle agenzie regionali / provinciali per la protezione dell'ambiente
I PdG di tutti i distretti risultano aggiornati secondo quanto richiesto dalla normativa in vigore (Tabella 1). Il quadro di aggiornamento dei PTA regionali/provinciali risulta maggiormente eterogeneo, come si può notare in Tabella 2. Alcune regioni/province autonome hanno aggiornato i PTA a seguito della pubblicazione dei PdG 2021; oltre al Piemonte, province di Bolzano e Trento, l’Abruzzo e la Puglia, fra il 2024-2025, anche Lazio, Valle d'Aosta e Basilicata hanno aggiornato i PTA al PdG 2021.
Tra le regioni con PTA pre-PdG 2015, quattro di queste (Veneto, Marche, Toscana, Sicilia) su sette hanno in corso processi di aggiornamento dei PTA o hanno effettuato aggiornamenti negli ultimi anni (Tabella 2).